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Marchetti: "90% degli edifici de L'Aquila in sicurezza ma ora confronto su futuro"
ultimo aggiornamento: 11 maggio, ore 14:34
Roma, - (Adnkronos)- Vice commissario ricostruzione, dialogo con popolazione su come fare interventi
Roma, 11 mag. (Adnkronos)- Il "90% degli edifici de L'Aquila sono ormai messi in sicurezza" e "siamo in dirittura d'arrivo" su cio' che rimane. A tirare il bilancio sul post terremoto de l'Aquila e' il Vice Commissario alla Ricostruzione in Abruzzo, Luciano Marchetti, che, parlando con l'ADNKRONOS a margine del convegno promosso a Roma dall'Enea sulle "Nuove idee per l'adeguamento sismico degli edifici storici", solleva il delicato problema del futuro della ricostruzione.
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"Ora -afferma Marchetti- comincia la fase piu' delicata per l'Aquila, bisogna stabilire come si fa la ricostruzione". "Adesso si tratta di capire -spiega- cosa si fa ed e' un problema culturale, non un problema tecnico. Bisogna capire cosa si ricostruisce, cosa si imita, cosa si innova. Quindi, bisogna capire come sara' L'Aquila tra molti anni".
"Io non credo sia -prosegue- una cosa che non si possa risolvere con una bacchetta magica. Credo che questo delicato tema debba essere discusso da tutti, compresa ovviamente la popolazione che deve capire che cosa vuol fare della sua citta'". "Si tratta -sottolinea ancora Marchetti- di scelte culturali che vanno discusse ora e con tutti".
"Prendiamo -spiega ancora Marchetti- un esempio per tutti. Santa Maria Paganica che e' una chiesa di cui rimane in piedi un terzo. Quello che si rifara' cosa e'? L'imitazione di quello che c'era prima, un'integrazione in forme neutre, come vorrebbe la buona vecchia tecnica del restauro, o un discorso che miri al futuro, che utilizzi cioe' il veccchio per fare del nuovo? Penso, per esempio, a Berlino nel dopo guerra, i resti della cattedrale sono stati integrati in un edificio moderno".
Marchetti quindi sottolinea che a "Santa Maria Paganica probabilmente non si puo' fare la stessa cosa" ma, aggiunge, "se vogliamo fare un altro esempio, prendiamo San Gregorio di cui, della chiesa intera, e' rimasta soltanto l'abside e non c'e' piu' neanche la traccia per terra perche', subito dopo il terremoto, sono intervenuti con le ruspe". "A questo punto, di quella chiesa -si chiede ancora Marchetti- che si fa? Si ricostruisce sulla base delle fotografie?". Insomma per il Vice Commissario alla ricostruzione in Abruzzo, "questo e' il momento di capire cosa si vuole fare".
"Alcuni edifici -continua- rimasti sono degli scheletri vuoti. Si ricostruiscono le murature? Secondo me si' ma allora si ricostruiscono in maniera che siano coerenti con una struttura di garanzia per chi dovra' abitare quelle case". "E' questo il momento serio in cui ci sono i veri problemi. E piu' dei soldi serve pensarci, serve attenzione" ribadisce Marchetti che, commentando le manifestazioni dei cittadini de L'Aquila che hanno iniziato a rimuovere macerie dal centro storico della citta', invita a non sottovalutare le strumentalizzazioni del dolore e dell'angoscia dei cittadini che rivogliono la loro citta'. Piuttosto, conclude, "si apra un confronto su come ricostruire l'Aquila".
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