News > Politica > Senato accoglie dimissioni di Di Girolamo. L'ex senatore si è costituito ai carabinieri
Già oggi potrebbero aprirsi le porte del carcere
Nicola Di Girolamo (Adnkronos)
Senato accoglie dimissioni di Di Girolamo. L'ex senatore si è costituito ai carabinieri
Nicola Di Girolamo (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 03 marzo, ore 20:47
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il senatore del Pdl a palazzo Madama conferma la decisione: "Io Lucifero, l'untore. Non ho portato la 'ndrangheta in Aula''. Polemica per gli applausi del Pdl. Per il senatore 'cerimonia degli addii': "Ma è meglio Regina Coeli o Rebibbia?". Secondo quanto reso noto da 'SkyTg24', il politico si sarebbe consegnato alle autorità. Scaglia respinge le accuse: ''Fastweb vittima. Mai conosciuto Mokbel"
Roma, 3 mar. (Adnkronos/Ign) - "Sono stato annientato per una foto, ma non credo che nessuno di voi chieda il certificato dei carichi pendenti a coloro con cui si fa fotografare". E comunque , "non ho portato in Senato la 'ndrangheta". E' uno dei passaggi dell'intervento del senatore Pdl Nicola Di Girolamo a palazzo Madama, prima che accogliesse le sue dimissioni con 259 voti a favore, 16 contrari e 12 astenuti. Dimissioni, ha sottolineato Di Girolamo giunte "dopo tanto fango, dopo l'ignominia di un'esposizione mediatica che mi ha descritto agli occhi del Paese come un mostro, usurpatore della politica e del mandato elettorale".
Di Girolamo ha rivendicato l'opera svolta in Senato, ha ringraziato i colleghi di maggioranza e opposizione, ricordando quanto fatto: "Non faccio nomi", ha precisato, per evitare imbarazzi e problemi "visto che sono il Lucifero e l'untore. Credo che i colleghi sanno a chi è diretta la mia riconoscenza. Per loro stessa tutela non li chiamo per nome. Vale anche per i colleghi di opposizione con molti dei quali ho lavorato".
Quanto alla fotografia scattata in occasione dei festeggiamenti per l'elezione, che lo ritrae in compagnia di un esponente della malavita organizzata ha spiegato che "davanti a quella torta feci molte foto, alcune anche con il parroco e con il sindaco. Quello che si asserisce essere un mafioso, mi fu presentato come il proprietario di una catena di ristoranti molto ben inserito nella comunità all'estero. In campagna elettorale non si chiede il certificato penale a tutti coloro con i quali si scatta una foto".
Il senatore ha chiesto ai colleghi di ricordarsi degli italiani all'estero, "una realtà massacrata" dalle vicende di questi giorni ma che "è un'opportunità e non un problema" da valorizzare nell'ottica di una riforma della legge sul voto per gli emigrati, che "non possono essere dimenticati". Ultima frase per i ringraziamenti: "Non mi dimenticherò mai coloro che mi sono stati vicino in questi momenti e spero non dimenticheranno me, né la mia famiglia".
L'intervento del senatore Di Girolamo è stato salutato da un breve applauso dai banchi del centrodestra al Senato che ha fatto infuriare l'opposizione. "Neanche nelle più pessimistiche ipotesi - ha detto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - potevamo immaginare che la conclusione dell'intervento del senatore Di Girolamo potesse concludersi con un caloroso prolungato applauso da parte dei senatori della maggioranza, quegli stessi senatori che, ora, non sono più presenti in aula mentre si sta svolgendo un dibattito a dir poco essenziale per l'istituzione che rappresentiamo". Per il capogruppo dell'Idv al Senato Felice Belisario "la maggioranza fa passare Di Girolamo come un eroe per il solo fatto che si è dimesso. E' accusato di collusione con la 'ndrangheta e di aver truccato le carte per poter essere eletto, la maggioranza farebbe bene a non dimenticarlo, invece di salutarlo con abbracci e baci, così come è accaduto oggi in aula".
Intanto, come spiega l'avvocato Carlo Fabbozzo, uno dei legali di Nicola Di Girolamo, dopo l'ok del Senato alle sue dimissioni già oggi per l'ormai ex senatore Pdl potrebbero aprirsi le porte del carcere. "Tecnicamente ora il Senato deve mandare comunicazione ufficiale della ratifica delle dimissioni al gip - sottolinea Fabbozzo - Una volta ottenuta questa comunicazione, il gip deve revocare la sospensione della misura emessa nei confronti di un parlamentare e poi il pm puo' procedere con l'esecuzione". Il senatore, comunque, ha la facolta' di recarsi personalmente in un carcere di sua scelta. Il legale aggiunge di aver parlato al telefono con il suo assistito: "Ora è con la famiglia - afferma - E' sottoposto a una prova psicologicamente quanto meno dura ma le dimissioni sono state una sua volontà e tendevano proprio a presentarsi nel più breve tempo possibile davanti al magistrato".
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| Hugo_mi ha scritto (03/03/2010 - ore 22:43) | segnala un abuso |
| In un paese in cui non si dimette nessuno, anche se sorpreso con le mani nel sacco, un Senatore che si dimette, sebbene non avesse altra scelta, rappresenta un monoculo in terra cecorum. Mi sta quasi simpatico e gli auguro che la giustizia con lui sia giusta. | |
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