Intervistato dall'ADNKRONOS: ''Mi difendo da una gravissima ingiustizia nata dalle accuse di un cocainomane ricoverato per infermità mentale che mi copre di fango e di discredito''
Nicola Cosentino (Foto Adnkronos)
Cosentino: "Lascio il sottosegretariato solo per la presidenza della Campania"
Nicola Cosentino (Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 14:58
Roma, 20 nov. (Adnkronos) - Forte dell'appoggio di quasi tutti gli eletti nella regione, il sottosegretario all'Economia non fa il passo indietro che molti, anche all'interno della maggioranza, gli chiedono e ribadisce di sentirsi ''il candidato naturale'' per la Regione
Roma, 20 nov. (Adnkronos) - Nicola Cosentino tiene duro. Non si scompone di fronte alle mozioni di sfiducia, l'ultima presentata in Parlamento dall'Udc: ''Non passeranno''. Respinge le accuse basate sulle parole di un pentito ritenuto vicino al clan dei Casalesi, Gaetano Vassallo: ''Si tratta di un cocainomane ricoverato per infermita' mentale''. Ribadisce di sentirsi ''il candidato naturale'' per la regione Campania. Forte dell'appoggio di quasi tutti gli eletti nella regione, il sottosegretario all'Economia non fa il passo indietro che molti, anche all'interno della maggioranza, gli chiedono: ''Non mi tiro indietro dalla battaglia, lascerei la carica di sottosegretario solo per fare un'esperienza di cambiamento nella mia regione''. Cosentino definisce la sua vicenda un esempio di ''cattivo rapporto tra giustizia e politica'' e prevede che ''tra qualche giorno sara' archiviata''.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaIn un'intervista all'ADNKRONOS, Cosentino ripercorre le tappe di una vicenda che nasce nel lontano 1990. Da allora, mai una volta, i magistrati hanno sentito il bisogno di ascoltarlo. Solo adesso, dopo la richiesta d'arresto, ''abbiamo ricevuto l'invito a presentarci il 23. Stiamo valutando se andare, perche' al momento i miei avvocati non hanno ancora potuto prendere conoscenza di tutti gli atti''. Il coordinatore campano del Pdl rivendica il merito di aver guidato una nuova classe dirigente a 'strappare' al centrosinistra amministrazioni importanti come le province di Napoli, Salerno e Avellino. Non nasconde, pero', ''l'amarezza'' e constata che, ''nel momento in cui siamo a un passo dal mandare a casa i protagonisti dello sfascio in Campania, rischiamo di rimetterli in pista''.
''Noi -si sfoga- abbiamo tolto le risorse alla camorra, facendo lavorare il ciclo integrato le abbiamo sottratto il business dei rifiuti. E che succede? Bertolaso, il prefetto Pansa e io, che rischio l'arresto, finiamo al centro delle inchieste, mentre chi ha prodotto i guasti continua a governare''. La partita, pero', non e' ancora chiusa: ''Berlusconi -assicura- mi ha espresso la sua piu' ampia solidarieta'. E registro con soddisfazione anche la fiducia espressa da Bossi'' In ogni caso, "sono un uomo di partito e accettero' la decisione che verra' presa dal confronto tra gli eletti in Campania, il partito e il presidente Berlusconi".
''Il mio solo errore -rimarca il sottosegretario- e' stato quello di pensare che in Campania si potesse cambiare solo col consenso dei cittadini''. L'ultima mozione presentata contro di lui, in ordine di tempo, e' quella di Pier Ferdinando Casini. ''Prendo atto di come nel corso del tempo si possano cambiare opinioni sullo stesso fatto...'', dice Cosentino che assicura: le mozioni di sfiducia ''non passeranno''. ''Non credo di essere vittima di un complotto. Il presupposto da cui partire -ricorda il sottosegretario- e' che con me e' venuto un nuovo gruppo dirigente proveniente dalla societa' civile, magistrati, prefetti, e sindaci di paesi come Afragola, Casoria, Giuliano, Pozzuoli, tradizionalmente in mano al centrosinistra''.
''Con me, abbiamo posto le basi per vincere la sfida delle regionali, perche' alle provinciali abbiamo conquistato amministrazioni come Napoli, Salerno, Avellino, per la prima volta governate dal centrodestra. A quel punto, la quasi totalita' degli esponenti e degli eletti del Pdl ha chiesto la mia disponibilita', non come candidato unico, ma come candidato naturale. E' la Campania -ribadisce Cosentino- che mi considera il candidato naturale''.
''E nel momento in cui sono diventato il candidato in pectore -insiste- e' scattata la tagliola giudiziaria con accuse incredibili. Qui non c'e' la prova di voti di scambio ne' di favori richiesti, perche' sono fatti mai accaduti. E poi io dal '96 ad oggi sono sempre stato nominato con il nuovo sistema elettorale. Stiamo assistendo a un film iniziato nel 1990 e finito adesso, un film al quale io non ho potuto partecipare''.
''Ho chiesto e scritto a piu' riprese per essere sentito dai magistrati, ma non mi hanno mai chiamato. Solo adesso, dopo la richiesta d'arresto, abbiamo ricevuto l'invito ad essere ascoltati per il 23. Stiamo valutando se andare, perche' al momento -ammette- i miei avvocati non hanno ancora potuto prendere conoscenza di tutti gli atti''. ''Mi difendo da una gravissima ingiustizia nata dalle accuse di un cocainomane ricoverato per infermita' mentale che mi copre di fango e di discredito'', sottolinea ancora Cosentino. Cosentino ripete di ''comprendere'' le perplessita' di Gianfranco Fini sulla sua candidatura. ''E' giusto che le esprima, ma la mia candidatura viene dal territorio'', ricorda. Il sottosegretario si dice ''deluso'' dall'atteggiamento della procura. Sul piano politico mette in guardia: ''Nel momento in cui siamo a un passo dal mandare a casa i protagonisti dello sfascio in Campania, rischiamo di rimetterli in pista. Noi subiamo le inchieste, mentre chi ha prodotto i guasti continua a governare''.
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| taloscretese ha scritto (22/11/2009 - ore 12:38) | segnala un abuso |
| Cosentino come Mastella, Ciriaco De Mita e decine di altre espressioni della cosiddetta società civile sono in realtà ' -e tali vengono percepite-espressioni della peggio politica del territorio campano che e' sempre indietro e di molto rispetto alle altre regioni d'Italia. Spazzatura politica che con appoggi anche malavitosi e con la corruzione facile tengono in scacco intere popolazioni da decenni senza permettere ricambio generazionale ne' spinte ideologiche. | |
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