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L'apertura di un fascicolo al vaglio del procuratore Ferrara

''Vilipendio al capo dello Stato''. Procura di Roma valuta se mettere sotto inchiesta Antonio Di Pietro

(Foto Adnkronos)(Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 06 ottobre, ore 16:40
Roma - (Adnkronos) - Nel mirino le dichiarazioni circa la promulgazione della legge sullo scudo da parte di Napolitano. Il leader dell'Idv: ''Ho usato parole forti per l'affermazione che 'tanto la legge l'avrebbero rivotata comunque''' (VIDEO). L'ex pm aveva detto: ''Mi chiedo cosa ci stia a fare al Colle. Questa porcata non andava promulgata''. E poi: ''Lui firma tutto, italiani fregati da 32 escort da Parlamento''. Grillo, lancia il suo movimento: diamo fastidio a tutti
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Roma, 6 ott. - (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Roma sta ancora valutando se nei riguardi dell'onorevole Antonio Di Pietro con riferimento alle sue dichiarazioni circa la promulgazione della legge sullo scudo fiscale possa essere ipotizzato il reato di offese nei riguardi del capo dello Stato.

Secondo quanto riportato da notizie di stampa, Di Pietro ha affermato che Giorgio Napolitano, affermando che ''non poteva promulgare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione''.

La valutazione che il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara sta facendo con i suoi aggiunti prima di stabilire se debbe essere aperto un fascicolo di indagine riguarda il contenuto di articoli di stampa pubblicati in questi giorni su vari quotidiani, nonchè sull'interrogazione che sui fatti è stata presentata dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga al ministro dell'Interno Roberto Maroni e al ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

"Aspetto e rispetto serenamente le valutazioni che la Procura della Repubblica vorrà dare - spiega Di Pietro all'ADNKRONOS - Non mi avvarrò di alcuna immunità parlamentare e rivendico il mio diritto-dovere, come cittadino e come rappresentante eletto del popolo, di criticare quei provvedimenti e quelle azioni che ritengo lesive della Costituzione e del diritto da chiunque essi provengano, Capo dello Stato compreso".

"Nel merito - aggiunge il leader dell'Idv - faccio rilevare che, semmai, a sentirsi offeso dovrebbe esser quel povero cittadino che si è sentito redarguire dal presidente della Repubblica perché si era permesso di chiedergli di non firmare un provvedimento che egli, come me e tanti altri, ritiene ingiusto e iniquo in quanto favorisce criminali e danneggia gli onesti".

"Ho usato parole forti - spiega il leader dell'Italia dei valori - non in relazione alla sua responsabilità di non firmarema rispetto a una sua affermazione gravissima secondo cui tanto la legge l'avrebbero rivotata comunque".

Di Pietro non usa mezzi termini: "Ribadisco che in quell'occasione le giustificazioni addotte dal Capo dello Stato appaiono a me e non solo a me del tutto irrituali. Egli, affermando 'se non firmo, il Parlamento lo riapprova ugualmente' ha rinunciato ad una delle più alte prerogative e compiti che la stessa Costituzione gli assegna".

"Forse i costituzionalisti e i tanti commentatori che si sono esercitati in questi giorni a criminalizzare le mie critiche - taglia corto Di Pietro - dovrebbero interrogarsi se possano considerarsi opportune o non siano invece lesive della Costituzione proprio le parole rinunciatarie del Capo dello Stato. Ma in questo periodo di perbenismo di facciata e di ipocrisia di maniera non mi aspetto nulla di nuovo".

"In un Paese normale - ha rimarcato il leader dell'Idv - bisognerebbe fare una tavola rotonda su quanto accaduto e domandarsi: il presidente della Repubblica sta interpretando correttamente la Costituzione o sta piuttosto rinunciando alla difesa di una sua parte? Tutti mi hanno datro contro, anche il Pd che mi ha minacciato: a questo punto mai con Di Pietro. Voglio vedere dove vanno", taglia corto l'ex pm.

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ugc
taloscretese ha scritto (06/10/2009 - ore 15:46) segnala un abuso
ugc
Perchè solo vilipendio al capo dello stato che comunque e' un cittadino e non vilipendio alla bandiera nazionale per la quale sono morti migliaia di italiani e che bossi vorrebbe solo al cesso. Perchè non attentato alla integrità nazionale che sempre Bossi da molti anni e con modalita diverse auspica fino alla morte -per quanto la sua sia prossima,ahime'-.In politica nostrana la legge è come l'onore delle p*******e.
ugc
AndreaM.84 ha scritto (07/10/2009 - ore 13:33) segnala un abuso
ugc
"Aspetto e rispetto serenamente le valutazioni che la Procura della Repubblica vorrà dare - spiega Di Pietro all'ADNKRONOS - Non mi avvarrò di alcuna immunità parlamentare e rivendico il mio diritto-dovere, come cittadino e come rappresentante eletto del popolo, di criticare quei provvedimenti e quelle azioni che ritengo lesive della Costituzione e del diritto da chiunque essi provengano, Capo dello Stato compreso". "Nel merito - aggiunge il leader dell'Idv - faccio rilevare che, semmai, a sentirsi offeso dovrebbe esser quel povero cittadino che si è sentito redarguire dal presidente della Repubblica perché si era permesso di chiedergli di non firmare un provvedimento che egli, come me e tanti altri, ritiene ingiusto e iniquo in quanto favorisce criminali e danneggia gli onesti". "Ho usato parole forti - spiega il leader dell'Italia dei valori - non in relazione alla sua responsabilità di non firmare ma rispetto a una sua affermazione gravissima secondo cui tanto la legge l'avrebbero rivotata comunque". Tanto di cappello ;-)
ugc
attila200038 ha scritto (06/10/2009 - ore 19:24) segnala un abuso
ugc
E' giusto che sia aperta un'inchiesta per vilipendio al capo dello stato ma quel'ider cosa si crede di essere? Quello che ha inventato l'acqua calda? Rispetti anche lui le leggi della buona educazione se ne a.
ugc
willy59 ha scritto (07/10/2009 - ore 10:12) segnala un abuso
ugc
Vai avanti DiPietro chissà che qualcuno si svegli da questo sonno che dura ormai da troppo tempo. A CHE SERVE IL CAPO DELLO STATO ? Se serve solo di facciata allora togliamo questa istituzione già spese ne abbiamo troppe, ma se serve che faccia valere il proprio incarico istituzionale.
ugc
ugc
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