Cinema: ' 1514 le nuvole non si fermano', documentario sulla Sahara Marathon
ultimo aggiornamento: 02 aprile, ore 11:25
Bologna, 2 apr. (Adnkronos) -Una grande maratona di solidarieta', un viaggio nei campi profughi Sahrawi, un muro lungo 2.500 km che divide il Sahara Occidentale .Il documentario «1514 Le nuvole non si fermano», diretto da Carlotta Piccinini e prodotto da Umberto Saraceni di Visual Lab, in anteprima il 30 aprile prossimo al Teatro Duse di Bologna, nasce dalla richiesta dell'Associazione El Ouali di documentare la Sahara Marathon, un progetto di solidarieta' internazionale che ha portato una troupe di cinque donne, nel mese di febbraio 2009, a spingersi nel sud dell'Algeria per raccontare la storia di un popolo, i Sahrawi, che da trentacinque anni sta lottando per la propria indipendenza. Il documentario e' prodotto da Visual Lab con il partenariato dell'Associazione El Ouali per la Liberta' del Sahara Occidentale, del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (Cisp), promosso dall'Associazione Visioni Trasversali di Bologna con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, del Comune di Siena, della Provincia di Ferrara e della Provincia di Pesaro e Urbino.
Il titolo del documentario si compone di due elementi strettamente interrelati tra di loro. ''1514'' fa riferimento alla Risoluzione Onu n. 1514 (XV) del 14 dicembre 1960, che riconobbe il diritto all'autodeterminazione ai popoli e ai paesi sottoposti a dominio coloniale. Risoluzione tuttora attuale, se si pensa a quanti conflitti nel mondo sono generati dalla negazione di questo diritto. ''Le nuvole non si fermano'' allude simbolicamente all'identita' dei Sahrawi, una popolazione storicamente nomade e per tradizione residente nelle zone del Sahara Occidentale, chiamati ''Figli delle nuvole'' perche' sempre alla ricerca dell'acqua in mezzo al deserto.
Infine, ''Le nuvole non si fermano'' e' anche una metafora di quell'irresistibile e inarrestabile moto che spinge chi lotta per la propria liberta'. Testimone del viaggio nella realta' dei Sahrawi e' lo sguardo di Cristiana, una giovane donna italiana che vediamo partecipare alla Sahara Marathon. La corsa diventa emblema del graduale percorso interiore di chi osserva e prende consapevolezza di alcune grandi questioni riguardanti la natura umana: la sopravvivenza, l'integrita' della propria identita', la lotta per la liberta'. Questa riflessione offre uno spaccato di vita attraverso gli occhi di una maratoneta fra tanti. Uno sguardo che rispecchia quello di chiunque e si propone di raccontare il popolo Sahrawi oggi, piuttosto che affrontare le cause storiche legate al conflitto con il Marocco.
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