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In relazione alle notizie apparse oggi su alcuni quotidiani

'Natale a Beverly Hills', il Mibac: ''Mai qualificato film d'essai, notizia infondata''

Una scena del film 'Natale a Beverly Hills'  Una scena del film 'Natale a Beverly Hills'
ultimo aggiornamento: 23 dicembre, ore 21:50
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministero per i Beni culturali chiarisce in una nota: ''La commissione competente non l'ha nemmeno visionato. Pertanto le polemiche odierne sono frutto di notizie totalmente infondate e pretestuose". La commedia natalizia diretta da Neri Parenti, nel primo weekend di programmazione ha fatto il pieno al botteghino
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Roma, 23 dic. (Adnkronos/Ign) - In relazione alle notizie apparse quest'oggi su alcuni quotidiani, il ministero per i Beni culturali chiarisce che "il film 'Natale a Beverly Hills' riveste esclusivamente carattere di film spettacolare, ai sensi dell'attuale legge cinema, e non è stato mai qualificato d'essai in quanto la commissione competente non l'ha nemmeno visionato. Pertanto - conclude il comunicato del Mibac - le polemiche odierne sono frutto di notizie totalmente infondate e pretestuose".

Secondo queste notizie 'Natale a Beverly Hills' sarebbe stato giudicato film di 'interesse culturale e nazionale' ottenendo la speciale 'qualifica di film d'essai', oltre a beneficiare di agevolazioni fiscali. Una situazione che sarebbe inaccettabile per l'associazione dei cinema d’essai che chiede quindi che siano riviste con urgenza le norme.

"Non sappiamo se e quando sarà emanata la tanto auspicata nuova legge per il cinema, ma il primo provvedimento da adottare subito è senz’altro la revisione della disciplina del cinema d’essai: attribuire la qualifica di 'interesse culturale' all’ultimo film di Neri Parenti, Natale a Beverly Hills, rappresenta infatti un vero sabotaggio dell’attuale sistema", ha dichiarato Mario Lorini, presidente della Fice, federazione italiana dei cinema d’essai.

"Negli ultimi due anni - ha detto Lorini - siamo rimasti spesso sorpresi dalla scelta di attribuire questa qualifica a opere del tutto prive dei requisiti. Ciò a fronte dei consistenti benefici derivanti, anche indirettamente grazie all’attribuzione automatica della qualifica d’essai, ai film definiti di interesse culturale. La cosiddetta 'legge Urbani' del 2004, introducendo il criterio del 'reference system' per ovviare alla presunta pioggia di finanziamenti statali ad opere non ispirate a logiche di mercato, ha consentito di privilegiare film commercialmente più ambiziosi e strutturati, ai danni di autori e opere più sperimentali e dalla minore resa al botteghino".

"Questa tendenza - prosegue Lorini - oltre ad imbarazzare fortemente coloro che lavorano da decenni alla diffusione della cultura cinematografica e della diversità dell’offerta, si risolve in un sabotaggio dei vigenti sistemi di sostegno al cinema d’essai, sempre più omologato al cinema commerciale".

La decisione, poi smentita, sul film interpretato da Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Michelle Hunziker, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, è stata oggetto di critica anche da parte di Citto Maselli dell'Anac (Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici) che l'ha definita "un precedente di una gravità estrema".

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