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Tra Pd e Pdl finisce 7-6, Lega a valanga. Lazio alla Polverini: ''Un miracolo''

Renata Polverini (Adnkronos)  Renata Polverini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 30 marzo, ore 12:23
Roma - (Adnkronos/Ign) - Alle regionali tra Pd e Pdl finisce 7-6 (LO SPOGLIO / VIDEO). Il Partito democratico cede 4 regioni: Piemonte, Lazio, Campania e Calabria. Polverini a piazza del Popolo: ''Un miracolo, li abbiamo polverizzati''. Fino all'ultimo sul filo di lana con la Bonino. Vendola consacrato in Puglia. Viminale: ''Affluenza definitiva al 64,22%, calo di 8 punti percentuali''. Berlusconi soddisfatto, Bersani: ''C'è inversione di tendenza''. Bossi: ''In Piemonte ha vinto Cota''. I commenti dei governatori tra riconferme e nuove investiture. Perché non ho votato?FORUM
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Roma, 30 mar. (Adnkronos/Ign) - Si era partiti da un undici a due per il centrosinistra. Ora, a fine partita, il risultato è quasi un pareggio: sette a sei per l'opposizione che, però, scompare quasi del tutto nelle regioni del Nord. E' il quadro che emerge dalle elezioni regionali che avrebbero dovuto interessare 41 milioni di italiani, ma a votare alla fine è stato il 64,22% degli elettori con un calo di circa otto punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni.

Nel Lazio la candidata del centrodestra, Renata Polverini, da piazza del Popolo ha annunciato in lacrime: ''Abbiamo vinto, i miracoli sono possibili''.

La nuova geografia del voto vede confermato il dominio del centrodestra in Veneto e Lombardia, mentre le nuove vittorie riguardano Calabria e Campania. Con un dato inequivocabile: la netta affermazione del Carroccio. Basti pensare al voto quasi plebiscitario per Zaia in Veneto e anche in Piemonte la Lega vede la vittoria con Cota.

Liguria, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria vanno al centrosinistra, con Nichi Vendola che si afferma in Puglia e in Basilicata si registra un vero e proprio trionfo di De Filippo.

Ad annunciare in nottata, a risultati ancora non definitivi, la vittoria del Carroccio in Piemonte è stato lo stesso leader Umberto Bossi, che ha incontrato i giornalisti nella sede della Lega Nord a Milano. "Cota ha vinto, io me lo aspettavo quando ho candidato lui e Zaia. Ero sicuro di vincere - ha detto il Senatur - la Lega è stata premiata perché è il partito delle riforme".

"Siamo il partito del cambiamento, delle cose concrete - ha rimarcato - La gente vuole queste cose e sa che noi rispettiamo le promesse. Per questo ci votano". Quanto alla sinistra, il suo problema ''è che è sparita al Nord. Hanno perso la loro gente, hanno perso il contatto con la gente. Sono spariti".

''E' un voto che ci lascia contenti, nel senso che è stato un test per il governo - ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti - nelle elezioni americane si chiamano elezioni di mid term e di solito gli elettori tendono a dare un avvertimento al governo, anche perché era l'ultima occasione per darci una staffilata sulle gambe. Gli elettori non l'hanno fatto, anzi lo hanno premiato''.

Di avviso diverso Anna Finocchiaro, che sottolinea: ''Questa stravittoria della Lega dovrebbe preoccupare l'onorevole Bonaiuti, molto più di noi, visto che stravolge l'equilibrio tra Pdl e Lega''. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invece rinviato ogni commento ufficiale. Parlando con i suoi, tuttavia, il segretario del Pd osserva che l'inversione di tendenza, auspicata dai democratici, c'è stata e questo lo si vede dal fatto che sono state conquistate la maggioranza delle regioni in gioco. Per quanto riguarda poi il risultato del Pd, Bersani evidenzia che il partito dimostra di avanzare.

Ma Antonio di Pietro è netto: il centrodestra "vince in Piemonte; vince nel Lazio, nonostante non si presenta a Roma; vince in Campania; vince in Calabria: smettiamola di dire 7-4, 3-5, 3-6, questa tornata se l'aggiudica il centrodestra". ''Il Pd invece di correre dietro a strane chimere - afferma Di Pietro - si affidi a chi, come l'Idv, è in grado di costruire la coalizione, torni ad essere un partito maturo per tornare a vincere''.

Intanto a destra e sinistra si accende il dibattito sull'Udc. All'attacco Ignazio La Russa: ''Non so se oggi siano molto contenti di essersi alleati con la Bresso, non so se siano contenti di aver regalato la Puglia a Vendola...''.

Nell'opposizione lo stesso Antonio Di Pietro non risparmia frecciatine all'indirizzo del Partito democratico: "Nei mesi scorsi il Pd ha perso tempo a flirtare con l'Udc; adesso è giunto il momento di un matrimonio con l'Idv, 'moglie' ostica ma leale".

Pier Ferdinando Casini però rivendica: "Siamo decisivi ovunque, miglioriamo anche rispetto alle altre elezioni amministrative''. Quello della Lega, per il leader centrista, "è un successo travolgente" e con una Lega che "stravince" il governo subirà "sempre di più l'egemonia della Lega".

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