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Delitto via Poma, testimone di 20 anni fa: riaprite pista del videotel

ultimo aggiornamento: 19 febbraio, ore 15:37
Roma, 19 feb. - (Adnkronos) - A 'Mattino Cinque', l'assassino di Simonetta e' ancora libero
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Roma, 19 feb. - (Adnkronos) - Tracce dell'assassino di Simonetta Cesaroni potevano esserci in quella chat del videotel di 20 anni fa, un pista che pero' non venne seguita. E' quanto sostenuto da un testimone che oggi e' intervenuto a 'Mattino Cinque', con il direttore di Videonews Claudio Brachino, in merito al processo in corso contro Raniero Busco, l'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni.

Quando vennero aperte le indagini sull'omicidio, venne percorsa anche la pista del videotel, una chat che oggi non e' piu' in funzione. La giornalista Ilaria Cavo ha mostrato in esclusiva la testimonianza di una persona che, dopo 20 anni, ha accettato di dire quello che si ricorda a proposito della pista che era stata seguita, e poi chiusa, del videotel, cioe' del fatto che su quella chat di 20 anni fa si potesse avere traccia dell'assassino di Simonetta e di Simonetta stessa.

Questo testimone, 20 anni fa, fu molto piu' cauto nelle sue dichiarazioni, mentre oggi parla di alcuni dettagli in modo molto piu' accurato. ''In chat c'erano molti nickname tra cui una certa Veronica e suppongo si trattasse di Simonetta Cesaroni perche' lei diceva di chiamarsi Simonetta. Era molto riservata, - racconta - anzi direi delusa: lei era mortificata del fatto che il fidanzato l'avesse lasciata''.

''Lei aveva il mio numero di telefono e una volta l'ho sentita, ma non so se corrisponde alla Simonetta dell'omicidio. Ma io penso sia lei - prosegue nel racconto il testimone - perche' quando mi contatto', alle 16.30 del pomeriggio, mi chiese una password, ma io le dissi che al momento non ce l'avevo e lei chiuse la chat perche' mi disse che doveva andare perche' aveva dei clienti. Ma c'e' un'altra vicenda: c'era anche un signore che digitava con il nickname di 'Death' e Simonetta ogni tanto mi chiedeva di dire a questa persona di smettere di disturbarla perche' la opprimeva e le mandava molti messaggi. Lui la assillava e lei lo respingeva''.

"La sera dell'omicidio, Veronica-Simonetta non si collego' in chat, ma al posto di 'Death' - continua il testimone - c'era in lista un altro nome che era 'The death is here', cioe' 'la morte e' qui'. Io l'ho chiamato e gli ho detto di cambiare nick e lui mi ha risposto di essere mortificato perche' aveva ammazzato la sua ragazza con 30 coltellate e lo ha detto anche agli altri utenti, ma non sapevamo della morte di Simonetta, lo abbiamo scoperto solo alcuni giorni dopo".

"Dopo l'omicidio, si e' saputo che Simonetta non aveva il videotel, pero' aveva un computer e sappiamo bene che basta collegare il computer ad un adattatore telematico per poter usare il videotel. Adesso - conclude - sono disposto ad andare in tribunale a rilasciare questa testimonianza perche', secondo me, l'assassino di quella ragazza e' ancora libero. Continuate le indagini anche sulla pista del videotel".

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