CINEMA: GIANNI AMELIO, A TORINO RIGORE SENZA AUTOGOL
ultimo aggiornamento: 04 novembre, ore 18:52
Roma, 4 nov. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - "C'e' sempre una prima volta". Cosi' il regista Gianni Amelio commenta il suo esordio alla direzione di un festival: il 27° Torino Film Festival, in programma dal 13 al 21 novembre. Sotto la Mole, Amelio succede a un collega, Nanni Moretti, che tiene a ringraziare "per il lavoro fatto e per la visibilita' data al festival, che io non posso ripetere perche', appunto, non sono Nanni Moretti. Il mio contributo sara' diverso: cone me,Torino sara' all'insegna del rigore nella passione. Da regista, devo portare il mio gusto e la mia esperienza, ma devo aprire ad altri spettatori diversi da me: altrimenti, se selezionassi solo quelli che mi piacciono, rischierei di fare un festival con tre film".
Sulla possibile concorrenza dei temporalmente vicini Venezia e Roma, Amelio precisa: "Nessun problema, solamente ci "costringono" a essere piu' creativi e innovativi. Come quando apre una libreria dove ce n'e' gia' un'altra, e' una cosa positiva, non mi spaventa. Serve darsi un carattere e un'identita', e quella di Torino non e' scalfibile: non assomiglia a nessun altro festival, soprattutto italiano. Qui, nessuna porta va chiusa, abbiamo un pubblico composto per meta' da persone che fanno o faranno cinema: e' un unicum".
In concorso 16 titoli -di cui due, dopo tre anni di assenza, italiani: 'La bocca del lupo' di Pietro Marcello e 'Santina' di Gioberto Pignatelli-, sono 254 quelli in cartellone, tra lungometraggi, medio e corti, selezionati tra gli oltre 3500 visionati: "Fremaux (direttore del festival di Cannes, NdR) vi direbbe: "Li ho visti tutti", ma io non ci credo, e vi dico che ne ho visti 600", prosegue Amelio, sottolineando come, con metafora calcistica, "non si debba confondere rigore con autogol, nemmeno per i festival".
articoli correlati
tutte le notizie di Spettacolo


















