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La Basilica della Natività primo sito palestinese patrimonio dell'Unesco

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 29 giugno, ore 18:33
Parigi - (Addnkronos/Aki/Ign) - L'ingresso nella prestigiosa lista votato a maggioranza: 13 a favore, sei contrari e due astensioni. Puglisi (Unesco): ''Usata intelligente prudenza''. Anp esulta: ''Ora protetti da mire israeliane''


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Parigi, 29 giu. (Addnkronos/Aki/Ign) - I palestinesi hanno il loro primo sito nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. Il comitato Unesco per il Patrimonio mondiale ha votato oggi a favore dell'inclusione della Chiesa della Natività e della via dei pellegrini, nella città di Betlemme, nella lista. La votazione si è svolta a San Pietroburgo, con 13 voti a favore, sei contrari e due astensioni.

La richiesta di inserire il luogo di nascita di Gesù nella lista Unesco è stata presentata dalle autorità palestinesi, dopo che l'organizzazione con sede a Parigi ha riconosciuto la Palestina come suo membro a tutti gli effetti a ottobre 2011. Con 1,5 milioni di visitatori all'anno, il sito è il più visitato da turisti e pellegrini tra quelli nei Territori palestinesi.

La sua inclusione nella lista Unesco potrebbe scatenare una nuova ondata di polemiche, dopo quella seguita al provvedimento di ottobre scorso. Si è infatti trattato del primo riconoscimento formale della Palestina da parte di un organismo Onu e questo ha suscitato l'indignazione degli Stati Uniti e soprattutto di Israele, secondo i quali il riconoscimento da parte di un'organizzazione internazionale deve essere successivo a un accordo di pace. In quell'occasione, i due stati hanno anche sospeso i loro finanziamenti all'Unesco, privandola del 22% delle sue entrate.

"Ritengo che l'inserimento della Basilica della Natività di Betlemme nel patrimonio mondiale dell'Unesco sia un gesto di intelligente prudenza in una fase così delicata della vita di quell'area. Dispiace registrare forme di delusione, ma credo sarebbe il caso che si ampliasse la zona di tolleranza nel mondo e non si restringesse" ha affermato Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco.

"L'Unesco - prosegue Puglisi - ha una grande attenzione verso i patrimoni, ma soprattutto verso le diversità culturali. La Basilica della Natività è prima l'espressione di una grande identità culturale, che oggi è fra le espressioni culturali più estese del mondo: la natività cristiana. Ed è nel cuore di un'area dove sono nate le grandi religioni monoteiste che oggi si espandono sulla maggior parte della Terra. Considerata così, credo che sia una prudente iniziativa".

"Mi auguro che gli Stati Uniti possano riconsiderare la loro delusione, se per un attimo prescindono dal soggetto promotore perché credo di capire che la delusione degli Usa è una conseguenza della decisione di qualche tempo fa dell'inserimento dell'Anp come membro dell'Unesco. Se si prescinde da chi l'ha promossa, credo che l'iniziativa sia assolutamente degna di rispetto. Quindi il mio è un appello al buonsenso da parte di tutti. Il mondo in questo momento ha bisogno di buonsenso, non di radicalizzazione ideologiche", conclude Puglisi.

"Sono entusiasta" ha commentato il ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Malki. Affidando il suo commento all'agenzia Maan, Malki ha affermato che il nuovo status del sito gli garantisce "protezione" dalle mire israeliane ed "è una grande conquista palestinese". "Porgo i più sentiti ringraziamenti all'Unesco - ha proseguito - Presenteremo la candidatura di altri siti, tra cui i villaggi a sud di Gerusalemme, la cui identità è minacciata dal muro israeliano". Soddisfazione anche tra le autorità locali di Betlemme.

"E' stata fatta giustizia e ne siamo molto contenti - ha detto il vice sindaco George Saade - Siamo tutti contenti a Betlemme e in tutta la Palestina". Per Hanan Ashrawi, cristiana e dirigente dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), è una questione di "orgoglio nazionale". "Il popolo palestinese celebra questa decisione come un momento di orgoglio nazionale e di affermazione della sua identità e del suo patrimonio ricco e unico", ha scritto in una nota, in cui afferma l'impegno dei palestinesi per la preservazione del suo patrimonio, "nonostante l'occupazione israeliana e tutti gli ostacoli che pone".


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