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Doping, Armstrong rinuncia alla difesa: radiato e revocati 7 titoli al Tour

Lance Armstrong (Xinhua)  Lance Armstrong (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 24 agosto, ore 19:00
Austin - (Adnkronos) - L'ex ciclista statunitense, che continua a professarsi innocente, squalificato a vita. Sul suo sito ha scritto: "E' l'ora di dire basta. Arriva sempre il momento per un corridore di dire 'Quando è troppo è troppo'''. Tour de France, albo d'oro rischia rivoluzione


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Austin, 24 ago. (Adnkronos) - L'Usada, l'agenzia statunitense antidoping, ha annunciato la squalifica a vita di Lance Armstrong. Il corridore texano si vedra' cancellati tutti i risultati ottenuti a partire dal 1° agosto 1998: il provvedimento comporta quindi la revoca dei 7 titoli al Tour de France conquistati tra il 1999 e il 2005.

Armstrong ha deciso di non contrastare le accuse di doping nel procedimento avviato a giugno dall'Usada. L'agenzia, con un lungo comunicato, ha formalizzato i provvedimenti a carico dell'ex atleta 40enne che si e' ritirato nel 2011. Armstrong e' sanzionato per le violazioni antidoping commesse ''almeno'' a partire dal 1° agosto 1998 e per il coinvolgimento in azioni che avrebbero dovuto coprire le condotte illecite. L'Usada, che fa riferimento alle norme previste anche dal Codice mondiale antidoping, procede quindi alla cancellazione dei risultati e all'esclusione da competizioni future.

L'azione dell'Usada non pone fine alla vicenda. L'Unione ciclistica internazionale (Uci), che deve ancora esprimersi sulle sanzioni e sulla cancellazione dei titoli, attende di analizzare nel dettaglio la decisione dell'agenzia statunitense. L'Uci, in particolare, fa riferimento all'articolo 8.3 del Codice antidoping: ''Nel caso in cui non si tenga un'udienza, l'organizzazione competente deve sottomettere alle parti coinvolte la propria decisione motivata, con la spiegazione delle azioni intraprese''. L'Uci attende che l'organismo statunitense ''renda nota la decisione motivata''. Fino a quel momento'' la federazione internazionale ''non fara' commenti''. Prudenza anche dalla direzione del Tour de France: ''Attendiamo le decisioni degli organi competenti''.

Nonostante la sua 'resa', il 40enne texano continua a professarsi innocente ma ha deciso di non contrastare le accuse di doping mosse nei suoi confronti. "E' l'ora di dire basta - ha scritto Armstrong sul proprio sito -. Arriva sempre il momento per un corridore di dire 'Quando è troppo è troppo'. Io ho dovuto sentirmi dire che ho barato e che ho goduto di vantaggi illeciti nelle mie 7 vittorie al Tour de France".

''E' un giorno triste per tutti noi che amiamo lo sport e gli atleti'', ha detto Travis Tygart, direttore generale dell'Usada. ''E' un drammatico esempio di una vittoria a tutti i costi, aldilà delle scelte corrette. Non c'è nessun trionfo quando si vince barando''.

Armstrong, dominatore del Tour del 1999 al 2005, ritiene che l'agenzia antidoping non abbia l'autorità per intervenire sul palmares di un atleta. ''L'Usada non può assumere il controllo di uno sport professionistico internazionale e provare a togliermi i 7 titoli del Tour de France. Io so chi ha vinto quelle corse, lo sanno i miei compagni e lo sanno anche tutti i miei avversari che ho affrontato'', aggiunge, stigmatizzando ''l'incostituzionale caccia alle streghe'' condotta nei suoi confronti.

Inutile, afferma l'ex corridore, provare a contrastare una simile macchinazione: meglio dedicarsi alla famiglia e alla fondazione creata per finanziare la lotta al cancro. ''Se pensassi, anche solo per un momento, di poter contrastare le accuse in un processo equo e di poter chiudere la questione una volta per tutte, non esiterei a farlo. Ma rifiuto di prendere parte ad un processo a senso unico'', dice Armstrong.

Nel procedimento avviato a giugno, l'Usada accusa Armstrong di aver assunto sostanze dopanti e in particolare Epo, steroidi e testosterone. Il texano, mai risultato positivo in un controllo, si sarebbe sottoposto a trasfusioni a partire già dal 1996. La documentazione a disposizione dell'accusa comprenderebbe anche campioni ematici relativi alle stagioni 2009 e 2010. A completare il quadro, anche le testimonianze di altri corridori.

Nel mirino dell'inchiesta, è finito in particolare il periodo 1998-2005: Armstrong non solo si sarebbe dopato, ma durante la militanza nell'US Postal e nella Discovery Channel avrebbe spinto alcuni compagni ad assumere sostanze illecite assortite.

Il fascicolo, che per i media americani comprende dati relativi a 38 campioni ematici, secondo i legali dell'atleta non potrebbe portare a nessuna sanzione. ''Armstrong rispetta le regole e, in base alle norme attuali, l'Usada non può procedere se non sottopone le prove ad un panel indipendente dell'Unione ciclistica internazionale'', dicono gli avvocati Tim Herman e Robert Luskin sollevando la questione relativa alla giurisdizione.

''L'Uci e l'Usada dovrebbero andare al Tas per risolvere la questione prima di qualsiasi procedimento'', dicono facendo riferimento ad una ''soluzione prospettata dall'Uci ma respinta dall'Usada''.


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