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Tornano in corsa il listino Formigoni e la lista Pdl Roma

Regionali, varato dl interpretativo Maroni: ''Non modifica la legge''. L'opposizione insorge: un trucco

ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 22:19
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno: "Il dl consente lo svolgimento regolare delle elezioni. Nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini''. Berlusconi: ''Garantito il diritto di voto ai nostri elettori''. Il dl approvato dopo un lavoro convulso a stretto contatto con il Colle. Di Pietro: ''Vero e proprio golpe''. Accolto il ricorso sul listino della Polverini. La candidata Pdl denuncia Greenpeace. La protesta in piazza (VIDEO). Ieri sera incontro di un'ora al Colle
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Roma, 5 mar. (Adnkronos/Ign) - Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto 'salva pasticcio' per rimettere in corsa il listino di Roberto Formigoni in Lombardia e la lista provinciale del Pdl di Roma a sostegno di Renata Polverini.

La decisione al termine di una giornata convulsa che ha visto l'ultimo atto nella sala dei ministri di Palazzo Chigi. Fino all'ultimo, il testo e' stato limato e rivisto, tenendo conto delle indicazioni del Quirinale che aveva messo in chiaro la sua disponibilita' a valutare esclusivamente un provvedimento interpretativo e non innovativo delle norme che regolano le procedure per la presentazione delle liste elettorali.

''Queste approvate oggi sono norme interpretative. Non c'è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini'', chiarisce il ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine del Cdm.

Il dl "mira a consentire lo svolgimento regolare delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle regioni a Statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo prossimo". Lo sottolinea un comunicato di palazzo Chigi diffuso al termine della riunione. "Ribadita e sottolineata la necessita' di assicurare il pieno esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo, il Consiglio -si legge nel comunicato- ha condiviso l'esigenza di garantire i valori fondamentali della coesione sociale, presupposto di un ordinato svbolgimento delle competizioni elettorali". "A questo fine - prosegue il comunicato - pertanto, il decreto legge detta criteri interpretativi di norme in materia di rispetto dei termini per la presentazione delle liste, di autenticazoione delle firme e di ricorsi contro le decisioni dell'Ufficio centrale regionale".

A Cdm in corso, Silvio Berlusconi era intervenuto telefonicamente con una manifestazione elettorale per il candidato del Pdl in Puglia, Rocco Palese: ''Speriamo di poter ritornare a dare diritto di voto ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia'', aveva auspicato. La scelta di ricorrere al decreto interpretativo fa insorgere l'opposizione.

Pier Luigi Bersani parla di ''un trucco'', ribadendo il no del Pd a ''scorciatoie''. Mentre Antonio Di Pietro invoca la piazza e annuncia una ''chiamata alle armi democratica''. Poi in serata alza ancora il tiro: l'intervento del governo e' un ''abuso di potere'' che in un paese civile ''andrebbe fermato con le forze armate''. L'Udc con Pier Ferdinando Casini lancia un appello a far lavorare i magistrati che devono decidere sulle liste escluse. I centristi, di fronte a un gesto di distensione del governo si dicono pero' pronti a ragionare. Qualsiasi scelta, pero', deve essere presa con ''il consenso'', sottolinea Rocco Buttiglione.

La riunione del Cdm, insomma, arriva dopo una giornata di contatti costanti, lontano dai riflettori, per sondare le opposizioni, Pd e Udc in particolare. Al di la' delle dichiarazioni, tutti tengono aperti i canali di comunicazione con l'esecutivo, soprattutto tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. E se ieri c'era stato l'altola' del Quirinale, oggi, di fronte ad una ipotesi di decreto meramente "interpretativo" il Colle lascia intendere che vi sarebbe una disponibilita' a valutare il provvedimento.

Tutti hanno parlato con tutti, insomma, e anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, non sarebbe rimasto esclusivamente concentrato sul suo viaggio odierno a Napoli. A palazzo Grazioli, nel primo pomeriggio, il premier ha riunito alcuni ministri come Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Roberto Calderoli,Sandro Bondi.

Al termine, l'annuncio del Consiglio dei ministri con l'ipotesi piu' accreditata di un decreto interpretativo volto a consentire, tramite l'eliminazione di margini di discrezionalita' degli uffici elettorali, un superamento del "pasticcio" creatosi con le liste elettorali del Pdl. Dura l'opposizione del Pd: Bersani sgombra il campo dei suoi da ogni dubbio: "Non siamo disposti" all'accordo, "devo dirlo anche in cinese?''.

E per questo incorre negli strali del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: ''Le regole della sinistra sono semplici: dire no, no, sempre no, altrimenti Di Pietro si arrabbia". Serio il richiamo del presidente del Copasir, Massimo D'Alema, che avverte l'esecutivo: "Il governo sia cauto nel prendere decisioni la cui gravita' dal punto di vista dei normali rapporti in un Paese civile potrebbero essere veramente pesanti". E precisa: "Vedremo di che cosa si tratta, per quello che si capisce, il governo ha rinunciato a cambiare la normativa in corso d'opera che sarebbe stata una cosa gravissima".

"Bisognera' vedere che cosa si intende per un decreto interpretativo -sottolinea D'Alema- io credo che il governo sia ben consapevole che cambiare le regole del gioco durante lo svolgimento della competizione elettorale e' cosa che e' totalmente estranea alla civilta' democratica".

Dai centristi arrivano in giornata messaggi duri nella forma ma aperti nella sostanza. Il presidente dell'Udc Buttiglione esorta il governo a "non peggiorare la situazione con atti di forza" ma ammette l'esistenza di un "problema democratico". Il leader Pier Ferdinando Casini si limita a ricordare che la questione "e' in mano ai magistrati" ma mette in guardia dall'inserire nella vicenda anche le elezioni comunali di Bologna, che invece deve restare fuori dal "mercato delle vacche".

Molto allarmati sono Italia dei valori e i partiti piu' piccoli della sinistra. Il leader Idv Antonio Di Pietro non lascia spazio a equivoci: ''Solo in un paese a regime fascista si puo' pensare che vengano cambiate le regole mentre si gioca la partita elettorale". In realta', secondo l'ex pm, vi sarebbero gli strumenti "tecnici e giuridici per valutare serenamente l'ammissibilita' delle liste, come e' stato dimostrato nel caso Polverini per il Lazio, ma non puo' essere accettabile che soltanto perche' una delle liste che e' stata esclusa e' del Popolo della Liberta' si debbano cambiare le regole del gioco''.

Per Di Pietro, ''questo e' un vero e proprio golpe contro il quale occorre opporsi con una chiamata alle armi democratiche. Scenderemo in piazza -annuncia- con una grande mobilitazione di tutte le forze sociali e politiche. E' l'ennesimo provvedimento ad hoc, fatto ad uso e consumo dei soliti noti, che calpesta regole, diritti e Costituzione''. Dal governo arrriva, sottolinea l'ex pm, un'operazoine ''degna dei peggiori regimi: non c'e' piu' il senso del limite e del diritto''. E aggiunge: si tratta di ''un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l'intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore''.

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ugc
zeru_tituli ha scritto (05/03/2010 - ore 12:46) segnala un abuso
ugc
Eliminiamo tutte le liste ,lasciando solo il PD (come si faceva in Unione Sovietica) , così il prossimo spot pubblicitario con la fotografia di Bersani e della Bonino sarà " Vi piace vincere facile? ".Purtroppo per loro siamo ancora in democrazia.
ugc
tex ha scritto (05/03/2010 - ore 23:01) segnala un abuso
ugc
Basta capricci e prepotenze, si dice che "chi sbaglia paga" avete sbagliato abbiate l'onestà di ammetterlo senza starnazzare su complotti e diritti degli italiani di votare. Rimandate le elezioni e date a tutte le liste escluse (non solo le vostre in lombardia e lazio) la possibilità di rimediare alle esclusioni. Tex
ugc
raho ha scritto (05/03/2010 - ore 19:18) segnala un abuso
ugc
Caro Zeru, giorni fa un esponente locale del PDL rovinò il posteriore della sua fiammante 500 cozzando contro un muretto Finì in ospedale, piede fratturato,tanto violenti furono i calci dati a quell'ostacolo.Il muretto l'avevamo sistemato noi sinistri,amici di Putin e di Lukasenko,apposta,senza che i magistrati ci inquisissero per disastro almeno colposo provocato.
ugc
AndreaM.84 ha scritto (05/03/2010 - ore 21:33) segnala un abuso
ugc
zeru_tituli, non so su che pianeta stai, ma mi pare che hai scritto un po' di fregnacce. Piace vincere facile al PD? Il PDL anzichè presentare le liste senza rispettare le regole, oltre tempi massimi grazie ai panini di Milioni, si comportasse in maniera consona ad un partito e ad un politico, ovvero rispettando le regole. Casomai, la domanda "Piace vincere facile?" la dobbiamo fare a Berlusconi e al suo Governo, che violando le norme e le leggi, pensa di riammettere le proprie liste facendo un decreto legge apposito, oltre ai tanti altri già fatti in questi 2 anni di vergognoso governo di mozioni di fiducia, leggi ad personam e politica degli affari personali. ASsurdo, ma c'è gente così cretina in giro? Il PDL non riesce a presentare una lista rispettando le regole e arriva pure qualcuno a dire che la colpa è del PD... Manco il mestiere di politico sanno fare nel PDL e la colpa adesso è del PD? Ma per favore, l'ignoranza in Italia deve essere diventata una peculiarità. PS: non voto, non ho mai votato il PD nè mai lo farò.
ugc
Sylos ha scritto (06/03/2010 - ore 14:58) segnala un abuso
ugc
Che mare di balle. La verità è che il Pdl è costituito al 99% da incapaci che non sanno neanche presentare una lista, sanno solo gridare sui media cercando di scaricare le loro colpe su fantomatici complotti politici o giudiziari. Se avessero un minimo senso del rispetto delle regole democratiche, non avrebbero nessun problema con la giustizia. In realtà pensano solo ai loro privatissimi interessi, che ovviamente sono antitetici a quelli della cosa pubblica, e sfornano decretini-truffa per fare i loro comodi. La democrazia vera e propria in Italia non è forse mai esistita, ma grazie al Pdl è ridotta ai minimi termini, una burletta in confronto alle altre nazioni europee.
ugc
Oscar ha scritto (08/03/2010 - ore 19:38) segnala un abuso
ugc
Credo che, con questo brutto affare delle liste, il PD abbia invece sprecato una magnifica occasione per dimostrare di essere un grande partito. E' vero, da parte del PdL c'è stata una mancanza di professionalità e un pressapochismo che devono fare riflettere, però all'opposizione è venuto meno quel gesto di leale sportività, chiedendo ad esempio ai giudici preposti di ammettere le liste escluse, che sarebbe sicuramente servito a portare più voti, ma avrebbe soprattutto dimostrato una grande forza politica, cosa che chiaramente non possiede. Se poi qualcuno pensa che "giocare una partita" senza avversario possa essere un segno di democrazia, allora vuol dire che l'ignoranza in materia è molto più preoccupante del fatto che il maggiore partito abbia mandato quattro sfi**ti a consegnare le loro carte.
ugc
vale56 ha scritto (09/03/2010 - ore 16:34) segnala un abuso
ugc
Caro Oscar, a mio parere è molto più preoccupante l'ignoranza e l'arroganza di quelli che pensano di poter interpretare, aggirare, manipolare o piegare le regole a proprio vantaggio. Seguendo il tuo ragionamento, perchè il PDL, per primo, non ha dimostrato di essere un grande partito facendo un gesto di leale sportività e ammettendo gli errori anzichè gridare al solito complotto (ma non è la sinistra che sa solo insultare e criticare?) per poi ricorrere all'ennesimo pasticciato decreto?
ugc
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