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''Contiamo che il ministro Frattini ci sia accanto in questa battaglia''

Sciopero diplomatici contro la manovra.

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ultimo aggiornamento: 26 luglio, ore 20:37
Roma - (Adnkronos) - Le feluche hanno incrociato le braccia per esprimere il loro dissenso nei confronti dei provvedimenti che incideranno sul funzionamento della Farnesina. Sndmae: ''Alla protesta ha aderito il 90% del personale iscritto al nostro sindacato''. Il vicepresidente della Commissione europea commenta l'appuntamento al via domani alla Farnesina: "Momento molto importante per riunire i rappresentanti di un grande Paese". Sette donne capo missione alla Conferenza degli Ambasciatori alla Farnesina. Diplomatici, giuristi e manager: ecco le Feluche del Terzo Millennio
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Roma, 26 lug. (Adnkronos) - Uno sciopero per il Paese, di "orgoglio istituzionale", per dire ai cittadini che "se la Farnesina va a fondo, l'Italia va fuori dal mondo". Cristina Ravaglia, presidente del Sndmae (il sindacato cui aderisce la stragrande maggioranza dei diplomatici), spiega così le ragioni della protesta "inusuale" delle feluche, che oggi si sono astenute dal lavoro per esprimere tutto il loro dissenso nei confronti di tagli "indiscriminati e con l'accetta" che incideranno pesantemente sul funzionamento della Farnesina.

Una protesta alla quale, secondo la Ravaglia, ha aderito "il 90% del personale iscritto al nostro sindacato", a Roma e nelle 325 sedi italiane operative all'estero, tra ambasciate, consolati, rappresentanze permanenti e Istituti italiani di cultura.

''E' un giorno importante, perché non è consueto che i diplomatici scioperino, ma oggi lo fanno perché ritengono che siano in gioco i destini della politica estera italiana", spiega in una conferenza stampa il ministro Ravaglia, che esibisce una spilla con lo slogan "la Farnesina a fondo, Italia fuori dal mondo", come fanno alcuni degli ambasciatori presenti. Tra loro quello d'Italia a Berlino, Michele Valensise, quello in Kuwait, Enrico Granara, ad Amman, Francesco Fransoni, a Tunisi, Pietro Benassi, e a La Paz, Silvio Mignano. Tutti ben attenti a sottolineare che non si tratta di uno sciopero "corporativo, di rivendicazioni di privilegi", ma di un'azione per lanciare l'allarme su tagli che rischiano di "debilitare il funzionamento del ministero degli Esteri".

"Le nostre missioni all'estero - sottolinea la presidente del Sndmae, ricordando che la manovra prevede tagli del 50% - non sono né un capriccio né un lusso, ma un elemento fondamentale e irrinunciabile della nostra carriera". Quello dei diplomatici, torna a ribadire la Ravaglia, "è uno sciopero di orgoglio istituzionale, per il Paese e contro coloro che con il pretesto dei risparmi o per un'inavvertenza grave e pericolosa vogliono disgregare gli assetti istituzionali del Paese, dimenticando che un Paese è ascoltato se le istituzioni interpretano il bene collettivo", continua la presidente del Sndmae, denunciando "le misure inutilmente ed indiscriminatamente punitive" contenute in una manovra che "colpisce tutti con l'accetta".

"Dobbiamo smettere di ridurci e ricominciare ad espanderci", esorta la Ravaglia alla vigilia della Conferenza degli ambasciatori durante la quale "continueremo a richiamare l'attenzione su questo momento difficile per la nostra politica estera". "Contiamo che il ministro Franco Frattini ci sia accanto in questa battaglia che riguarda tutti", conclude infine la presidente del Sndmae, ricordando che per il 2010 la Farnesina può contare sullo 0,26% del bilancio dello Stato (inclusa la cooperazione allo sviluppo), contro lo 0,34% del 2004. Quasi un quarto dell'1,01% su cui conta la Francia e meno di un terzo dello 0,93% della Germania.

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