Celentano torna in tv da Santoro: ''C'è un vento di cambiamento''
ultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 08:09
Roma- (Adnkronos) - Il 'Molleggiato' nell'intervista rilasciata a Ruotolo per 'Servizio Pubblico': "La gente vuole onestà, alle prossime elezioni potrebbero esserci sorprese". Sulla Rai: ''Finché i partiti continueranno a litigarsela, sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti '' /Diretta
Roma, 23 feb. (Adnkronos) - "Qualcosa mi dice che il cambiamento è nell'aria e che il vento di questo cambiamento sta diventando una tempesta. Alle prossime elezioni potrebbero esserci delle sorprese. La gente sta cominciando a capire che non si va da nessuna parte se non prendiamo con forza e determinazione la via dell'onestà". Lo ha detto Adriano Celentano nell'intervista rilasciata a Sandro Ruotolo per la puntata di questa sera del programma 'Servizio Pubblico' di Michele Santoro.
Celentano, rispondendo a una domanda di Ruotolo sulle critiche rivolte ai suoi monologhi sanremesi dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha dichiarato: "Credo che l'errore stia proprio nel meccanismo di conduzione della Rai. Finché i partiti continueranno a litigarsela, la Rai sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti a danno del Paese''.
Il 'Molleggiato' è poi tornato a commentare la definizione che per lui coniò ai tempi di 'Fantastico' Giorgio Bocca ("un cretino di talento"): ''A me piaceva essere un cretino di talento perché nella composizione di queste due parole, cretino e talento, la parola 'cretino' assumeva un significato diverso. Come dire folle di talento, pazzo di talento".
"Se col Festival ho chiuso? Penso di sì, però non è un problema perché il successo è bello, gratificante ma non ha niente a che vedere con la felicità che si prova, per esempio, in una partita a bocce con quattro amici'', ha poi aggiunto Celentano.
"Io - ha continuato - ho cercato di ricordare alla gente che noi per come siamo fatti non possiamo non essere felici, comunque sia la nostra condizione qui sulla terra". "Però - ha sottolineato - non dobbiamo perdere la memoria, altrimenti ci allontaniamo troppo dal luogo dove c'è la festa, e questo sarebbe grave perché se ci allontaniamo troppo poi non riusciamo più a percepire i festosi rumori che ci arrivano portati dal vento del creatore, hai capito? E' questo che io ho cercato di dire. Ho cercato di dire che la festa non è una favola, è vera", ha concluso.
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