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Svezia 1958, la prima coppa del Brasile e il mondo scopre Pelè

ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 18:43
Le sedici partecipanti danno il massimo sin dall’inizio della prima fase, composta da quattro gironi, il più equilibrato dei quali appare quello composto da Argentina, Cecoslovacchia, Irlanda del Nord (che aveva eliminato l’Italia nelle qualificazioni) e i campioni in carica della Germania Ovest. Le squadre qualificate sono quella tedesca e, a sorpresa dopo lo spareggio contro i cecoslovacchi, i nordirlandesi. Nel secondo gruppo si impone a sorpresa la Francia di Just Fontaine, capocannoniere del torneo con tredici gol in sei partite, davanti alla Jugoslavia, che vedeva tra le sue fila anche il buon centrocampista Vujadin Boskov. Lo spareggio è fatale anche a un’altra nobile decaduta del calcio internazionale, quell’Ungheria che aveva saputo raggiungere la finale nel Mondiale precedente, ma che nell’edizione del 1958 si fa eliminare addirittura dal Galles, che raggiunge i quarti di finale insieme ai forti padroni di casa della Svezia.
L’Inghilterra si fa eliminare nella gara secca di accesso dall’Unione Sovietica, mentre passa il turno senza problemi il Brasile. I verdeoro schierano una formazione completa in tutti i reparti, dal portiere Gilmar al difensore Nilton Santos, passando per campioni memorabili come Garrincha, Zagalo e il trio fenomenale Didì, Vavà e Pelè. Vicente Feola, commissario tecnico dei sudamericani non può fallire l’obiettivo che un paese intero gli ha assegnato: conquistare la coppa del Mondo. Ai quarti di finale i valori espressi nelle prime partite del Mondiale si confermano: la Germania Ovest supera di misura la Jugoslavia, sempre colpevole di un’eccessiva incostanza, la Svezia fa fuori senza problemi l’URSS, così come la Francia sull’Irlanda del Nord (4-0). Il Brasile soffre un po’ di più, ma anche i verdeoro hanno la meglio sul Galles, privo dello juventino John Charles per infortunio, la rete decisiva viene realizzata da un ragazzino di diciassette anni, Pelè. Proprio il giovane attaccante del Santos è il grande trascinatore del Brasile in finale contro la rivelazione del torneo, la Francia, che chiuderà al terzo posto. Per superare i “galletti” francesi è necessaria una tripletta dell’astro nascente del calcio planetario, che fissa il risultato sul 5-2. Nell’altra semifinale la Svezia, condotta per mano dall’”italiano” Nils Liedholm recupera l’iniziale gol di svantaggio e supera la Germania Ovest per 3-1. Gli svedesi sono l’ultimo ostacolo tra il Brasile e il primo titolo mondiale della sua storia.


LA FINALE


Nello stadio della capitale gli orgogliosi svedesi si oppongono ai brasiliani, consapevoli di poter riuscire nell’impresa di far slittare di altri quattro anni la conquista del titolo da parte dei verdeoro, mentre il Brasile scende in campo con la determinazione di chi vede il traguardo a pochi passi e deve fare solo l’ultimo, decisivo, sforzo per raggiungerlo. A inizio gara le convinzioni brasiliane vengono però minate dal 36enne Liedholm, che porta in vantaggio i suoi già al 3’ dopo un doppio dribbling ai danni di difensori brasiliani. Gli uomini di Feola reagiscono con aggressività gettandosi immediatamente all’attacco e dopo soli sei minuti è Vavà a riequilibrare le sorti dell’incontro con un tocco di precisione. Il gol del centravanti galvanizza i suoi compagni che continuano a giocare in attacco con combinazioni sopraffine, giocate al volo e tentativi da ogni posizione dell’area di rigore. Gli scandinavi si oppongono strenuamente, tentando qualche contrattacco e riuscendo a mantenere il risultato in parità sino al 32’, quando è ancora Vavà a battere il portiere Svensson in un’azione-fotocopia della prima rete. I brasiliani giocano in scioltezza e lo stesso pubblico di casa intuisce che la coppa è ormai assegnata. Al 55’ Pelè mette il suo primo sigillo della finale: dopo un beffardo pallonetto sul suo diretto marcatore, si libera e conclude alle spalle dell’estremo difensore. Il 4-1 è siglato, invece, da Zagalo con una potente conclusione. All’80’ gli svedesi si consolano con il gol di Simonsson, ma in prossimità del fischio finale è ancora il fenomenale Pelè a ristabilire il distacco di tre gol pochi secondi prima della conclusione della gara. Il Brasile conquista per la prima volta nella sua storia la Coppa del Mondo, scrivendo il proprio nome nell’albo d’oro del torneo grazie anche a un giocatore dalle qualità straordinarie, il futuro “O Rey”, Edson Arantes do Nascimento, detto Pelè.


CANNONIERE


Con 13 reti in 6 partite il centravanti francese Just Fontaine firmò il record di reti siglate in una singola edizione dei mondiali, primato che resiste tuttora. Attaccante classe 1933 dello Stade de Reims, con cui vinse tre campionati francesi e raggiunse una finale di Coppa dei Campioni, fu autore di più di 160 reti in Ligue 1, e mise a segno 30 reti con la maglia della sua nazionale in sole 21 gare disputate. Agile e potente, con un fiuto del gol straordinario che fece di lui un vero e proprio bomber.


CURIOSITA'


All’edizione scandinava mancano, in quanto eliminate clamorosamente nelle qualificazioni, le selezioni di Italia e Uruguay, detentrici di quattro dei cinque titoli mondiali assegnati sino a quel momento.
La nazionale argentina decise di prendere parte alla competizione senza convocare i calciatori che militavano all’estero, lasciando quindi a casa anche gli “Angeli dalla faccia sporca”: Sivori, Maschio e Angelillo, che avevano contribuito al trionfo della Selecciòn nel “Sudamericano” del 1957.
Juan Alberto Schiaffino, dopo aver giocato e vinto un titolo mondiale nel 1954 con la nazionale dell’Uruguay, gioca il Mondiale del ’58 con la maglia azzurra da oriundo. La sua presenza non basta però a partire per la Svezia: contro l’Irlanda gioca la sua ultima partita da azzurro con sole 4 presenze nell’Italia di Foni.
Con la vittoria in Svezia nel 1958, il Brasile è stata l’unica nazionale non europea a trionfare in un mondiale disputatosi nel Vecchio Continente.
Quando ancora la finale di Stoccolma non si era conclusa, in tutto il Brasile, dalle grandi metropoli ai villaggi della foresta amazzonica, si scatenò un’incredibile festa: un intero popolo andò in delirio riversandosi nelle strade a festeggiare il primo titolo mondiale ottenuto dopo le molte delusioni patite.


IL TABELLINO DELLA FINALE


Brasile-Svezia 5-2 (Stoccolma, 29 giugno 1958)
Brasile: Gilmar, D.Santos, N.Santos, Zito, Bellini, Orlando, Garrincha, Didì, Vavà, Pelé, Zagalo. C.T.: Vicente Feola.
Svezia: Svensson, Bergmark, Axbom, Borjesson, Gustavsson, Parlino, Hamrin, Gren, Simonsson, Liedholm, Skoglund. C.T.: George Raynor.
Arbitro: Guigue (Francia)
Marcatori: Liedholm 3’ (SVE), Vavà 9’ (BRA), Vavà 32’ (BRA), Pelé 55’ (BRA), Zagalo 68’ (BRA), Simonsson 80’ (SVE), Pelé 90’ (BRA)
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