Chiese d'Abruzzo, per Natale non tutte saranno messe in sicurezza
ultimo aggiornamento: 19 novembre, ore 20:31
L'Aquila, 19 nov. - (Adnkronos) - ''Per ora solo 29 chiese nella nostra diocesi sono state appaltate e in più arriveranno presto 7 prefabbricati in legno - spiega all'ADNKRONOS don Claudio Tracanna portavoce della Curia - speriamo che le promesse siano mantenute e che ogni comunità possa avere una chiesa dove celebrare il Santo Natale''
L'Aquila, 19 nov. - (Adnkronos) - 'Una chiesa per Natale': il progetto di restituire, ad ogni comunita' abruzzese colpita dal terremoto un luogo di culto per le festivita', potrebbe subire un rallentamento. Le parrocchie coinvolte nell'area del sisma, sono, in tutto, circa 148 ma nel progetto di 'messa in sicurezza' se ne prevedono solo 71. Anche queste pero' queste sono 'in forse'. Ad oggi, infatti, risultano affidate solo circa 43 gare d'appalto per l'espletamento della messa in sicurezza di altrettante chiese. I lavori non riguardano il restauro degli edifici ma solo di interventi primari che garantiranno ai fedeli di accedere per l'ascolto delle sante messe.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaLe altre gare di appalto non sono partite, se ne parlera' probabilmente dopo le festivita' natalizie. Le parrocchie coinvolte dal terremoto sono in totale circa 148. ''Per ora solo 29 chiese nella nostra diocesi sono state appaltate e in piu' arriveranno presto 7 prefabbricati in legno - spiega all'ADNKRONOS don Claudio Tracanna portavoce della Curia - speriamo che le promesse siano mantenute e che ogni comunita' possa avere una chiesa dove celebrare il Santo Natale''.
I restauri avviati riguardano lavori per una spesa che si aggira intorno ai 100.000 euro. Una cifra - affermano in curia -che consente il restauro solo di qualche 'cappellina' e non delle chiese piu' grandi che con una spesa di questo genere non potrebbe provvedere nemmeno alle tamponature esterne. Questo determina che le comunita' piu' numerose, con chiese piu' grandi, rimarranno probabilmente senza luoghi per la preghiera. ''Si tratta dell'ennesima presa in giro per i parroci abruzzesi - afferma Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil Beni culturali - e un'ulteriore dimostrazione che non funziona il raccordo tra gli uffici che dovrebbero occuparsi del recupero del patrimonio culturale''.
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