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Gdf di Trieste scopre una frode da 15 milioni di euro con prodotti hi-tech

ultimo aggiornamento: 31 ottobre, ore 17:30
Trieste, 31 ott. - (Adnkronos) - Un'organizzazione operava tramite società fittizie utilizzate come "cartiere" e prestanomi, acqustava merce senza il versamento dell'Iva, ometteva le dichiarazioni delle imposte dovute e rivendeva i beni a prezzi scontatissimi, a danno dei rivenditori onesti
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Trieste, 31 ott. - (Adnkronos) - Scoperta dalla Guardia di Finanza di Trieste una maxi frode fiscale per 15 milioni di euro nel settore del commercio elettronico. Si tratta di evasione fiscale realizzata attraverso il sistema degli omessi versamenti Iva e delle cosiddette ''frodi carosello''.


Questi sistemi di frode si sostanziano, rispettivamente, nella creazione di un insieme di societa' fittizie, rappresentate da "prestanomi" e utilizzate come "cartiere" per acquistare merce da paesi comunitari senza versamento dell'Iva e omettendo la presentazione delle dichiarazioni annuali e il pagamento delle altre imposte dovute, circostanza che permette all'organizzazione criminale la rivendita dei beni a prezzi fortemente concorrenziale, con conseguente effetto distorsivo della concorrenza a danno dei rivenditori onesti.

Nell'ambito dell'indagine, le Fiamme Gialle della prima Compagnia Trieste hanno scoperto un'organizzazione a delinquere, composta anche da cittadini triestini e operante in ambito internazionale, finalizzata alla commissione di reati di natura tributaria avvalendosi, tra l'altro, di fatture relative ad operazioni inesistenti, formalmente emesse da societa' riconducibili allo stesso sodalizio criminale.

L'organizzazione operava attraverso societa' ''cartiere'' con sede legale nel Nord Italia ma di fatto operanti nella citta' di Trieste, dedite all'acquisto per diversi milioni di prodotti di alta tecnologia (telefoni cellulari, navigatori satellitari e computer portatili, tutti di ottima fattura) forniti da operatori comunitari. Nei confronti delle societa' sono state svolte indagini di polizia tributaria, estese a livello ultranazionale attraverso l'interessamento dei competenti organismi fiscali aventi sede nei paesi dell'Unione Europea dove risultavano operare le medesime societa' fornitrici, alcune delle quali risultate a loro volta ''fittizie''.

Gli investigatori, dopo una minuziosa attivita' di indagine, sviluppata anche mediante accertamenti bancari condotti sui conti intestati alle societa' di comodo e a diverse persone fisiche a queste comunque collegate, hanno ricostruito l'insieme delle operazioni attive e passive e la movimentazione degli affari, consentendo di ricondurre a tassazione materia imponibile sottratta all'imposizione per circa 15 milioni di euro.

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