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Truffa al Servizio Sanitario Nazionale, sedici denunce dei Nas di Cosenza

ultimo aggiornamento: 01 febbraio, ore 10:42
Cosenza - (Adnkronos) - Coinvolte quattro case di cura in tre comuni della costa tirrenica. Accertati, tra l'altro, casi di irregolarità per prestazioni diagnostiche, ricoveri e terapie. Ancora da accertare il danno provocato all'erario


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Cosenza, 1 feb. - (Adnkronos) - I Carabinieri del Nas di Cosenza, nell'ambito di accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Paola (Cosenza) e coordinati dal procuratore capo Bruno Giordano, hanno svolto una serie di controlli presso strutture sanitarie private accreditate che forniscono prestazioni in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Le verifiche hanno consentito di accertare la commissione di una serie di truffe in danno dello Stato da parte di quattro case di cura ubicate in tre comuni della costa tirrenica. Sedici persone sono state denunciate.

In particolare, sono stati accertati casi di prestazioni diagnostiche rimborsate nonostante non fossero previste nella convezione stipulata tra il Ssn e la struttura, dove sono stati inoltre individuati soggetti che svolgevano attivita' medica di fisioterapia nonostante fossero privi di idoneo titolo professionale; interventi odontoiatrici eseguiti presso un centro dentistico in regime di day-hospital, registrati e rimborsati come ricoveri ordinari della durata di piu' giorni; terapie per il trattamento di patologie urinarie (litotrissia) e per la cura dell'infertilita' nella coppia, erogate sebbene la struttura non riunisse i requisiti strutturali ed organizzativi previsti dalla normativa.

E ancora e' stata accertata la registrazione, da parte di una casa di cura, di numerosi ricoveri effettuati in urgenza che, dagli accertamenti eseguiti dai Carabinieri del Nucleo cosentino, sono risultati ordinarie e programmate prestazioni ambulatoriali. L'indagine ha inoltre fatto emergere che tali ricoveri hanno spesso riguardato interi nuclei familiari di origine lucana e siciliana i cui componenti, di fronte alle domande poste dai militari operanti, hanno ammesso che le degenze, lungi dal rivestire un carattere di urgenza sanitaria, erano in realta' state pianificate solo al fine di fornire assistenza a un congiunto ricoverato.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno acquisito numerose cartelle cliniche di pazienti, verificando sia gli aspetti legati agli esami eseguiti in regime di ricovero che quelli connessi alla conformita' delle prestazioni effettuate. In totale, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Paola 16 persone: i legali rappresentanti e i direttori sanitari delle quattro case di cura e sei medici operanti presso il pronto soccorso di una delle strutture sanitarie, reputati responsabili di truffa ai danni del Ssn, nonche' altri 2 soggetti per aver esercitato abusivamente la professione sanitaria di fisioterapista. Sono in corso ulteriori accertamenti tesi a quantificare il danno provocato all'erario.


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