News > Politica > Scudo fiscale, Napolitano firma la legge. E Di Pietro attacca il Quirinale: ''Gesto pilatesco e vile''
Finocchiaro: ''L'Idv ha passato il segno nei toni e nel merito''
(Foto Adnkronos)
Scudo fiscale, Napolitano firma la legge. E Di Pietro attacca il Quirinale: ''Gesto pilatesco e vile''
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ultimo aggiornamento: 03 ottobre, ore 22:28
Potenza - (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica ha replicato alla richiesta di alcuni cittadini: ''Se non firmo oggi, il Parlamento la vota un'altra volta. Nella Costituzione c'è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare''. Il leader Idv contro il Colle ''gesto pilatesco''.Fini: ''Da Di Pietro atteggiamento irresponsabile''. Su Di Pietro piovono critiche dal Pd''. (VIDEO). Monito del capo dello Stato sul Sud: ''Respingere bestemmie separatiste. Via libera allo scudo fiscale, decisive le assenze Pd e Udc
Potenza, 3 ott. (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha firmato la legge di conversione del decreto correttivo 'anticrisi', al cui interno è contenuto il cosiddetto 'scudo fiscale' per il rientro dei capitali esportati all'estero. Il Capo dello Stato ha posto la sua firma sul testo della legge, al rientro al Quirinale dalla sua visita di tre giorni in Basilicata.
Proprio ad alcuni cittadini che a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, gli chiedevano di non firmare la legge, il capo dello Stato aveva spiegato: ''Nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi, il Parlamento vota un'altra volta quella legge. Nella Costituzione c'è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Se mi dite non firmare, allora non sapete che non significa niente''.
Dura la replica di Antonio Di Pietro. "Il presidente della Repubblica, affermando che non poteva non firmare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà e abdicazione", ha detto il leader dell'Italia dei Valori.
"E' proprio la Costituzione - ha rimarcato Di Pietro - che affida al capo dello Stato il compito di rimandare le leggi alle camere controllando in prima istanza la loro costituzionalità. Così facendo - taglia corto Di Pietro - Napolitano si assume la responsabilità di questa legge. La firma è un gesto pilatesco che non possiamo accettare".
Interviene il presidente del Senato, Renato Schifani, che sottolinea: ''Il prestigio, la levatura e l'autorevolezza istituzionale del presidente della Repubblica sono talmente noti e apprezzati dai cittadini che non vengono minimamente scalfiti dagli ingiusti e offensivi attacchi a cui oggi è stato sottoposto". "Esprimo la mia piena solidarietà al presidente Napolitano - conclude Schifani -, nella consapevolezza di interpretare il pensiero di tutti gli italiani".
In serata il presidente della Camera Gianfranco FIni fa sapere: "Le accuse al presidente della Repubblica, a cui va la nostra piena solidarietà, dimostrano che quello di Antonio Di Pietro è un atteggiamento irresponsabile, che manifesta la totale assenza di senso delle Istituzioni e una pervicace volontà di avvelenare il clima politico".
Non tardano ad arrivare le reazioni delle forze politiche all'attacco dell'Idv al Colle. "Di Pietro ha definitivamente passato il segno. Ormai è chiaro che, nella sua quotidiana opera di avvelenamento dei pozzi, ha deciso di trascinare quotidianamente il Quirinale nella polemica politica, per provocare una frattura istituzionale. Tutto questo è indecente", sostiene il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.
Anche in casa del Pd il fronte è caldo. E si stigmatizza il comportamento del leader dell'Italia dei Valori. Il segretario del Pd, Dario Franceschini sottolinea che ''il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia importante e ineccepibile. Di Pietro - aggiunge - è un parlamentare che dovrebbe sapere quali sono i compiti dell'opposizione, della Corte Costituzionale e del capo dello Stato".
"Non sono accettabili certi modi nel rivolgersi e criticare il presidente della Repubblica perchè una cosa è il diritto di criticare, un'altra è la mancanza di rispetto", commenta Pierluigi Bersani. "Abbiamo un presidente della Repubblica - aggiunge Bersani - che sa bene cosa dice la Costituzione e lo ha dimostrato molte volte".
''Di Pietro deve smettere di attaccare in maniera intollerabile il presidente della Repubblica", afferma anche Anna Finocchiaro, presidente del Pd al Senato, secondo la quale "si sta passando il segno nei toni delle parole e nel merito. Napolitano è una garanzia per tutti noi. C'è in Di Pietro una volontà distruttiva che non si spiega se non con la voglia esasperata di lucrare consensi in maniera demagogica''. '' "No, caro Di Pietro - conclude il predidente Pd al Senato - non siamo dei cialtroni e non solo tu hai la patente dell'opposizione in questo Paese. Sarebbe ora di finirla con affermazioni deliranti".
"Chi fa della legalità la sua bandiera dovrebbe rispettare le istituzioni dello Stato democratico. Altrimenti viene meno a un messaggio di coerenza e serietà'', dice Massimo D'Alema, mentre il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, rincara la dose: "L'onorevole Di Pietro è una vergogna per questo Paese: l'ennesimo attacco ignominioso e sprezzante che ha riservato al presidente Napolitano richiede una ferma presa di posizione di tutte le forze politiche: se non arriveranno immediate scuse, l'Idv si merita il totale isolamento in Parlamento e in ogni altra sede istituzionale".
La replica di Di Pietro è rivolta ai dirigenti del Pd che hanno criticato senza appello il suo attacco al capo delo Stato: "Ieri in aula ci sono stati dei latitanti che oggi - dice il leader dell'Idv - si permettono di dire che l'Italia dei valori non deve dire la sua. Si interroghino piuttosto sul perché sono stati assenti nel momento in cui si poteva dare una spallata a Berlusconi".
"Il rispetto è una cosa, la denuncia di omissione è un'altra. Se oggi il capo dello Stato - aggiunge Di Pietro - si è ridotto a dire che non ha rimandato in Parlamento un provvedimento che non gli piace perché tanto il Parlamento lo avrebbe approvato di nuovo, questo accade perché le forze dell'opposizione hanno lasciato solo Napolitano, non gli hanno fatto sentire il loro sostegno".
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| 1qaz2wsx ha scritto (04/10/2009 - ore 12:19) | segnala un abuso |
| Da quando gli hanno tolto la sedia da Ministro da sotto il Suo ''culetto'' è letteralmente impazzito! E' ossessionato da Berlusconi. | |
| marcus ha scritto (03/10/2009 - ore 19:37) | segnala un abuso |
| L'on. Di Pietro oltre a non conoscere i compiti dell'opposizione della corte costituzionale e del Presidente della Repubblica forse non conosce il compito di un magistrato "rispettare la legge, rispettare il parlamento e rispettare il popolo sovrano cosa fondamentale" se nelle ultime votazioni politiche la maggioranza di noi italiani abbiamo deciso che l'on. Berlusconi doveva diventare presidente del consiglio è inutile che continua a sbraitare come un [insulto, ndr] la deve smettere. | |
| marcus ha scritto (03/10/2009 - ore 19:31) | segnala un abuso |
| Perchè ci meravigliamo se un ex magistrato non conosce la lingua italiana come possiamo chiedere di impararsi la costituzione sarebbe come dare del cornuto all'asino adesso dopo le parole offensive dette da Di Pietro oltre che al parlamento (mafiosi) al Presidente del Consiglio (mafioso) ora che si scaglia anche contro il Presidente della Repubblica voglio vedere se i parlamentari del PD vogliono continuare ad essere alleati con Di Pietro. | |
| willy59 ha scritto (03/10/2009 - ore 19:13) | segnala un abuso |
| Napolitano ha ragione che tanto lo ripresenterebbero, però, non firmandolo non si renderebbe complice di un'ingiustizia sociale queste leggi non fanno bene alla maggioranza dei cittadini ma solo a pochi furbetti. | |
| rebyjaco ha scritto (03/10/2009 - ore 18:02) | segnala un abuso |
| A Di Pietro gli stanno sfuggendo " le parole ", sicuramente non si rende conto che sta ottenendo così l'effetto contrario al desiderato. Certe espressioni sono giuste per il popolino (es. Berlusconi)e per gli sciocchi (es. Lega) ma quelli che votano Lui, abbiamo una sensibilità diversa. (nel bene e nel male). | |
| MARIO49 ha scritto (03/10/2009 - ore 17:35) | segnala un abuso |
| E meno male che non c'è libertà di stampa e di espressione!!!! Quì c'è vilipendio alla figura del Presidente della Repubblica. Di Pietro dovrebbero rinchiuderlo in casa di cura e, se possibile, gettare la chiave. E' inconcepibile che un parlamentare usi questi termini. Se l'avesse detto uno qualsiasi del centro-destra sarebbe successa una rivoluzione! Ora sono in attesa di una ferma e chiara distanza del PD. | |
| Ernesto Guevara ha scritto (05/10/2009 - ore 12:08) | segnala un abuso |
| Ormai la libertà di stampa è un concetto che in molti non riescono più ad afferrare | |
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