Le reazioni dopo lo scisma
Pier Luigi Bersani (Adnkronos)
Rottura Pdl, Bersani: ''Governo non c'è più. Ora pensiamo alla transizione"
Pier Luigi Bersani (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 30 luglio, ore 20:24
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il leader del Pd: "Pronti a sostenere una fase nuova". Poi va da Napolitano insieme ai capigruppo. Il capo dello Stato: "Salvaguardare la continuità della vita istituzionale". Parlando alla Camera in seguito alla rottura all'interno del Pdl aveva invitato il premier a presentarsi "subito in Aula". La replica di Cicchitto: questione seria ma non ce n'è motivo. Bossi: "Speriamo che tutti e due usino cervello e cuore"
Roma, 30 lug. (Adnkronos/Ign) - All'indomani dello scisma dei finiani dal Pdl, Pier Luigi Bersani rinnova l'invito al premier di presentarsi in Parlamento. Lo fa prendendo la parola alla Camera in apertura di seduta: "Ora il problema è che non si pensi che si possa andare avanti a tarallucci e vino: il presidente del Consiglio venga urgentemente in Parlamento". Una richiesta su cui si allineano Udc e Idv. Mentre i capigruppo dei partiti di opposizione al Senato scrivono a Schifani perché Berlusconi sia a palazzo Madama la prossima settimana.
E' netta la posizione del leader del Pd. Lo è ancora di più dopo il discorso di Fini. "Questo governo non c'è più, questa è la sostanza", dice ai cronisti. "Ora dobbiamo pensare alla transizione, noi siamo disponibili, ci sono tutte le possibilità per mettere alle spalle una situazione estenuante".
Bersani parla di passaggio critico ("E' difficile dire quanto possa durare questa respirazione artificiale" ma "siamo di fronte a un passaggio" e bisogna "guardare avanti") e sostiene che i democratici sono pronti alla transizione. "Non si può pensare di galleggiare con delle falle così evidenti nella barca - sottolinea -. Se si riflette su una fase nuova siamo pronti ad una transizione: sulla riforma elettorale, sulle emergenze sociali, sulla bonifica delle norme che favoriscono la corruzione. Poi ognuno farà la sua proposta al Paese in un sistema bipolare, e si apre una fase nuova".
In serata i vertici del Pd con Bersani e i capigruppo sono saliti al Quirinale per illustrare al presidente Giorgio Napolitano l'esigenza già sollevata alla Camera di un confronto in Parlamento sulla situazione politica. Nel corso del colloquio il capo dello Stato ha messo in evidenza come ritenga doveroso restare estraneo al merito di discussioni e decisioni interne ai partiti. Egli non può invece non richiamare la necessità di salvaguardare la continuità della vita istituzionale, nell'interesse generale del paese.
Per Pier Ferdinando Casini è in atto uno "scontro istituzionale che non ha precedenti nella storia della Repubblica", Berlusconi e Fini "ci hanno fatto credere che ci fosse la terra promessa e hanno spiegato agli italiani che avrebbero fatto un miracolo, oggi assieme dovrebbero chiedere scusa, perché il miracolo non c'è stato".
E se Luigi de Magistris (Idv) afferma che ''il Pdl è finito ed è finito anche il governo'' domandandosi come può ora Berlusconi continuare a governare "logorato dagli scandali morali-giudiziari" (e quindi farebbe bene a dimettersi), Fabrizio Cicchitto (Pdl) sostiene che "non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento". Certo è che "si è aperta una questione seria all'interno del Pdl" derivata dalla "caduta del rapporto di fiducia". per questo attacca Fini responsabile di aver "rimosso" in conferenza stampa "i mesi di polemica martellante da lui condotta e da alcuni parlamentari a lui legati, che hanno provocato la crisi del Pdl e una situazione di incompatibilità politica".
Critiche a Fini arrivano anche dal ministro Sandro Bondi ("prenda atto dell'impossibilità di esercitare un ruolo di garanzia, come quello attribuito al Presidente della Camera, e nello stesso tempo quello di ispiratore di un gruppo parlamentare") e da Daniele Capezzone che definisce il suo discorso "una prova di debolezza e un atto di viltà politica".
Gli alleati della Lega puntano sulla durata dell'esecutivo fino a fine legislatura. "Speriamo che tutti e due (Berlusconi e Fini, ndr) usino cervello e cuore", auspica Umberto Bossi che avrebbe avuto un colloquio con il premier dopo il Consiglio dei ministri di questa mattina. Il Senatur non vuole sentir parlare di voto anticipato e lo chiarisce con un gesto inequivocabile. Ai giornalisti, infatti, che in Transatlantico gli chiedono se si andrà alle elezioni, il leader della Lega ha risposto soltanto mostrando il dito medio.
Il ministro Roberto Maroni si dice ''convinto che nonostante le tensioni e le fibrillazioni interne al Pdl il governo mantiene la sua maggioranza e la capacità di condurre a termine la legislatura''. Anche se, ammette, ''forse sarà una navigazione più a vista ma i numeri renderanno più facile la nostra opera per cui aumenterà la consapevolezza che bisogna essere presenti e attenti''.
Insomma, al momento, non si prevede nessun cambio al governo. "Berlusconi mi ha detto che la squadra di governo non cambia", dichiara il ministro Andrea Ronchi precisando che il premier "non ha dubbi sulla nostra lealtà e che quindi si prosegue così".
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| dubimai54 ha scritto (30/07/2010 - ore 10:42) | segnala un abuso |
| On Bersani si metta il cuore in pace..con l'afa e pericoloso..anche senza i"finiani"il governo c'è la fa:alla camera:344 opposiz:221.seggi anche senza i finiani(vergogna)c'e sempre un surplus di 68 seggi contro gli attuali 123..buone ferie on Bersani e attento al sole si metta all'ombra.. | |
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