Cinema: Pupi Avati, resettare tutto, ricandido l'ingenuita' piu' disarmante
ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 16:13
Roma, 9 feb. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Dopo ''La cena per farli conoscere'' e ''Il papa' di Giovanna'', Pupi Avati conclude una "ideale trilogia sui padri" con ''Il figlio piu' piccolo'', da lui scritto e diretto e prodotto dal fratello Antonio con Medusa, che distribuisce il film da venerdi' 19 febbraio in circa 300 copie. Interpretato da Christian De Sica, nei panni del padre che molla moglie e due figli per costruire un impero economico da "furbetto del quartierino", Laura Morante, ovvero la moglie ingenua e comunque innamorata, Luca Zingaretti, il suo commercialista e "angelo custode", e l'esordiente Nicola Nocella, il figlio piu' piccolo e ugualmente ingenuo, il film, dice Avati, "presenta il padre piu' infame, piu' indecente della trilogia. Non ho mai fatto cinema di denuncia, ma il nostro presente e' cosi' indecente, e non parlo solo di politica, che anche un moderato come me insorge, con indignazione e urgenza. Ricandido l'innocenza piu' "cogliona", piu' disarmante, dobbiamo resettare tutte le gerarchie e i valori e ricominciare da capo: voglio frequentare solo persone che credono nei sogni, come questo figlio piu' piccolo".
"Mi diceva: "Parla piano, se no sei falso", Pupi e' un grande maestro di recitazione", dice Christian De Sica, che ritrova Avati 30 anni dopo Bordella: "Il suo cinema mi ricorda quello di papa', non a caso mio figlio Brando gli fa da assistente volontario. Come per mio padre Vittorio, la sua forza e' la timidezza", mentre la Morante sottolinea: "Per un personaggio drammatico e' necessaria una grande vis comica, e viceversa: da Shakespeare a Kleist, e' sempre stato cosi'. Per questo, non trovo che Pupi qui sia ingenuo, ma crudele: la spietatezza e' il punto di partenza per essere buoni, e Il figlio piu' piccolo e' crudele".
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