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Anche il presidente emerito della Repubblica Cossiga ha dato la sua adesione

Giustizia, ddl sul processo breve. Alfano: "Ne condivido lo spirito".

(Foto dal sito del ministero della Giustizia)  (Foto dal sito del ministero della Giustizia)
ultimo aggiornamento: 12 novembre, ore 16:55
Roma (Adnkronos) - Presentato al Senato da Pdl e Lega. Prevede la prescrizione dei processi due anni dopo il rinvio a giudizio per quelli in corso per i reati inferiori ai 10 anni di reclusione. Ddl, ecco il testo (PDF). Cicchitto: ''Ritornare a immunità''. Il sindacato delle toghe: ''Inevitabile prescrizione processi per reati gravi". Il Pd: ''Salvano tutti per salvarne uno''. Fini: "Accordo col premier regge se non cambiano i principi". Il Forum
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Roma, 12 nov. (Adnkronos) - Il Pdl e la Lega hanno presentato al Senato il testo del ddl per il cosiddetto processo breve. Lo hanno illustrato ai giornalisti il presidente e il vice presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Il testo porta la firma anche del capogruppo del Carroccio Federico Bricolo, del capogruppo leghista in commissione Giustizia e dei componenti della maggioranza. Il ddl (leggi il testo), che porta il titolo 'Misure per la tutela dei cittadini contro la durata indeterminata dei processi', è composto da tre articoli e prevede, tra l'altro, la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza.

Anche il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha dato la sua adesione al ddl.

''Nel quadro della riforma della giustizia, che comprenderà anche interventi costituzionali, a nostro avviso va anche aperta una riflessione sul tema dell'immunità parlamentare. Ricordiamo che l'immunità parlamentare era un tassello di un sistema concepito per regolare in modo equilibrato i rapporti fra politica e magistratura'', dichiara Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl.

"Condivido lo spirito e il senso di questo ddl che va nella direzione di un'accelerazione dei processi". Ad affermarlo il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "E' chiaro che stiamo lavorando -ha aggiunto- per abbinare anche un'ulteriore modalità di efficienza, la digitalizzazione, maggiori risorse, più efficacia ed efficienza dell'organizzazione degli uffici". Sarà messo a punto, ha spiegato Alfano, "un piano organico che ci metta nelle condizioni di far sì che questa norma, presentata dalla maggioranza, non sia una chimera ma effettiva". Lo scopo, ha spiegato è "fissare un tetto, quello individuato dal ddl, e mettere la giustizia italiana nelle condizioni di centrare i tempi previsti da questo ddl". "Intendiamo offrire tutti i mezzi -ha concluso- perché questi tempi non siano miracolistici ma ordinari".

"Sentiamo il dovere di dire che questa riforma avrebbe effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia", dicono dal canto loro, in una nota congiunta, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, rispettivamente presidente e segretario generale dell'Anm.

Ritiene che ci siano rischi di incostituzionalità sul ddl per l'accorciamento dei processi Pierluigi Bersani. Il segretario del Pd ribadisce che i democratici sono disponibili ad un confronto purché il ddl del governo non miri a cancellare i processi in corso. "Norme per snellire il sistema giustizia sono auspicabili e il Pd ha presentato una serie di proposte in merito. Ma norme per far saltare processi in corso non sono accettabili e se si dovesse andare ad uno scontro su questo, non sarà responsabilità nostra".

Di "più grossa amnistia mascherata della storia" parla il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il quale afferma che ancora una volta l'Italia dei valori, dal 5 dicembre si impegnerà a raccogliere le firme per un nuovo referendum perché anche questa volta questa legge è incostituzionale, immorale e contro gli interessi del Paese".

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