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Scandalo Lazio, Pd: ''Via i nostri consiglieri, serve forte rottura''

ultimo aggiornamento: 22 settembre, ore 20:40
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'annuncio del capogruppo in Regione, Esterino Montino: ''Superato il limite di guardia, abbiamo avviato la raccolta di firme per le dimissioni''. Allarme della Corte dei Conti: ''Preoccupati per fatti gravissimi''. Bagnasco: ''Sprechi vergognosi''. Polverini: ''Posso andare avanti''. Fiorito: ''Pronto a restituire 400 mila euro". Pdl, lo sfogo di Crosetto: via le mele marce o me ne vado


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Roma, 22 set. (Adnkronos/Ign) - ''Le priorità oggi sono le dimissioni della Polverini e lo scioglimento del Consiglio regionale. Per farlo è necessario un atto di forte rottura: abbiamo avviato la raccolta di firme per le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd. Spero che l'iniziativa venga accolta anche da tutti i consiglieri di opposizione, da tutti coloro che non sopportano piu di assistere inermi alla deriva della Regione Lazio''. E' quanto annuncia in una nota il capogruppo del Pd in Regione Lazio, Esterino Montino.

''I consiglieri del gruppo Pd - sottolinea Montino - condividono l'analisi e l'appello del segretario regionale Enrico Gasbarra. Il centrodestra ha ridotto la Regione Lazio in uno stato comatoso non più sopportabile. Il limite di guardia è superato. Occorre uno sforzo corale per costringere questa Giunta alle dimissioni e allo scioglimento del Consiglio regionale come previsto dal documento presentato venerdì scorso insieme a tutti i gruppi d'opposizione. La parola deve tornare ai cittadini, solo così si esce dalla crisi attuale e si dà un segnale di forte rinnovamento nella politica regionale''.

Per Gasbarra, infatti, "c'è bisogno di un elettroshock. C'è bisogno di un nuovo grande progetto di ricostruzione, di rigenerare la politica e di dare al Lazio subito un nuovo governo regionale capace di risolvere i drammatici problemi dei cittadini. Il Pd metterà in campo tutte le azioni più concrete per tornare immediatamente al voto''.

Sullo scandalo dei finanziamenti della Regione Lazio è intervenuto oggi il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino. ''La Corte dei Conti è molto preoccupata e oserei dire, usando un termine che però esprime uno stato d'animo, è addolorata per tutto questo. E' molto preoccupata e sente tutto il disagio perché sono fatti gravissimi'' ha rimarcato.

A margine del convegno degli studi amministrativi a Varenna, in provincia di Como, il presidente della Corte dei Conti ha spiegato: ''Noi stessi, che pure siamo abituati a conoscere patologie, non pensavamo che, ove fossero vere, si potesse giungere a tanto''. Giampaolino ha sottolineato che ''vi è la necessità del controllo dei bilanci dei partiti e anche di altre spese, dal momento che deve essere chiaro che tutto quello che sono soldi pubblici deve essere controllato, verificato da un organo esterno, indipendente e autonomo''.

Il presidente della Corte dei Conti ha però avvertito che ''tutti gli altri rimedi o meccanismi che si vogliono individuare non rispondono a queste esigenze''. Se i fatti che coinvolgono la Regione Lazio dovessero essere confermati ''la realtà supererebbe la fantasia'', ha poi aggiunto.

Un duro richiamo è arrivato anche dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che a proposito degli scandali in politica, ultimo in ordine di tempo quello che coinvolge la Regione Lazio, ha parlato di "sprechi vergognosi".

"La malattia che fa morire la democrazia è la corruzione. Per questo condivido le parole forti spese dal cardinale Bagnasco" ha detto il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione.

Dure parole anche dal cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che in un'intervista al settimanale diocesano Roma Sette, in edicola con Avvenire, ha sottolineato che ''scandali e abusi di denaro pubblico sono intollerabili''.

A commentare all'Adnkronos le ''notizie sconfortanti'' relative ai presunti abusi di fondi pubblici dei partiti nel Lazio e in varie regioni è stato monsignor Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione Lavoro, Giustizia e Pace della Cei. ''Più ci si allontana dai problemi della gente, più la politica diventa evanescente, incapace di capire e soggetta a bramosie'' ha affermato mons. Bregantini. Il rischio, ha spiegato, ''è che a sua volta la gente si allontani progressivamente dalla politica''.

''Lo sperpero di soldi pubblici è terribile - ha dichiarato all'Adnkronos il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole - Per questi signori sarebbe utile venire nei Comuni con la gente che non ha da mangiare e nemmeno i soldi per comprare il latte ai loro figli mentre loro festeggiano con caviale e champagne. E' una situazione pericolosa perché non si sa cosa può succedere quando la gente ha fame''.

''Fatti come questi allontanano la gente dalla politica'' ha osservato Magda Culotta, sindaco di Pollina, comune in provincia di Palermo, anche se ''per fortuna esistono persone che come me'' lavorano con dedizione e ''giorno dopo giorno cercano di dimostrare che c'è una differenza: su questi esempi bisogna puntare l'attenzione''. Culotta, 27 anni, esponente del Partito democratico è stata eletta due anni fa ed è il primo cittadino donna più giovane d'Italia. ''Noi amministratori locali dei piccoli Comuni ci impegniamo ogni giorno con grandissima dedizione - ha rimarcato - Queste dinamiche sono lontane da noi anche dal punto di vista del pensiero: io non potrei neanche mai immaginare una cosa del genere''.

Per Tiziana Parenti, ex magistrato del pool di Mani Pulite, gli scandali che stanno emergendo per l'utilizzo dei fondi pubblici dei partiti nel Lazio e in altre regioni italiane ''fanno emergere un quadro che è addirittura peggiore di quello di tangentopoli''. ''La tangentopoli 'classica' - ha sottolineato all'Adnkronos - si configurava nella maggior parte dei casi come il finanziamento illecito di privati ai partiti politici per ottenere appalti e vantaggi nell'attività imprenditoriale''.

''In questo caso, invece - ha osservato Parenti - siamo di fronte ad un sistema di presunti abusi nell'utilizzo dei fondi dei partiti, una possibile frode generalizzata nei confronti di tutti i cittadini. Nel primo caso il privato pagava volontariamente per ottenere un proprio tornaconto, stavolta sembra proprio che a rimetterci siano tutti coloro che, con le tasse che sono costretti a versare, assicurano i fondi pubblici ai partiti politici. Il rapporto illecito tra un privato e i partiti è condannabile, ma qui siamo di fronte a casi di appropriazione che denotano disprezzo verso i cittadini''.


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