Riciclaggio, Gdf e Polizia sequestrano bar e ristoranti a Pescara
ultimo aggiornamento: 12 settembre, ore 16:26
Pescara - (Adnkronos) - L'attenzione degli investigatori è partita con l'espansione economica, nel territorio pescarese, di una famiglia pugliese resasi protagonista dell'acquisizione e ristrutturazione di diversi esercizi commerciali che richiedeva capacità economiche e disponibilità di denaro non giustificata dalle posizioni reddituali o dai ricavi d'impresa
Pescara, 12 set. - (Adnkronos) - La Guardia di Finanza e la Questura di Pescara hanno eseguito il sequestro di quattro societa' di capitali e relativi rami d'azienda che gestiscono alcuni dei piu' noti e frequentati bar della citta. Sotto sequestro anche i saldi di conto corrente riconducibili alle persone fisiche e giuridiche sottoposte alle indagini. Si tratta di due sedi del Caffe' Venezia, della panetteria Piglia la Puglia, del ristorante pizzeria Universita' della pizza e del pub Piano terra, tutti riconducibili ad una famiglia di origine foggiana.
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I sequestri giungono al termine di un'indagine coordinata dalla Procura pescarese che ha coinvolto la Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle e Squadra Mobile. Il reato contestato e' il riciclaggio di danaro e beni o utilita' di provenienza illecita.
L'attenzione degli investigatori e' partita con l'espansione economica (a partire dall'anno 2003) nel territorio pescarese di una famiglia pugliese resasi protagonista dell'acquisizione e ristrutturazione di diversi esercizi commerciali che richiedeva capacita' economiche e disponibilita' di denaro non giustificata dalle posizioni reddituali o dai ricavi d'impresa.
La famiglia che deteneva le attivita' commerciali aveva creato un gruppo economico sostanzialmente dal nulla, operante in un settore economico altamente concorrenziale e capace di acquisire, nel giro di pochi anni, prestigiosi punti vendita dislocati in luoghi strategici della citta' di Pescara.
I finanzieri e i poliziotti pescaresi hanno scoperto inoltre rapporti tra gli indagati e un'altra famiglia, della provincia di Foggia, i cui componenti sono stati imputati per associazione per delinquere di stampo mafioso nel processo denominato ''Iscaro-Saburo''.
Nell'operazione odierna sono stati impiegati complessivamente 36 finanzieri e 32 poliziotti che hanno eseguito il provvedimento cautelare emesso dal Gip Di Fine, su richiesta del Sostituto Procuratore, Gennaro Varone.
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