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Luttazzi, da Arisa a Fiorello il cordoglio del mondo dello spettacolo

ultimo aggiornamento: 08 luglio, ore 14:08
Roma - (Adnkronos) - Arisa: "E' stato un vero colpo. lo amavo come fosse mio nonno". Teddy Reno: "Un fratello, gli stavo preparando una serenata"
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Roma, 8 lug. - (Adnkronos) -

ARISA: "HO AVUTO LA NOTIZIA QUESTA MATTINA. È STATO UN VERO COLPO. LO AMAVO COME FOSSE MIO NONNO" - "Era un po' di tempo che parlavo solo con sua moglie Rossana perchè lui non stava bene. Speravo, comunque, ogni volta di potergli parlare. Da tempo, però, era molto affaticato e voleva ormai solo calma e tranqullità. Non voleva più andare in televisione. Una persona adorabile. Sono onorata di aver conosciuto e aver condiviso qualcosa con uno degli ultimi uomini che rappresentano con onore la cultura italiana", racconta Arisa che nel 2009 ha duettato con Lelio Luttazzi sul palco del Festival di Sanremo in 'Sincerita', la canzone della vittoria di Arisa nella sezione 'nuove proposte'. "Gli ultimi due anni - dice la cantante - sono stati davvero critici per la cultura italiana. Abbiamo perso Vianello, Bongiorno, Arigliano, Giuffrè. Cosa ci resta? Un pugno di mosche. Indipendentemente da quel che è successo oggi, amo questa musica, questa cultura, questa educazione, questa sottile ironia - dice con tristezza Arisa pensando a Luttazzi e a grandi come lui - e spero che non vada perso niente di tutto questo patrimonio. Io - aassicura - darò il mio contributo affinchè non vada perduto nulla di questa bella faccia dell'Italia che ha espresso tanta pulizia". Stiamo parlando, conclude, di "veri gentelmen".

FIORELLO: "CONOSCERE LUTTAZZI E POTER CANTARE CON LUI È STATO ONORE" - "Mi chiamava 'giovanotto matto', e ironizzavamo assieme sul suo considerarmi sempre un giovane. Per me è stato un grande onore interpretare proprio questa canzone nel suo cd''. Rosario Fiorello ricorda con grande affetto Lelio Luttazzi, la sua ironia e il suo essere artista completo, "come forse non ce ne sono più". "Lelio era un presentatore brillante -sottolinea Fiorello- un raffinato musicista ed un comico come pochi, un protagonista indiscusso della radio e della Tv. Il suo grido da 'hit parade' resterà nella storia, così come il suo grande stile. Domani gli dedicherò lo spettacolo dal palco di Cagliari".

TEDDY RENO: "UN FRATELLO, GLI STAVO PREPARANDO UNA SERENATA" - "Sono completamente inebetito", dice dalla Spagna (dove si trova per festeggiare il suo 84esimo compleanno insieme a Rita Pavone) con una voce ancora scossa e il bisogno di ripercorrere gli incredibili momenti trascorsi insieme al suo amico sin dal primo dopoguerra. Dallo scorso anno, quando aveva saputo che Luttazzi non usciva più di casa e stava male, aveva chiesto al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, di dargli l'occasione di "fare una sorpresa a Lelio" dandogli una grande orchestra per accompagnarlo" nei brani scritti da Luttazzi per lui come 'Muleta mià, 'Vecchia Americà e altri ancora.Per motivi di risorse, pero', Teddy Reno era ancora in attesa di una risposta positiva dal primo cittadino di Trieste che aveva comunque mostrato entusiasmo per la sua idea. "Volevo la grande orchestra -spiega Teddy Reno - perchè desideravo fare una cosa spettacolare, grandiosa per il mio amico. Cantare per lui sotto le finestre della sua casa, in piazza dell'Unità d'Italia, dove ci siamo conosciuti. Non ho fatto in tempo - dice con rammarico - e ora, se Dio ascolta la mia preghiera, il sindaco Dipiazza mi chiamerà per farmi fare la serenata a Lelio nel posto in cui abbiamo cominciato insieme le nostre carriere. Vorrei, pur se in modo diverso, cantare ancora con lui".

"Io e Lelio ci siamo conosciuti nel primissimo dopoguerra a Trieste. Io cantavo con l'orchestra inglese di Teddy Foster e lui faceva piano bar per gli americani in un hotel in piazza dell'Unità d'Italia che ora è diventato una banca. Era il '46, avevo 21 anni, l'entusiasmo testardo e irrazionale della gioventù, ed ebbi l'idea di fare una casa discografica per conto mio. Allora era una pura follia, bisognava intraprendere una dura lotta con le grandi case americane, ma io decisi che ce la dovevo fare e nel '48 fondai la Cgd di Milano, compagnia generale del disco. A quel punto andai da Lelio e in triestino gli dissi: 'te vol venir con mi a Milan in zerca de fortuna?'. Lui mi disse che stava per sposarsi, ma dopo poche settimane, era esattamente il 1° gennaio del 48, eravamo insieme alla stazione centrale di Triste per prendere il treno per Milano, io, mia madre, Lelio e la sua neosposa". "Cominciammo subito a lavorare come pazzi. Lo avevo scritturato come direttore artistico - spiega Teddy reno - perchè io canto, ma non conosco la musica. Nell'ambiente ci prendevano tutti in giro, perchè osavamo tentare di sfidare i potenti. E, invece, grazie all'abilità di tutti e due, in pochi mesi la Cgd faveca concorrenza ai grandi e alcune volte la vinceva anche. Prese un colpo alla gente del mestiere: in 9 mesi un successo strepitoso". "La prima canzone che scrisse per me - prosegue - furono 'Muleta mia' e 'Vecchia Americà, quest'ultima la lanciai nella trasmissione radiofonica 'l'Ora Arrigonì. La Arrigoni, azienda di prodotti alimentari, era di proprietà di mio zio e mio padre ne era direttore generale. Così ottenni da loro che comprassero dalla Sipra, che tutt'ora fa la pubblicità della Rai, 'Ora Arrigonì,. Una trasmissione ascoltatissima in tutta Italia che Lelio, a soli 25 anni, dirigeva e nella quale io cantavo. Diventammo famosi da un giorno all'altro sia io come cantante che Lelio come direttore . Rimanemmo "insieme per 6 anni alla Cgd, eravamo due fratelli".

BONOLIS: "CREDO CHE LA VITA DI LUTTAZZI SIA STATA BELLA" - "Lelio Luttazzi, come Raimondo Vianello e Mike Bongiorno, sono tutte persone che hanno disegnato profondamente la nostra storia e la loro storia - dice il conduttore - Lelio e' andato via comunque in un'eta' ragionevolmente avanzata, dopo una vita dedicata alla musica. Ha avuto certamente qualche rimpianto per essere stato, forse, parzialmente dimenticato per qualche tempo, ma - osserva con serenita' Bonolis - qualche rimpianto ce lo abbiamo tutti".

GIRONE: "HA SEGNATO UN PARTE DEL NOSTRO COSTUME" - "Lelio Luttazzi era un uomo molto stimato che ha segnato una parte fondamentale del nostro costume. E' stata una figura familiare che si è fatta apprezzare grazie al suo lavoro sia in televisione che alla radio", commenta all'Adnkronos l'attore Remo Girone. "Luttazzi -continua - era un uomo simpatico e discreto, un esempio per tutti di delicatezza e grazia in un periodo troppo urlato. Era, infatti, un artista lontano dagli strepiti. Ci mancherà soprattutto perché rappresentava un'epoca più piacevole ed educata di quella che stiamo vivendo in questi tempi"

COSTANZO: "LO AIUTAI A RECUPERARE QUALCHE ANNO DI VITA" - ''Luttazzi fu accusato ingiustamente di una cosa in cui non c'entrava nulla. Ci rimase malissimo e per vent'anni sparì dalla circolazione'', afferma Maurizio Costanzo all'Adnkronos. ''Riuscii a farlo venire al 'Costanzo show' con molta fatica -racconta - Ci misi molto a convincerlo perché si vergognava, ma alla fine accettò. Poi lo portai al premio Saint Vincent per la radio e da allora ricominciò a suonare. Sono lieto di averlo aiutato a recuperare qualche anno di vita''.

MAZZI: "UNA PERSONA STUPENDA, HO UN BELLISSIMO RICORDO". "E' una notiziache mi dà molto molto dolore unito a grande affetto e tenerezza. Ho di lui un bellissimo ricordo", dice Gianmarco Mazzi, direttore artistico musicale delle ultime edizioni di Sanremo. "Nel 2009, in occasione di Saremo - racconta all'Adnkronos - lo cercai per proporgli di accompagnare Arisa nel suo brano 'Sincerita''. Quando lo chiamai al telefono e gli spiegai la cosa, lui ebbe una reazione dolcissima. Mi disse 'Lei è convinto di quello che mi sta chiedendo...sa io ho la mia età..e potrei rischiare di danneggiare Arisa...da tanti anni sono fuori...sono anziano ormai'. Io gli risposi che la sua presenza sarebbe stata, al contrario, un aiuto. So che poi, quando Arisa e il suo produttore andarono a Trieste da lui, nacque una forte simpatia. E oggi provo felicità nell'aver insitito, perché quando Arisa vinse, Lelio fu contentissimo. Quella sera lo vidi davvero pieno di gioia". "Ho memoria - dice Mazzi - di una persona competente (quando ascolto' il brano diede anche un suo contributo specifico), simpatica, gentile, di grande prontezza, una persona sensibile e profonda. Ha avuto una lunga vita e anche bella, ma mi spiace che abbia anche avuto dolori che, probabilmente, lo hanno segnato".

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ugc
onlymusic ha scritto (08/07/2010 - ore 15:32) segnala un abuso
ugc
Ciao, caro Lelio ! Mi hai insegnato tanto nel campo della musica swing : noi giovani musicisti di allora avevamo come punto di riferimento TE. Ci mancherai !!!
ugc
ugc
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