Archeologia: al via gli studi sulla tazza d'oro di Montecchio Emilia
ultimo aggiornamento: 29 maggio, ore 18:29
Roma, 29 mag. (Adnkronos) - "Al di la' della straordinaria preziosita' del reperto, la tazza d'oro di Montecchio Emilia e' un oggetto destinato a cambiare radicalmente alcune idee consolidate sui commerci e sugli scambi nell'Europa di quasi quattro millenni fa", cosi' Filippo Maria Gambari, Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna presenta il prezioso reperto archeologico, una tazza d'oro di 3.800 anni fa inquadrabile nell'antica eta' del Bronzo, venuto in luce durante lavori nelle cave Spalletti di Montecchio Emilia.
Il ritrovamento, pezzo unico in Italia, pesa quasi mezzo chilo, e' alta poco piu' di 12 cm ed e' in lamina spessa circa un millimetro e mezzo, con un manico a nastro fuso. La peculiarita' dell'oggetto e' data dal prezioso materiale di cui e' fatta: oro praticamente purissimo, con rare tracce di argento e stagno.
La tazza e' ancora allo studio degli esperti, ma si pensa che questo reperto leghi idealmente il territorio di Montecchio Emilia agli henges del Regno Unito e ai recinti del Nord Reno-Westfalia, le zone da cui provengono i pochi confronti esistenti. Il paragone piu' vicino con la tazza emiliana e' infatti con l'analogo reperto trovato all'interno di un vaso in ceramica a Fritzdorf, in Germania, ma anche con le tazze d'oro recuperate a Rillaton e a Ringlemere, in Gran Bretagna.
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