Bernini (Pdl): ''E' priorità avvertita dalla gente''
Vertice con Berlusconi sul processo breve.
ultimo aggiornamento: 31 agosto, ore 20:05
Roma - (Adnkronos/Ign) - Riunione a palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio e il Guardasigilli Alfano. Presenti anche Letta e Ghedini. Di Pietro: ''Vuole solo l'impunità''. Bersani: ''Per il premier sempre più difficile rimuovere la norma transitoria''. Urso: ''Se Fini è nel Pdl, noi siamo nel Pdl, altrimenti faremo un altro soggetto''. Anm: ''Il disegno di legge è una perdita di tempo''
Roma, 31 ago. (Adnkronos/Ign) - Vertice a palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e l'avvocato del premier Niccolò Ghedini. Al centro dell'incontro, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, la giustizia, a cominciare dal processo breve, in vista della ripresa dei lavori parlamentari.
Il presidente del Consiglio, riferiscono sempre fonti parlamentari del Pdl, sarebbe determinato ad andare avanti evitando strappi, ma senza nemmeno fare troppe concessioni che possano snaturare l'impianto sostanziale del ddl approvato al Senato. Un provvedimento che suscita ancora perplessità tra i parlamentari di Fli che aspettano, anche in questo caso, le mosse del capo del governo.
Il tema continua dunque ad infiammare il dibattito politico. "Se siamo arrivati fino qua credo che la questione sia la norma transitoria" ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a margine della festa democratica in corso a Torino, riferendosi alla riforma del processo breve. "Tutto il resto - ha aggiunto - può essere discusso sulla base di riflessioni di carattere organizzativo sul sistema giudiziario, ma credo che rimuovere la norma transitoria per Berlusconi sarà sempre più difficile".
Oggi all'attacco del Cavaliere è andato nuovamente il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, secondo il quale "il tentativo reiterato di Berlusconi di portare avanti il processo breve dimostra la vera ragione per cui lui fa politica: assicurarsi l'impunità".
Di tutt'altro avviso il Popolo della Libertà. Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, vede ''due problemi: assicurare una giustizia più veloce, perché i tempi processuali italiani sono tempi scandalosi, ed hanno enormi ricadute; basti pensare alla situazione delle carceri, dove gran parte degli ospiti è in attesa di giudizio''. E, ''altro problema è quello di garantire uno scudo alle alte cariche dello Stato, e in particolare al premier. Perché? Perché viviamo in Italia, e c'è un signore che fino al 1994 non aveva nessun problema con la giustizia e poi, da quando è entrato in politica, è oggetto di una vera e propria caccia all'uomo''.
Secondo Anna Maria Bernini, portavoce nazionale vicario del Pdl, "il cosiddetto 'processo breve', che breve non è, è una delle priorità più evidenti e avvertite dalla gente per tagliare l'ingessatura di processi infiniti, che danneggiano la vita di persone e imprese''.
E ai ''critici insistenti'' si rivolge il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, invitandoli ad andare ''a vedere davvero i numeri'' perché ''dati alla mano, francamente questo mi sembra tutto tranne che un processo breve. Il merito del governo Berlusconi è anche quello di voler ridimensionare cifre incivili, che tengono vite e imprese appese decenni in attesa della sentenza e che per questo ci hanno fatto condannare dall'Europa".
La reazione del Pd non si è fatta attendere. "Ciò che dura da troppo tempo è l'impunità di Berlusconi che da anni, attraverso cavilli e leggi ad personam, sfugge alla giustizia italiana" replica il senatore democratico Giuseppe Lumia, che parla di ''ennesimo colpo alla giustizia italiana. Con questo provvedimento, infatti, rischierebbero di saltare migliaia di processi. A farne le spese sarebbero le vittime dei reati che vedrebbero sfumare qualsiasi speranza di giustizia. Ridurre i tempi dei processi è il vero obiettivo del governo? - si chiede Lumia - Si diano più risorse e strumenti ai vari organi della giustizia e si riorganizzi il sistema in modo più semplice ed efficace''.
E sul processo breve chiude la porta ad ogni possibile convergenza con la maggioranza Francesco Rutelli, anche in caso di modifica al provvedimento. "Siamo stati contrari al Senato, dove abbiamo votato no, saremo contrari anche alla Camera" dice a chiare lettere il leader di Alleanza per l'Italia.
"Ci aspettiamo che arrivi il momento in cui si discute della riforma della giustizia, ma questo momento da 17 anni non arriva mai e si parla solo di leggi e leggine ad personam", lamenta Rutelli, spiegando di non avere intenzione di dare credito alle eventuali modifiche annunciate per il testo. "Si tratta di una impostazione non compatibile con la ricerca della legalità, che - sottolinea - è la priorità".
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