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Cesa: ''Non nasce un soggetto politico nuovo''
Fini e Casini (Adnkronos)
Su Caliendo astensione Udc, Mpa, Rutelli e finiani. Maroni: la sfiducia? Si torna al voto
Fini e Casini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 03 agosto, ore 17:46
Roma - (Adnkronos/Ign) - Domani la sfiducia: con 'Futuro e libertà' si schierano Casini, Api e Movimento per le autonomie. Il ministro dell'Interno: "Nessuna alternativa al voto anticipato'' Bersani apre a Tremonti:: ''Governo di transizione meglio che al voto con questa legge". Rutelli: ''Rotto il bipolarismo''. 'Futuro e Libertà' anche al Senato. Il costituzionalista Marini: ''Ritiro deleghe spetta solo ad Alfano". Famiglia Cristiana: ''Fini-Berlusconi? Scossa salutare se si torna a una vera politica''
Roma, 3 ago. (Adnkronos/Ign) - Il caso Caliendo domina l'agenda politica. In attesa della prova della Camera, si definiscono le posizioni dei vari gruppi parlamentari: Udc, l'Api di Rutelli, i finiani di Futuro e Libertà per l'Italia (Fli) e l'Mpa proporanno ai rispettivi Gruppi di astenersi nel voto di domani sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. E' quanto emerso al termine di una riunione svoltasi alla Camera nella sede del Gruppo dell'Unione di Centro tra le rappresentanze di questi quattro partiti. Per Futuro e libertà erano presenti Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Silvano Moffa e il capogruppo Giorgio Conte.
''Da una parte c'è una questione morale nel Paese che va seriamente affrontata - spiega il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa - ma dall'altra c'è l'esigenza di garantire ad una persona di difendersi nelle sedi opportune".
"Ci siamo ritrovati con una sensibilità per un'area di responsabilità istituzionale - sottolinea Della Vedova per Fli - restando ciascuno leale al mandato elettorale, noi di Futuro e libertà siamo un gruppo parlamentare che è nato come sappiamo ma che sosterrà il governo".
"Sulla vicenda Caliendo è emersa questa condivisione di una posizione che tende all'astensione - ha invece affermato Giovanni Pistorio, per l'Mpa - perché tra gli eccessi giustizialisti e quelli giustificazionisti forse in questa vicenda c'è un profilo di cautela ma anche di censura rispetto a comportamenti individuali".
"Questa scelta di astensione - ha notato infine Pino Pisicchio per l'Api - ha un significato forte sul piano politico, dobbiamo cogliere il dato di un'area potenziale assai interessante che fa riferimento a dati di responsabilita' istituzionale".
Ma se il governo dovesse essere sfiduciato, "non ci sono alternative al voto anticipato. Con la novità per l'Italia che si voterà a ottobre o novembre, ma cambia poco". Lo dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Per l'esponente del Carroccio non ci sono ipotesi di maggioranze diverse: "Senza la Lega non si va da nessuna parte'' e una maggioranza ''diversa da quella voluta dagli elettori non esiste è irrealizzabile. Non c'è spazio per questi giochetti".
Ma per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, l'ipotesi di un governo di transizione guidato da Giulio Tremonti sarebbe "più sensata" rispetto a quella di andare al voto anticipato con l'attuale legge elettorale. Ai cronisti che gli facevano notare che ieri Rosy Bindi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di un governo di transizione guidato dal ministro dell'Economia ("Tremonti premier? Mai"), Bersani risponde: "Non possiamo metterci a fare un mestiere che non è il nostro. C'è il capo dello Stato" ma l'ipotesi Tremonti "sarebbe certo un'evenienza più sensata che andare al voto con questo meccanismo elettorale".
Caliendo, da parte sua, tira dritto: ''Vado avanti, continuo il mio lavoro''. Il sottosegretario alla Giustizia ricorda di essere ''completamente estraneo ai fatti'' e di aver portato ''elementi e testimoni'' per chiarire la sua posizione.
Francesco Rutelli motiva poi i contatti avviati con l'Udc e i 'finiani' con l'obiettivo "di unire tutte le forze responsabili per fare le riforme che servono al Paese. Dobbiamo collegare forze di maggioranza e opposizione che vogliono le riforme". Anche perché, è la sua analisi, "si è rotta la maggioranza più ampia che mai c'era stata finora, si è rotto il partito più grande, di fatto si è rotto il bipolarismo".
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