Sulla giustizia sì al dialogo ma no a ddl che eviti processi al premier
(foto Adnkronos)
Regionali, l'Udc va da sola. Casini: ''Non c'è condizione per alleanza ovunque''
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ultimo aggiornamento: 06 novembre, ore 22:10
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il leader centrista: ''Grato al presidente del Consiglio di non aver posto problemi e questioni che avrebbero avuto risposte ovvie''. Cesa: ''Valuteremo con i dirigenti locali se ci saranno eccezioni''. Rutelli lascia il Pd e Casini apre all'alleanza: "Raddoppieremo i voti"
Roma, 6 nov. - (Adnkronos/Ign) - "Abbiamo ribadito a Silvio Berlusconi quello che avevamo già detto anche a Bersani: abbiamo intenzione di affrontare le elezioni regionali da soli anche per far capire meglio" agli elettori "quello che abbiamo fatto in quest'anno e mezzo". Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, lo ha ribadito insieme a Pier Ferdinando Casini al termine di un incontro a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi. "In questo periodo -aggiunge Cesa- abbiamo in corso le assemblee provinciali e regionali. Se ci saranno delle eccezioni" a questa linea in vista delle regionali "le valuteremo con i dirigenti locali. Ci saranno degli aggiornamenti".
''Se Berlusconi avesse piacere ad un'alleanza generalizzata, posso anche pensarlo, ma sa benissimo - ha ribadito Casini - che non ci sarebbero state le condizioni''.
Quindi il leader Udc tiene a precisare che ''non c'è mai stato un problema personale tra me e Berlusconi. In questo anno e mezzo ci sono stati tanti temi di contrasto ma l'unico problema che non c'e' mai stato e' quello a livello personale''. E a chi gli chiede del colloquio di ieri con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il leader dell'Udc risponde: ''Non sono un uomo di risentimenti. Con Fini, cosi' come con Berlusconi, ho solo dei sentimenti di amicizia'' e ''sono grato al presidente del Consiglio di non aver posto oggi problemi e questioni che avrebbero avuto risposte ovvie'', scandisce Casini facendo riferimento all'ipotesi di un'alleanza globale in vista delle elezioni regionali.
Ma l'Udc nel colloquio col premier ha affrontato anche altri temi dell'agenda politica.
Giustizia - ''Noi siamo seduti al tavolo per la riforma della giustizia, impegnati a chiudere la stagione della contrapposizione tra il potere legislativo e quello giudiziario. Abbiamo espresso a Berlusconi - riferisce Casini - che siamo un partito che accetta il dialogo sulla giustizia, ma la sede deve essere il Parlamento: ognuno si prenda le proprie responsabilita' alla luce del sole, come noi abbiamo fatto astenendoci sul lodo Alfano''. Ma non si potrà discutere di ''un disegno di legge che vada nella direzione di evitare i processi al premier. Abbiamo espresso -racconta- la necessita' di una riforma complessiva della giustizia''.
Crisi - Quanto alla "situazione economica - sottolinea quindi l'ex presidente della Camera - necessita di un grande rigore, soprattutto con riferimento alle famiglie italiane. Il quoziente familiare era nel programma del centrodestra e noi sollecitiamo il governo a realizzarlo. Non ci sono solo le imprese, ma anche le famiglie che sono state degli ammortizzatori e hanno fatto da cuscinetto contro la crisi".
Sicurezza - "Abbiamo chiesto a Berlusconi che nella finanziaria ci siano risorse adeguate per tutte le forze dell'ordine perche' possano contrastare la criminalita' organizzata. I delinquenti sono sempre in agguato ed e' necessario contrastarli con i fatti e non con le parole".
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