News > Spettacolo > 11 anni dalla morte di De André, il figlio Cristiano: ''Ho nel cassetto inediti scritti insieme a lui''
''Ho ricevuto un’eredità e non potevo non testimoniarla''
Cristiano De André (foto dall'album 'De André canta De André')
11 anni dalla morte di De André, il figlio Cristiano: ''Ho nel cassetto inediti scritti insieme a lui''
Cristiano De André (foto dall'album 'De André canta De André')
ultimo aggiornamento: 10 gennaio, ore 21:54
Roma - (Ign) - Con l'Avvenire il musicista ripercorre il progetto 'De André canta De André' nel quale ha riproposto alcuni capolavori del padre. ''Passare un anno sulle sue canzoni è stato terapeutico, mi ha fatto da padre una volta di più. Continuerò questo progetto nel tempo''
Roma, 10 gen. (Ign) - ''Era doveroso, lasciare una testimonianza su mio padre anche come musicista. Passare un anno sulle sue canzoni è stato terapeutico, per me. Venivo da un lungo periodo difficile, la morte di mamma, dei nonni, di papà stesso… Ed altre vicende non facili. Attraverso l’arte di Fabrizio mi sono ripreso: e penso che sarebbe stato felice di sapere che, in fondo, mi ha fatto da padre una volta di più, nell’anno che è appena terminato''.
Cristiano De André racconta così all'Avvenire' il progetto De André canta De André con cui ha ripreso sia live (la seconda parte del tour riprenderà il 6 febbraio da Torino) sia in cd e dvd le canzoni del padre Fabrizio in occasione del decennale della sua scomparsa.
E oggi alla vigilia dell'undicesimo anno dalla morte del padre Cristiano torna a ribadire la motivazione di questo suo affrontarne la musica. ''Ho ricevuto un’eredità, e non potevo non testimoniarla. Pur cercando di dargli un’impronta personale. Credo che Fabrizio meriti di essere conosciuto e tramandato, anche Oltreoceano. Come ha detto Wim Wenders, che sogna un Buena Vista Social Club su di lui. Il 'rockumentary', autoprodotto, in questo senso non è che il primo passo di un vero film. Che curerà sempre Daniele Pignatelli, si dovrebbe intitolare Nel nome del padre e indagando la storia di una dinastia musicale andrà nei Festival del cinema, oltre che su dvd''.
''Avevo ancora molto da chiedere a mio papà - spiega Cristiano nell'intervista concessa ad 'Avvenire' - ma quello che ho capito di lui affiancandolo in alcune tournée credo proprio vada testimoniato, ora che il dolore si è decantato un poco. Soprattutto, vorrei testimoniare la sua coerenza''.
Tra i tanti brani di Fabrizio De André affrontati ''ce n’è uno in cui faccio i conti con lui, Amico fragile. È autobiografico ed ora li ho passati anch’io, momenti duri come quelli che lui canta in quel pezzo''.
Quindi Cristiano rivela: ''In estate inizierò a lavorare finalmente a un nuovo disco mio, sì. Ma non smetto di pensare a papà: sia perché ho nel cassetto cose scritte insieme, sia perché vorrei continuarlo, questo De André canta De André, anche nel tempo''. Perché ''dal palco vedo quindicenni che le canzoni di Fabrizio le conoscono a memoria. Li vedo piangere. E allora mi viene in mente quando lui si lasciò andare con me. Disse: 'È una vita che lotto per dar voce a chi non ce l’ha e mi sembra che non cambi mai nulla, mi sento sconfitto'. Beh, oggi vorrei fosse qui anche per dirgli di guardarli, questi ragazzini, che forse le cose stanno cambiando. No, non hai perso, papà''.
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