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Ora la conferenza dei capigruppo deciderà quando l'Aula discuterà il caso

Riciclaggio, Di Girolamo si dimette: "Non sono delinquente, ho compiuto leggerezze"

Di Girolamo (Adnkronos)Di Girolamo (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 18:11
Roma (Adnkronos/Ign) - Le dimissioni da palazzo Madama comunicate in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani. Il senatore del Pdl finito nella bufera giudiziaria con l'accusa di essere stato eletto nella circoscrizione esteri con il voti della 'ndrangheta. Sequestrato 'tesoro' di Mokbel. Ancora interrogatori a Roma, attesa per Silvio Scaglia
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Roma, 1 mar. (Adnkronos/Ign) - Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo ha scritto al presidente del Senato Renato Schifani una lettera in cui comunica le proprie dimissioni da palazzo Madama. Quaranta righe in tutto in cui il senatore del Pdl, finito nella bufera giudiziaria con l'accusa di essere stato eletto nella circoscrizione esteri con il voti della 'ndrangheta, ribadisce la propria posizione.

"Dopo tanto fango, dopo l'ignominia di un'esposizione mediatica che mi ha descritto agli occhi dei Paese come un mostro, usurpatore della politica e del mandato elettorale, credo fermamente che sia arrivato il momento della responsabilità e della verità dei fatti", scrive Di Girolamo dicendosi convinto "di dover rendere disponibile la mia persona (...) perché chi dovrà giudicare possa davvero conoscere i contorni di una vicenda che non è tutta criminale".

"Sono entrato nell'aula del Senato -spiega ancora il senatore del Pdl- forte di una delega affidatami da 24.500 elettori (...) né mafiosi né delinquenti. Di una piccola parte di costoro avrebbe abusato un gruppo di individui probabilmente 'inquinati' da frequentazioni criminali''. In ogni caso, aggiunge, ''non ero 'consegnato' anima e corpo a questi figuri. La frenesia della campagna elettorale mi ha spinto a giudicare poco e male. E lei, mi auguro, immaginerà che non si diventi mafioso nello spazio di un mattino, colpevole come sono di uno o due incontri disattenti''. Frequentazioni occasionali, puntualizza ancora Di Girolamo, che non hanno cambiato la sua natura. "Sono rimasto una persona perbene -assicura- incapace tuttavia di difendersi innanzi alla protervia dei malevoli e dei menzogneri. In politica ne ho incontrati alcuni (...) capaci di fagocitarmi nella smania delle promesse''. ''Ho ceduto, signor presidente -ammette infine- ma le mie colpe verranno circoscritte dalla verità che saprò esporre ai magistrati Forte della convinzione di collaborare alla ricerca della verità e della certezza che dovrò riscattare faticosamente il mio onore innanzi alla mia famiglia, ai miei amici e all'Assemblea del Senato alla quale ho partecipato con orgoglio e dedizione''.

L'esponente del Pdl ha poi informato della sua decisione il presidente del partito al Senato Maurizio Gasparri e il suo vice Gaetano Quagliariello con una lettera nella quale ribadisce gli stessi concetti. "Nel gruppo non si è seduto un delinquente ma un cittadino che ha compiuto gravi ingenuità e leggerezze. Lievità figlie dell'esperienza da 'candidato' che -prosegue- mi ha portato a rincorrere ogni legittima preferenza e a riporre affidamento in chiunque mi avesse offerto un aiuto in un collegio cosi' enorme come sono quelli per gli eletti all'estero. L'ansia del candidato mi ha condotto ad accondiscendere e dimostrarmi affabile con chiunque potesse condividere il programma elettorale della nostra parte politica". Di Girolamo sottolinea di aver deciso di "affrontare il giudizio per le accuse che mi sono mosse con la serenità di colui che crede ed ha fiducia nella giustizia e l'angoscia di chi in un attimo vede crollare tutti i sogni costruiti durante la propria vita. Mi rimetto al giudice naturale". E conclude con una consapevolezza, di aprire "così la strada ad un mio personale calvario di cui non conosco il percorso ed il tempo ma con la certezza che, nel fondo, vi troverò quel riscatto per me e la mia famiglia".

Ora la parola passa all'Aula del Senato. Le dimissioni presentate oggi dovranno infatti essere votate dai senatori in aula. La calendarizzazione di tale appuntamento spetta alla conferenza dei capigruppo già convocata per domani alle 11.00. Sia il Pd che il Pdl hanno depositato mozioni per la decadenza del senatore eletto all'estero, mentre è in calendario per martedì alle 12 un'audizione dello stesso Di Girolamo davanti alla giunta per le Elezioni e le immunità del Senato.

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