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Regionali, Berlusconi lancia 'strategia del telefono', al via campagna 'via cavo'

ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 17:56
Roma - (Adnkronos) - Niente manifesti 6x3, pochi comizi 'mirati': corre 'sul filo' la strategia del leader del Pdl per le elezioni alle porte. Il Cavaliere l'ha inaugurata in pieno caos liste regionali. con il collegamento con la convention di Bari per difendere il dl quando tutti si aspettavano di vederlo parlare a Palazzo Chigi. La seconda 'uscita' a Napoli per tirare la volata a Caldoro
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Roma, 8 mar. (Adnkronos) - Niente manifesti 6x3, parleranno i fatti. Pochi comizi 'mirati', almeno per ora, giusto per tirare la volata ai candidati-governatore. Tante 'telefonate elettorali' e messaggi-video. Per la prima fase della 'campagna di marzo' Silvio Berlusconi adotta una nuova strategia. Basata soprattutto sul 'collegamento telefonico'. E' successo martedi' scorso, in pieno caos liste regionali, a margine del Cdm, quando tutti si aspettavano che scendesse in sala stampa a palazzo Chigi, per difendere il dl interpretativo appena varato: il Cavaliere 'chiama' Bari mentre in un teatro si sta svolgendo una convention del Pdl a sostegno del candidato alla Regione Puglia, Rocco Palese.

Fa il bis ieri, collegandosi con Napoli per lanciare la corsa di Stefano Caldoro a palazzo Santa Lucia. Il premier e' un aficionado della cornetta. La prima diretta via cavo, riferiscono dal suo entourage, una vera e propria novita' nel panorama della comunicazione politica, risale al '98, dopo il Congresso di Assago, prima assise nazionale di Forza Italia. Allora c'erano problemi tecnici soprattutto in ricezione, perche' la voce del leader del movimento azzurro si poteva ascoltare solo avvicinando il microfono alla cornetta. Poi le cose sono cambiate, grazie alle tecnologie sempre piu' avanzate.

Oggi, infatti, anche con poco anticipo, basta che il presidente del Consiglio contatti il luogo dove si tiene la manifestazione elettorale per parlare alla piazza. Il mezzo per veicolare la voce e' sempre l'ibrido telefonico in recezione, ma gli impianti sono sempre piu' sofisticati. Berlusconi potrebbe chiamare da un fisso o dal suo cellulare, ma, raccontano, preferisce collegarsi dal suo studio di palazzo Grazioli (quando si trova a Roma come avviene nella maggior parte dei casi), o di Arcore, a Milano.

Questo strumento ''acchiappaconsensi', rapido e poco costoso, e' diventato, quindi, una delle 'armi elettorali' piu' efficaci del Cavaliere, al fianco dei gazebo e degli spot tv stile 'discesa in campo'. Una telefonata allunga anche la vita politica, avra' pensato Berlusconi, prendendo spunto dallo spot Telecom degli anni '90 reso famoso dall'attore Massimo Lopez. Non a caso, il presidente del Consiglio ha scelto proprio il telefono per 'rompere' il silenzio dopo l'aggressione subita in piazza Duomo (il 20 dicembre scorso lancio' un messaggio ad una manifestazione di solidarieta' organizzata dal Pdl veneto in piazza Bra' a Verona).

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