Cinema: Pesaro 48, focus su doc italiano e cinema tedesco
ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 16:11
Roma, 15 giu. (Adnkronos/Cinematografo.it) - ''Siamo alla 48° edizione e nel frattempo sono cambiate molte cose nel mondo e nel cinema, ma credo che la manifestazione sia riuscita a conservare la sua identita' e a seguire i mutamenti'' dice Bruno Torri, presidente del comitato scientifico della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, presentando la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro che si svolgera' dal 25 giugno al 2 luglio. Quest'anno il festival sceglie di ritrarre lo stivale attraverso il suo cinema, sempre all'insegna di novita' e proposte all'avanguardia. ''Al centro della Mostra - spiega il direttore artistico Giovanni Spagnoletti - ci sara' il documentario, che da 10 anni a questa parte e' una delle fonti di rinnovamento della nostra cinematografia. Ci siamo focalizzati sulle opere che analizzano problematiche sociali per riflettere sulle trasformazioni dell'Italia''. Il concorso, presieduto dalla giuria composta da Antonietta De Lillo, Boris Sollazzo e Francesca Inaudi, presentera' sette film internazionali tra cui Un consiglio a Dio di Sandro Dionisio con Vinicio Marchioni. L'appuntamento del Cinema in piazza sara' aperto da Barbara, dramma tedesco pluripremiato di Christian Petzold e proseguira' con una selezione di film dalle varie sezioni. A cinquant'anni dal manifesto di Oberhausen, Pesaro fara' un omaggio al ''nuovo cinema tedesco'' degli anni '60, e ancora un focus sullo sguardo femminile nel cinema russo contemporaneo. Per aprire il Festival anche alla formazione sono stati organizzati due workshop, uno dedicato all'animazione con Simone Massi, David di Donatello 2012, e l'altro coordinato da Gianfranco Pannone sul processo produttivo del documentario. L'evento speciale sara' la retrospettiva, completa anche dei corti, su Nanni Moretti, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, Cinecitta' Luce e lo stesso Moretti, che incontrera' il pubblico sabato 30 giugno. ''E' uno dei cineasti piu' rappresentativi dell'Italia - dice il curatore Vito Zagarrio - con il suo sguardo morale sulla realta' non solo ha fotografato i mutamenti, ma li ha anticipati''.
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