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Samantha Geiger: "Ho una vita felice e altrettanto auguro a Polanski"
Polanski, dal tragico omicidio della moglie a quel rapporto sessuale con una 13enne
ultimo aggiornamento: 27 settembre, ore 16:44
Zurigo (Adnkronos) - Nel 1969 Sharon Tate, incinta di otto mesi, fu uccisa brutalmente nel quartiere dei vip di Bel Air, a Los Angeles (VIDEO) da una seguace della setta di Charles Manson, Susan Atkins, morta venerdì scorso. Nel 1977 l'accusa di stupro per la quale decise di lasciare gli Stati Uniti
Zurigo, 27 set. - (Adnkronos) - Avrebbe dovuto ricevere stasera un premio dal Festival del cinema di Zurigo. Ma su Roman Polanski, arrestato sabato dalla polizia elvetica, pendeva un mandato di cattura internazionale. E oggi non è sfuggito alla vicenda giudiziaria che lo ha inseguito fin dal 1978, quando abbandonò gli Stati Uniti proprio per evitare il processo e si trasferì a Parigi. L'accusa era appunto quella di aver avuto rapporti sessuali nel 1977, nella casa di Jack Nicholson, con una 13enne.
Negli ultimi anni della vicenda è tornata a parlare Samantha Geiger, la giovane stuprata da Polanski, che oggi è una donna sposata e vive nelle Isole Hawaii. In un'intervista alla rivista americana Vanity Fair, ha dichiarato di non serbare più rancore al regista. "Ho una vita felice e altrettanto auguro a Polanski", ha detto. Il regista invitò la giovane per un servizio fotografico nella villa californiana di Nicholson, promettendole una carriera da modella. Condotto l'8 agosto 1977 davanti al giudice di Santa Monica, Lawrence Rittenband, deceduto nel 1993, Polanski ammise le sue responsabilità, ma il giorno prima che venisse emessa la sentenza scappò precipitosamente in Europa. Adesso Samantha Geimer spiega di aver compreso già allora le ragioni di quel gesto, poiché "anche se ero giovanissima, mi resi conto che Polanski non avrebbe avuto un processo equo. Fin dall'inizio il giudice aveva affermato di volerlo sbattere in galera per 100 anni". A dar fastidio a Samantha fu soprattutto la
Il cineasta, che ha oggi la nazionalità francese e dal 1989 è sposato con l'attrice Emmanuelle Seigner con la quale ha due figli, è uno dei più originali della sua epoca. I suoi film sono in parte opere surrealiste, a metà strada tra la follia e la realtà. I sui film sono tanto drammatici e poco convenzionali, come la sua biografia. Satanismo, violenza e fuga: a Roman Polanski non piace parlare della sua vita. Ma le sue opere lo fanno per lui. Compreso il classico di Charles Dickens, 'Oliver Twist', uno dei suoi ultimi lavori, in cui ci sono indubbi elementi autobiografici. Perché l'infanzia di questo cineastafranco-polacco non è stata meno drammatica di quella dell'orfano protagonista del film. Sua madre è morta nel campo di concentramento di Auschwitz e lui è sopravvissuto dopo la fuga dal ghetto di Cracovia, vivendo con dei contadini. Nel 1969 ha perso sua moglie, Sharon Tate, incinta di otto mesi, uccisa brutalmente dai seguaci della setta di Charles Manson nel quartiere dei vip di Bel Air, a Los Angeles (VIDEO). Proprio nei giorni scorsi è morta nella casa di reclusione di Chowchilla dove era stata trasferita l'anno scorso Susan Atkins, la seguace della setta di Charles Manson che 40 anni fa accoltellò a morte Sharon Tate. Alla donna, 61 anni e in stadio terminale per un cancro al cervello diagnosticato nel 2008, era stata negata lo scorso 2 settembre la scarcerazione per motivi umanitari.
All'ultima udienza la detenuta era in barella, paralizzata e con difficoltà della parola, accompagnata da James Whitehouse, il marito-avvocato. Ad opporsi alla sua scarcerazione erano stati i parenti della Tate. Motivando la loro decisione di non scarcerarla i due giudici avevano ricordato la natura "atroce" del massacro di Bel Air, rilevando che la Atkins non aveva mai compreso pienamente l'atrocità del suo gesto.
Nella strage scoperta il 9 agosto del 1969, oltre alla Tate vennero uccise altre quattro persone: l'ereditiera Abigal Folger, figlia dell'imprenditore del caffè ''Folger'', il suo fidanzato e scrittore Wojciech Frykowsky, il parrucchiere delle star Jay Sebring e il custode della villa, Steven Parent. Dopo questo tragico evento, i film di Polanski sono diventati sempre più crudeli e sanguinosi. ''Era ovvio che il mio film successivo alla tragedia sarebbe stato più tetro e sanguinoso -dichiarò- Se avessi girato una commedia mi avrebbero accusato di essere un insensibile''. Così 'Macbeth', diventò, dopo la sua più famosa pellicola 'Rosemary's Baby', un'opera che finisce nel sangue e nella follia. Più tardi, nel 1974, il film 'Chinatown' gli valse la nomination a vari Oscar. Ne 'Il pianista', altra pellicola pluripremiata, si nasconde dietro la storia vera del pianista polacco Wladyslaw Szpilman, che aspetta la fine della guerra in uno stato costante di terrore e di fame. In questo film, il regista, che scrisse che molti lo vedono come 'un nano malvagio e depravato', rielabora il trauma della sua infanzia.
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