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"Non ci si stanchi di cercare il confronto"

Riforme, altolą di Fini: ''Le regole non si riscrivono a piacimento della maggioranza''

Gianfranco Fini  (Adnkronos)Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 18:38
Prato - (Adnkronos) - Il presidente della Camera: "Non si deve far passare il principio che in una democrazia dell'alternanza ogni maggioranza modifica a proprio piacimento quelle che sono le regole di convivenza civile". Il presidente del Senato Schifani: ''E' gia' passato un anno e mezzo di legislatura e non si č fatto nulla''. Fini: ''Delirio parlare di complotto. Lodo Alfano? Si se costituzionale". Il ddl sul processo breve presentato al Senato
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Prato, 16 nov. (Adnkronos) - "Sarebbe certamente un momento difficile per il nostro paese quello in cui dovesse affermarsi il principio che in una democrazia dell'alternanza ogni maggioranza modifica a proprio piacimento quelle che sono le regole del vivere civile, le regole che devono impegnare tutti gli italiani". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Prato, in occasione dei 720 anni della realizzazione della sala consiliare.

"Riscrivere le regole -ha sottolineato Fini- deve necessariamente comportare l'impegno per una riscrittura che sia quanto piu' possibile condivisa. Perche' le regole riguardano tutti, perche' le istituzioni della Repubblica sono le istituzioni di ogni italiano". Secondo il presidente della Camera "e' proprio la nostra Costituzione ad indicare con chiarezza le modalita' attraverso le quali e' possibile modificare la Costituzione -ha osservato Fini- E' certamente possibile farlo avvalendosi di maggioranze ordinarie, ma in quel caso si e' sottoposti all'assenso dell'unico soggetto che in una democrazia e' sovrano: il corpo elettorale".

"L'esperienza recente -ha sottolineato Fini- deve insegnare a tutti che se vogliamo riforme condivise in grado di gettare solide basi di credibilita' delle istituzioni per il prossimo futuro, non ci si deve stancare di cercare di cercare il confronto ed evidenziare positivamente quello che puo' unire, mettendo in disparte o in secondo piano cio' che puo' dividere".

Passando poi dal tema delle riforme istituzionali a quello delle riforme strutturali, il presidente della Camera ha osservato infine che "il Paese non puo' continuare a dilaniarsi come in una perenne campagna elettorale".

In un passaggio del suo discorso, poi, Fini ha parlato di immigrazione: "Non ci puo' essere integrazione senza legalita': ci si integra solo se si e' disposti a vivere in condizioni di rispetto della legalita'". "Se e' doveroso da parte dell'Italia -ha proseguito Fini- rispettare la cultura di origine e l'identita' degli uomini e delle donne che vengono a partecipare con il loro lavoro alla crescita della nostra societa', dobbiamo anche chiedere loro di rispettare le nostre leggi, di parlare la nostra lingua, di mandare i loro figli nelle nostre scuole, e di fare proprio il valore della dignita' della persona, che e' alla base della nostra cultura, non si possono reclamare solo diritti senza essere pronti ad adempiere ad altrettanti precisi doveri".

Per Fini "integrazione non puo' significare chiudere gli occhi di fronte ad autentiche enclaves in cui non si rispettano le leggi e i diritti, non si parla la lingua italiana e non si chiede l'integrazione. Serve quindi -e' stato l'invito del presidente della Camera- un impegno delle istituzioni tutte, della politica e dei cittadini, per rendere possibile un nuovo patto di cittadinanza. L'Italia deve essere di tutti coloro che la sentono come patria, anche se per alcuni non e' la terra dei loro padri".

Sull'argomento della riforme č intervenuto in serata anche il presidente del Senato Renato Schifani. "E' sempre auspicabile" che le riforme siano condivise, "ritengo comunque che si stia perdendo del tempo prezioso. E' gia' passato un anno e mezzo di legislatura e non si e' fatto nulla", ha detto da Palermo dove si trovava per il decennale dell'Universita' Lumsa.

"Le nuove regole - ha detto Schifani- sono note da piu' anni. Se ne parla dai tempi della bicamerale. Ritengo che tutti i partiti debbano avere un sussulto di volonta' politica per mettersi attorno a un tavolo e fare presto nell'interesse del Paese".

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ugc
Peter ha scritto (16/11/2009 - ore 14:46) segnala un abuso
ugc
Perfettamente d'accordo con il Presidente Fini, oserei dire "parole sante". Se qualcuno fosse in grado di contestarle si faccia pure avanti.
ugc
ace ha scritto (16/11/2009 - ore 15:37) segnala un abuso
ugc
Bravo Fini!!! Finalmente qualcuno che ha scoperto l'acqua calda!!! Non ha perņ detto cosa si deve fare se non c'č la condivisione: si resta ingessati come siamo (ed allora non ci sarebbe bisogno di farle) o qualcuno si prende la responsabilitą di fare qualcosa? Questo č il nocciolo della questione perchč sulla condivisione non credo ci sia da discutere, ma se non c'č.....
ugc
aurim ha scritto (17/11/2009 - ore 17:11) segnala un abuso
ugc
Ai voglia a dire che le riforme principali debbono essere condivise perché sono per tutti; se l'opposizione non vuole c'č poco da fare si č costretti o a farle da soli oppure aggirare l'ostacolo con delle leggi "perifrasi".
ugc
Peter ha scritto (17/11/2009 - ore 15:10) segnala un abuso
ugc
Egregio Mister "ace" se non c'č la condivisione le regole devono essere introdotte a maggioranza, come prescrive la Costituzione, per poi portarle alla approvazione popolare. Questo il Presidente Fini penso lo sappia molto bene. Cordiali saluti.
ugc
francochi ha scritto (17/11/2009 - ore 20:39) segnala un abuso
ugc
Caro Fini sono tendenzialmente di centro sinistra, ma se lasci Berlusconi e mantieni quel che hai detto, per giuda alle prossime elezioni ti voto con tutta la mia famiglia, e sono 5 voti ,in pił propaganderņ il pdl con amici e parenti. In mezzo a questa baraonda sei l'unico che quando parli mi piaci. Quindi lascia Bossi e Silvio e il popolo sarą con te!!!
ugc
ace ha scritto (18/11/2009 - ore 09:54) segnala un abuso
ugc
Si, signor Peter, dovrebbe essere cosģ! Ma Fini non lo ha detto ed in politica, come in ogni altro campo, conta quello che si dice per non fare, come spesso ormai succede, il processo ...... alle intenzioni non manifestate.
ugc
peterzest ha scritto (21/11/2009 - ore 16:16) segnala un abuso
ugc
Le regole devono passare il test della Costituzione che considera tutti i cittadini uguali. Appartenenza al parlamento non esente i membri da questo precetto. La Costituzione si vive,si esercita e si celebra come retaggio nazionale del sacro suolo.
ugc
Sergio Sanguineti ha scritto (20/11/2009 - ore 14:32) segnala un abuso
ugc
In questa ?Giornata per l?Infanzia? (fatta di tantissima retorica ma nessuna azione concreta in favore dei minori e della genitorialita?), a Berlusconi (e a chi ancora ha una coscienza umana) saranno grati i cittadini condannati in base a calunnia e menefreghismo istruttorio, gli oltre 2.500.000 padri ITALIANI, diffamati e calunniati dalle madri dei propri figli, privati dell?affetto dei propri figli PROPRIO IN FORZA DEL DELIRIO D?ONNIPOTENZA DI TANTI, TROPPI MAGISTRATI (e lobbies ?aggregate?), tanti minori e tanti padri che si sono visti letteralmente sbeffeggiare da assistenti sociali, "esperti", CTU & C., all?unisono d?accordo con magistrati e avvocati dell?accusa e pubblici ministeri, incredibilmente compatti nella distruzione di relazioni ed affetti!... Il sottoscritto, ad esempio, ha quasi pareggiato Berlusconi: da ben 13 anni sono nella tramoggia giudiziaria impazzita, sorda e cieca. AVANTI COSI?, Berlusconi! E? l?ora di tanti calci nel sedere a troppi parassiti!
ugc
Peter ha scritto (23/11/2009 - ore 19:38) segnala un abuso
ugc
Sig. Sanguinetti quello che Lei dice č condivisibile, occorre una energica sfoltita ed una bella passata di spugna con lo sgrassatore, tuttavia le regole vanno e devono essere rispettate altrimenti facciamo il gioco della parte avversa. Cordiali saluti.
ugc
zeru_tituli ha scritto (27/11/2009 - ore 16:06) segnala un abuso
ugc
Finalmente abbiamo risolto il problema della suddivisione delle alte cariche dello stato: il Senato al governo e la Camera all'opposizione.
ugc
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