Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
''La questione meridionale va affrontata come questione italiana''

Sud, Napolitano: ''Respingere bestemmie separatiste, l'Italia ha bisogno di più unità''

(Foto dal sito del Quirinale)  (Foto dal sito del Quirinale)
ultimo aggiornamento: 03 ottobre, ore 18:41
Rionero in Vulture - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Repubblica avverte sul ''pericolo mortale rappresentato dall'emergere di tendenze particolaristiche e disgregatrici'': ''Il Nord non si illuda di poter fare a meno del Mezzogiorno''. Bossi: ''Se l'unità non la difende il capo dello Stato chi lo fa?''
leggi i commenti    commenta commenta 2     vota vota 12    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Rionero in Vulture, 3 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Le celebrazioni del centocinquantenario hanno senso perché l'Italia ha bisogno di più unità, di una nuova e più forte coscienza unitaria. L'unità nazionale conquistata un secolo e mezzo fa si consolida affrontando con un nuovo slancio la sfida della incompiutezza della nostra unificazione''. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso sulla questione meridionale a Rionero in Vulture, ultima tappa della sua visita di tre giorni in Basilicata.

''C'è materia, credo, per un esame di coscienza che unisca gli italiani nel celebrare il momento fondativo del loro Stato nazionale'' ha sottolineato il capo dello Stato, per il quale ''le celebrazioni del centocinquantenario dovrebbero favorire il diffondersi di un clima nuovo al Nord e al Sud''.

Citando il meridionalista lucano Giustino Fortunato, Napolitano ha anche parlato delle tendenze disgregatrici dell'Unità d'Italia come ''bestemmie separatiste''. ''In quell'Europa nella quale, alla metà dell'Ottocento, tra le maggiori nazioni solo quella italiana e quella germanica non erano ancora riuscite a prender corpo in Stati nazionali, non avrebbe potuto assumere un ruolo effettivo un'Italia che fosse rimasta monca, che non avesse, soprattutto, abbracciato il Mezzogiorno nel nuovo Stato unitario - ha detto il presidente della Repubblica nel suo excursus - E' questo un dato storico, il cui valore attuale non può oggi sfuggire, e che va ribadito di fronte a certe fantasticherie che si stanno sentendo in polemica con l'esigenza di una forte, inequivoca celebrazione e riaffermazione dell'unità e indivisibilità dell'Italia''.

Secondo il capo dello Stato proprio Fortunato fu ''sempre vigile nel cogliere, con ansia e allarme, il pericolo mortale rappresentato per l'Italia, anche decenni dopo l'unificazione, dall'emergere di tendenze particolaristiche e disgregatrici''. ''A fine secolo - ha osservato - egli vedeva quel pericolo come conseguenza della ''corruttela parlamentare delle province meridionali'' addebitabile in primo luogo allo stesso governo, e guardando soprattutto alla Sicilia parlò di ''bestemmie separatiste''. Bestemmie separatiste che gli sembravano trovare allora come non mai ''terreno propizio'', non essendosi mai prima ''proclamato con maggiore impudenza insuperabile il dissidio tra l'alta Italia e l'Italia meridionale'' (altre ''bestemmie separatiste'' si sarebbero nuovamente sentite, sul finire della seconda guerra mondiale e anche in tempi più recenti, insieme con non meno ''impudenti proclamazioni'' della insuperabilità del solco tra Nord e Sud)''.

Mentre, ha rimarcato il presidente della Repubblica, ''il maggiore dei nostri doveri, oggi, e con ancor maggior forza, è affrontare la questione meridionale come questione italiana''. Quindi ha ammonito sul ''diffondersi nell'opinione pubblica settentrionale di un'illusione di sviluppo autosufficiente, destinato a dispiegarsi pienamente una volta liberatosi dal peso frenante del Mezzogiorno''. ''E' la politica generale dello Stato che deve cambiare guardando alla valorizzazione del Mezzogiorno nell'interesse di tutto il Paese - avverte - e deve l'insieme della società italiana muoversi nello stesso senso. Le sue forze produttive, le energie imprenditoriali, non solo le forze politiche impegnate nel governo della cosa pubblica''.

Napolitano non ha mancato poi di esprimersi sui ''richiami alle diverse realtà e tradizioni rappresentate dal Nord e dal Sud o rappresentate più specificamente dalle singole regioni'' che ''sono comprensibili e significative e non possono considerarsi in contrasto con la loro riconduzione a unità che fu il grande obiettivo del moto risorgimentale e grande traguardo della fondazione dello Stato nazionale italiano''.

A chi gli chiedeva se fosse sconvolto dalle dichiarazioni del capo dello Stato, Umberto Bossi ha risposto: ''No. Io mi considero amico di Napolitano e lo giudico una persona abbastanza saggia. Se l'unità d'Italia non la difende Napolitano, chi lo deve fare? Ad ognuno il suo compito".

pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Politica
commenta commenta 2    invia    stampa   
ugc
taloscretese ha scritto (03/10/2009 - ore 15:03) segnala un abuso
ugc
Attentare all'unita' d'Italia sulla carta è reato ma di fatti da molti anni -PRIMA ,DURANTE E ANCHE DOMANI- c'è la lega nord che farfuglia separatismo a piena voce e molti plaudano. Non è che il Presidente sta prestandosi a quelle lavatine di faccia che periodicamente i politici di spicco fanno nel SUD, il quale SUD GUARDACASO FORNISCE ALLO STATO la stragrande maggioranza di fedeli servitori dello stato.
ugc
rebyjaco ha scritto (03/10/2009 - ore 14:38) segnala un abuso
ugc
Il nord potrebbe benissimo fare a meno del Mezzogiorno. Diciamo anche che sarebbe auspicabile. NON SI DEVE FARE, che è un'altra cosa. La popolazione del Sud dovrebbe metterci un po' "del suo" e non continuare a dipendere dalla criminalità, dalla furbastreria e votare sempre coloro che gli promettono "regali". La DC. di allora, il PDL e l'UDC di oggi sono il cancro che continua a corroderli. Non vale nemmeno la pena parlarne
ugc
ugc
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress