News > Politica > Trani, da Csm sì a pratica su ispezione. Alfano: ''Iniziativa grave, viola la Costituzione''
L'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate da Berlusconi sull'Autorità garante della comunicazione relativamente ad 'Annozero'
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano (Foto dal sito del ministero della Giustizia)
Trani, da Csm sì a pratica su ispezione. Alfano: ''Iniziativa grave, viola la Costituzione''
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano (Foto dal sito del ministero della Giustizia)
ultimo aggiornamento: 16 marzo, ore 22:08
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro della Giustizia: ''Gli ispettori ministeriali da oggi a lavoro senza interferire''. Il pm della Procura pugliese: ''Non sapranno più degli indagati''. Mancino: ''Indagine non può essere compressa, rispettare autonomia di magistratura requirente''. Santoro ascoltato dai magistrati: ''Le pressioni? Credo che siano di dominio pubblico''. E aggiunge: ''Costituirmi parte civile? Possibilità che sto valutando''
Roma, 16 mar. (Adnkronos/Ign) - Sale la tensione tra il Consiglio superiore della Magistratura e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il comitato di presidenza del Csm ha dato oggi il via libera all'apertura della pratica sull'ispezione disposta dal ministro Alfano presso la Procura di Trani. La pratica dovrà verificare se gli 007 di via Arenula con il loro mandato abbiano comportato interferenze alle indagini della Procura pugliese che sono tuttora in corso.
Il Comitato di presidenza ha assegnato la pratica alla VI Commissione, competente sui pareri da dare al ministro e sulle riforme. Spiegando la decisione, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ha ricordato come l'indagine giudiziaria "non può essere compressa dall'ispezione'' sottolineando la necessità di ''rispettare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura requirente".
Dura la reazione del ministro Alfano per il quale l'iniziativa del Csm ''è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la Costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri''. ''Anziché - continua Alfano - aprire una pratica per controllare perché presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto d'indagine, anziché verificare come e perché il Presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate anziché distrutte siano state messe a disposizione dei giornalisti, anziché investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora oggi mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anziché verificare come sia possibile che un'accusa sortisca contro il presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il Csm, travalicando i propri poteri apre una pratica che, all'evidenza, tende a comprimere l'attività degli ispettori". "Tutto ciò - conclude il Guardasigilli - è a dir poco preoccupante e dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica''.
Prima del via libera del Csm alla pratica, il Guardasigilli, al termine della sua audizione a San Macuto, si era augurato che le 'talpe' all'interno della Procura di Trani "vengano immediatamente individuate e punite". Alfano aveva anche assicurato che gli ispettori ministeriali inviati a Trani lavoreranno "senza interferire nell'inchiesta, con lo scopo di contribuire all'accertamento di quanto è accaduto, principalmente in riferimento alla presenza di talpe".
Intanto, gli ispettori inviati dal ministero della Giustizia hanno ascoltato oggi nella sede della Corte d'Appello del Tribunale di Bari il pm della Procura di Trani, Michele Ruggiero, per capire se si sono verificate delle anomalie nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate da Berlusconi sull'Autorità garante della comunicazione, in particolare relativamente alla trasmissione della Rai 'Annozero'. "Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori", ha precisato Ruggiero parlando con i giornalisti nei corridoi della Procura. Relativamente all'inchiesta, il pm si è poi dichiarato "sereno e tranquillo".
Poi, al termine dell'audizione durata quasi 5 ore, ha dichiarato: "E' stata un'audizione molto corretta. Lo voglio dire perché è vero". Rispondendo ad una domanda circa la lunghezza dell'audizione il pm Ruggiero ha detto che "evidentemente il problema è complesso e quindi è stato approfondito e affrontato con grande rispetto dei ruoli reciproci e nella massima serenità".
E prosegue il lavoro dei magistrati pugliesi. Questa mattina il conduttore di 'Annozero' Michele Santoro è stato ascoltato nella sede della Procura della Repubblica di Trani come persone informata sui fatti dallo stesso Ruggiero che conduce l'inchiesta.
"Non possiamo fornire alcun elemento, come voi potete capire. Non si possono dare informazioni sul contenuto del colloqui con il magistrato - ha spiegato Santoro dopo l'audizione, durata quasi 2 ore -. Per quanto riguarda le pressioni che ci sono state nei confronti di Annozero credo che siano di dominio pubblico e che vanno avanti dall'editto Bulgaro". "Basta leggere i giornali e le dichiarazioni pubbliche fatte dal presidente del Consiglio, e non solo - ha aggiunto Santoro - per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata nei confronti della nostra trasmissione perché non andasse in onda."
Poi rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento, il conduttore ha detto di ''considerare la possibilità di valutare la mia posizione di persona offesa''.
Il Comitato di presidenza del Csm si è riunito oggi anche per decidere se dare il via libera all'apertura della pratica sul togato di Magistratura indipendente Cosimo Maria Ferri, coinvolto nelle intercettazioni dell'inchiesta di Trani. L'organismo ha ascoltato oggi il consigliere, ma ha rinviato la decisione sulla sua posizione ad un'altra riunione che probabilmente si svolgerà nell'arco di questa settimana. Dopo l'audizione, Ferri nel confermare ancora una volta la liceità delle sue conversazioni telefoniche con il commissario di Agcom Giancarlo Innocenzi ha dichiarato: "La mia posizione è chiarissima: continuo a camminare a testa alta".
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