SCUOLA: 'AVVENIRE', CON SENTENZA SU CROCIFISSO OFFESA OGNI COSCIENZA RELIGIOSA
ultimo aggiornamento: 05 novembre, ore 10:29
Roma, 5 nov. (Adnkronos) - La Corte di Strasburgo ''ha dato un'interpretazione gelida, esclusivistica, antiumanistica della liberta' religiosa. Perche' la liberta' religiosa e' una liberta' aperta a tutti''. 'Avvenire' critica la sentenza sul crocifisso nella scuole, puntando l'indice contro un'Europa che rischia di diventare ''terra di nessuno'' se rinuncia alla propria identita' cristiana. ''L'aspetto piu' doloroso della pronuncia -si legge sul quotidiano della Cei- e' quando essa parla del crocifisso come un simbolo di parte, che divide e limita la liberta' di educazione, ignorando che il crocifisso e', dovunque, simbolo di pace e amore tra gli uomini, e' all'origine di una spiritualizzazione che ha animato e permeato la cultura occidentale per espandersi con un linguaggio universale in tutto il pianeta''.
Un simbolo "conosciuto e venerato in tutti gli angoli della terra. Aprire le ostilita' contro il crocifisso -rimarca l'editoriale di Carlo Cardia- vuol dire opporsi a quanto di piu' alto e spirituale sia entrato nella storia dell'umanita', vuol dire fare la guerra a se stessi e alla propria coscienza". Per sette giudici di Strasburgo, il crocifisso non sarebbe "un simbolo neutrale", ma "dietro questa asserita neutralita' si nasconderebbe un provincialismo arido, un vuoto antropologico, perfino un filo di ignavia".
"Un Europa che giunga al punto di negare, nascondere o abbattere la propria tradizione e identita' cristiana diventerebbe - avverte 'Avvenire' - una terra di nessuno, derisa dagli altri, incapace di trasmettere i suoi valori piu' profondi, di confrontarsi con altri popoli e paesi in un epoca globalizzazione che chiede incontro e dialogo". "Con questa sentenza, una certa Europa perde di nuovo l'innocenza, come altre volte e' avvenuto in passato, perche' tradisce se' e le proprie origini, apre una ferita nella propria anima e offende con il crocifisso tutti i simboli e ogni coscienza religiosa".
Un simbolo "conosciuto e venerato in tutti gli angoli della terra. Aprire le ostilita' contro il crocifisso -rimarca l'editoriale di Carlo Cardia- vuol dire opporsi a quanto di piu' alto e spirituale sia entrato nella storia dell'umanita', vuol dire fare la guerra a se stessi e alla propria coscienza". Per sette giudici di Strasburgo, il crocifisso non sarebbe "un simbolo neutrale", ma "dietro questa asserita neutralita' si nasconderebbe un provincialismo arido, un vuoto antropologico, perfino un filo di ignavia".
"Un Europa che giunga al punto di negare, nascondere o abbattere la propria tradizione e identita' cristiana diventerebbe - avverte 'Avvenire' - una terra di nessuno, derisa dagli altri, incapace di trasmettere i suoi valori piu' profondi, di confrontarsi con altri popoli e paesi in un epoca globalizzazione che chiede incontro e dialogo". "Con questa sentenza, una certa Europa perde di nuovo l'innocenza, come altre volte e' avvenuto in passato, perche' tradisce se' e le proprie origini, apre una ferita nella propria anima e offende con il crocifisso tutti i simboli e ogni coscienza religiosa".
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