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Ieri il dg si è ''dissociato'' dalla trasmissione
Annozero, Masi: ''Indegni i processi in tv''. Santoro: ''Ci chiudano e vediamo...''
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ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 20:13
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro Romani: ''Passati i limiti della corretta informazione, Agcom avvii istruttoria''. Il giornalista annuncia: ''Il 13 febbraio in piazza in difesa dei magistrati''. Garimberti: ''Rispettare le regole ma no a valutazioni in diretta tv''. Boom di ascolti e polemiche dopo la telefonata del direttore generale (VIDEO): oltre 7 mln di telespettatori per il programma dedicato ancora al caso Ruby
Roma, 27 gen. (Adnkronos/Ign) - Infuria la polemica dopo la telefonata in diretta di Mauro Masi ad 'Annozero', in cui il direttore generale della Rai ha richiamato Michele Santoro all'osservanza del 'Codice di autoregolamentazione in materia di vicende giudiziarie nei programmi radiotelevisivi', dissociandosi dalla trasmissione ieri nuovamente dedicata al caso Ruby.
Nel corso della conferenza stampa convocata alla Fnsi Santoro ha lanciato un appello alla mobilitazione. ''Il 13 febbraio senza bandiera e simboli dei partiti saremo davanti al tribunale di Milano per manifestare in difesa del lavoro della magistratura e dei valori di indipendenza e autonomia che sono fondanti nella nostra Costituzione", ha annunciato il giornalista. ''Vogliono chiudere Annozero? Lo chiudano e vediamo che succede...'', ha continuato Santoro.
Il giornalista ha raccontato poi il retroscena che ha portato alla telefonata in diretta di Masi. Il conduttore ha riferito di aver cercato fin da lunedì di contattare il sottosegretario Bonaiuti per avere un ospite del Pdl per la trasmissione di ieri. "Bonaiuti non ci ha mai chiamato'', ha detto spiegando di aver invitato il ministro della Giustizia Angelino Alfano che però alle 16 di giovedì ha comunicato la sua impossibilità a partecipare.
Il sottosegretario ha telefonato poco prima dell'inizio della trasmissione ma ''io - ha riferito Santoro - dico alla segretaria di Bonaiuti che, visto che non mi ha risposto per una settimana, può benissimo aspettare e richiamarmi l'indomani". A quel punto si è presentato agli studi ''l'onorevole Francesco Paolo Sisto. Erano circa le 20,55 e mi dice che era l'uomo che il Pdl aveva designato per partecipare alla trasmissione. Dietro di lui sessanta ragazzi del Pdl con una camicia tricolore. A questo punto sono stato costretto a dire all'onorevole Sisto che era venuto alla festa senza invito". Dopodiché è arrivata la telefonata del direttore generale.
Dal canto suo Masi afferma: ''Ora il limite è stato abbondantemente raggiunto e la misura è colma". "Sul piano più rilevante, quello aziendale - aggiunge il dg Rai - ribadisco che è indegna l'attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del Servizio Pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall'autorità giudiziaria''.
''Ricordo peraltro - continua - che Santoro è presente nel Palinsesto Rai non per una libera scelta editoriale ma in forza di due sentenze - come tutti ben sanno, molto 'peculiari' - dei giudici del lavoro". "Resto poi convinto che la missione del Servizio Pubblico deve essere ed è tale solo se realmente pluralista e rispettosa di tutte le parti e di tutte le regole", conclude.
Intanto, durante il Consiglio dei ministri di questa mattina Berlusconi è tornato a puntare il dito contro il programma e, secondo quanto riferiscono fonti ministeriali, avrebbe chiesto l'intervento del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani . Intervento che non si è fatto attendere.
Il ministro ha infatti inviato al presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, una lettera di segnalazione delle violazioni riscontrate nel corso di 'Annozero' del 20 e del 27 gennaio invitando l'Agcom a valutare l'avvio di un'istruttoria. ''Nel corso della trasmissione'', si legge nella lettera, si è dato ''ampio rilievo ad affermazioni di carattere gratuito, denigratorio e gravemente lesive della dignità e del decoro di eminenti personalità politiche, che sarebbero state proferite da soggetti coinvolti nell'attività di indagine da parte della magistratura requirente''.
Secondo Romani l'Agcom potrà evincere che ''in definitiva, le modalità di rappresentazione dei richiamati fatti e delle affermazioni riportate, per le modalità concrete con cui sono state poste in essere, hanno determinato gravi violazioni dei canoni di lealtà ed imparzialità dell'informazione che devono necessariamente caratterizzare l'attività di pubblico servizio più ancora che l'attività di un qualunque altro operatore della comunicazione''. Romani invita quindi l'Autorità a ''valutare la possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori'' e ''ogni ulteriore iniziativa di rispettiva competenza'', conclude la lettera.
Sul duro scontro di ieri in tv è intervenuto anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti. ''La libertà editoriale va tutelata in ogni modo - avrebbe sottolineato - ma, ovviamente, deve essere esercitata nel pieno rispetto delle regole. Se e quando giornalisti e conduttori violano queste regole - avrebbe aggiunto il presidente di Viale Mazzini - esistono le sedi istituzionali competenti per le valutazioni del caso e tra le sedi istituzionali non rientra certamente la diretta televisiva''.
Sulla telefonata del direttore generale è intervenuta anche l'Usigrai. "Mai prima alla Rai una cosa del genere e siamo certi neanche nello Zimbabwe'', ha commentato il segretario nazionale Carlo Verna
Intanto, però, polemiche a parte, 'Annozero' macina ancora grandi ascolti e stabilisce un nuovo record stagionale. Ieri il programma ha infatti stravinto la prima serata con 7 milioni 87mila telespettatori e uno share del 25.72. La puntata ha registrato anche numerose punte superiori agli 8 milioni e picchi di share del 36 per cento. Il programma di RaiDue ha prevalso anche su Juventus-Roma, seguito in media da 6 milioni 187mila telespettatori con uno share del 21.40.
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