News > Politica > Immigrati, proposta bipartisan per voto. Bossi: ''Mandiamoli a casa''. Fini: ''Anatemi inutili''
Cota: ''Un'idea tipicamente di sinistra''
(Xinhua)
Immigrati, proposta bipartisan per voto. Bossi: ''Mandiamoli a casa''. Fini: ''Anatemi inutili''
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ultimo aggiornamento: 18 novembre, ore 18:39
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'iniziativa legislativa è stata presentata oggi a Montecitorio da Veltroni e Vassallo del Pd, Perina e Granata del Pdl, Orlando dell'Idv e Rao dell'Udc. Cicchitto (Pdl) insorge: ''Grave iniziativa presa senza interpellare la presidenza del Gruppo''. E Bondi denuncia: "C'è una saldatura tra la sinistra e alcuni esponenti della destra italiana provenienti da An''. Asse Fini-D'Alema: ''Cittadinanza a chi nasce e studia qui''. Immigrati cacciati a Natale, polemica sull'iniziativa della Lega
Roma, 18 nov. (Adnkronos/Ign) - Diritto di voto alle elezioni comunali e circoscrizionali per gli extracomunitari residenti in Italia da almeno cinque anni. E' quanto prevede la proposta di legge bipartisan presentata alla Camera da esponenti dell'opposizione e della maggioranza ad esclusione della Lega.
L'iniziativa legislativa è stata presentata oggi a Montecitorio da Walter Veltroni, Salvatore Vassallo del Pd, Flavia Perina e Fabio Granata del Pdl, Leoluca Orlando dell'Idv e Roberto Rao dell'Udc.
Una proposta, ha spiegato Veltroni, dietro alla quale "non ci sono ragioni politiche, ma solo il rispetto del ruolo del Parlamento", e che "risponde ad una priorita' nell'affrontare i temi dell'immigrazione: quella di garantire inclusione e responsabilizzazione".
"E' indispensabile -ha aggiunto Veltroni- evitare che si crei per gli immigrati che risiedono regolarmente nel nostro Paese una condizione di 'estraneita'' che puo' portare alla separazione e all'antagonismo". Il voto amministrativo agli extracomunitari, ha ricordato Veltroni, "e' gia' nella pratica di molti Paesi europei, per l'esattezza 16 su 27, anche se con modalita' diverse tra Paese e Paese. Garantire il diritto al voto amministrativo e' un modo per favorire l'inclusione e la responsabilizzazione, al contrario dei respingimenti, che sono un'invenzione retorica basata sulla paura".
Fabio Granata, gia' oggetto di critiche da parte della Lega e non solo per la proposta firmata 'in coppia' con il deputato del Pd Andrea Sarubbi sulla cittadinanza 'breve', e Flavia Perina, direttore de 'Il Secolo' e tra i primi firmatari della proposta sul voto agli immigrati, hanno respinto gli addebiti per l'iniziativa bipartisan che vede nettamente contrario il Carroccio: "Ci sono -ha replicato Perina- grandi partite nazionali dove non è possibile criminalizzare o usare schemi di schieramento. Sarebbe sbagliato considerare il tema del voto agli immigrati, pur all'interno di regole ben definite, come un tabù per la politica italiana. E non ci sentiamo 'extraterrestri': nei grandi partiti, come il Pdl, c'è l'avanguardia politica, c'è il 'corpo' del partito, e poi c'p la retroguardia politica. Noi ci sentiamo nella prima di queste categorie".
Né valgono, secondo i promotori dell'iniziativa, le critiche mosse da alcuni a fronte della scelta di legiferare per via ordinaria: "Sul piano giuridico non ci sono dubbi sulla possibilità di procedere con legge ordinaria", ha detto Vassallo rispondendo a chi ha obiettato che fosse necessaria una legge costituzionale per intervenire sul diritto di voto. "Si tratta -ha detto Orlando- di un atto di rispetto dello spirito europeo: non si capisce perche', se un cittadino extracomunitario ha diritti e doveri per la scuola o per il lavoro, non debba averli, a livello locale, per la scelta di chi deve amministrare il territorio". "Chi strumentalizza questi temi sbaglia, perche' qui stiamo parlando -ha sottolineato Rao- non di clandestini, ma di persone che vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese da cinque anni. L'inclusione, dunque, deve essere concreta e non solo a parole".
Ma il ddl bipartisan crea tensioni nella maggioranza. ''E' inaccettabile che su un tema cosi' delicato alcuni colleghi appartenenti al gruppo del Pdl abbiano preso l'iniziativa di presentare un disegno di legge firmato con esponenti di tutti i gruppi dell'opposizione, senza che la presidenza del gruppo sia stata minimante interpellata e tenendo conto che questa proposta non e' contenuta nel programma di governo'', afferma il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. ''D'altra parte - sottolinea Cicchitto - la materia non rientra in quelle riguardanti la bioetica, come il testamento biologico, sulle quali vige la libertà di coscienza -osserva Cicchitto- Ricordiamo che in una riunione dell'ufficio di Presidenza i coordinatori nazionali del partito avevano preannunziato che si sarebbe svolta una riunione dell'organismo dirigente del partito, vista l'esistenza di diversi pareri sull'argomento. Evidentemente va fatta una scelta politica ricorrendo all'unico strumento decisionale possibile, quello costituito dal metodo democratico''.
Mentre il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi denuncia "una saldatura, innanzitutto sul piano culturale, come avevo recentemente avvertito, tra la sinistra e alcuni esponenti della destra italiana provenienti dalla storia del Msi e poi di Alleanza nazionale. E' un dato nuovo della situazione politica italiana da valutare con attenzione".
A bocciare l'iniziativa è anche il leader del Carroccio Umberto Bossi: "Sugli immigrati noi non siamo d'accordo. Per la Lega la via giusta è che devono essere mandati a casa loro. Non c'e' lavoro neanche per noi, figuriamoci per loro".
Per il Carroccio infatti "la concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati è un'idea tipicamente di sinistra. Noi, ovviamente - sottolinea il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota - siamo fermamente contrari perche' siamo coerenti rispetto agli impegni presi con chi ci ha votato. Il diritto di voto e' una cosa seria sacra -aggiunge Cota- che spetta solo ai cittadini. La precisazione del capogruppo Cicchitto sulla posizione del Pdl è molto opportuna, altrimenti la gente non capisce piu' nulla''.
Ma a Bossi replica indirettamente il presidente della Camera Fini:''Con gli anatemi e le battute non si risolve il problema. Io non ho una ricetta, faccio delle riflessioni che non possono essere liquidate come boutade estemporanee perché è un tema che ci occuperà per i prossimi 20 anni''.
''Non riesco a trovare argomentazioni logiche contro queste riflessioni. Ci puo' essere la battuta o l'anatema, ma non si risolve il problema'', insiste. Fini torna quindi a parlare di cittadinanza degli immigrati con due pilastri da seguire, quello della legalità e quello dell'integrazione. E' giusto, ribadisce Fini, chiedere rigore, ma ''oggi chiedo alla politica di occuparsi anche dell'altra faccia della medaglia'' perché ''accanto alla carta dei doveri, ci vuole anche una carta dei diritti, altrimenti -avverte- si crea uno squilibrio''. E tra i diritti, sottolinea il presidente della Camera, ''c'e' anche la possibilita' di diventare cittadini''. Perché, avverte, ''se non faremo questo ''rischiamo di accendere mine nella nostra società''.
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| rebyjaco ha scritto (18/11/2009 - ore 18:05) | segnala un abuso |
| Bossi teme che la ""Pura razza Padana"" composta da 12 o 13 razze (ma potrebbero essere di più) venga inquinata dagli arabi. Sarebbe insopportabile per i Borghezio Calderoli, Salvini. | |
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