Ogni anno muoiono 352 persone sulle due ruote
Roma, i ciclisti in pressing: "Vogliamo andare in bici senza rischiare la vita"
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 17:32
Roma, 20 nov. - (Ign) - Dopo la morte della 28enne Eva a Roma, l'appello dell'associazione Ciclofficina Gazometro per "un radicale cambiamento d'abitudine"
Roma, 20 nov. - (Ign) - Ogni anno muoiono 352 ciclisti in Italia. L’ultima vittima è stata la giovane Eva. La ventottenne è stata travolta e uccisa a Roma nella notte tra il 29 e il 30 ottobre mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta. "Non siamo più disposti a morire per le inerzie di sistema - dice Paolo Bellino della Ciclofficina Gazometro di Roma alla versione online del quotidiano 'Terra'-. È urgente un cambiamento radicale nelle abitudini: il traffico deve rallentare, bisogna prendere coscienza che una quota della popolazione si muove in bici. Non chiediamo piste ludiche per la passeggiata domenicale, ma la possibilità di poter circolare in città senza rischiare la vita". "Ora basta - dice Bellino -. È tempo di cambiare".
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaVa in questa direzione l'apertura di uno sportello legale del ciclista e una petizione per dichiarare 'pericolosa' via dei Fori Imperiali e chiedere una pista ciclabile intorno al Palatino da intitolare alla ragazza morta. "C’è bisogno di una scelta coraggiosa - dice Angelo Bonelli, presidente dei Verdi alla versione online del quotidiano 'Terra'- che liberi il centro dalle automobili e riconosca nelle biciclette una modalità di trasporto valida e adeguata. Alle istituzioni italiane manca una cultura del mezzo, si continua a ritenere le bici un lusso, una frivolezza. I fondi per la mobilità sostenibile sono stati definanziati e il sindaco di Roma Alemanno tanto intransigente contro i lavavetri sembra invece tollerare di buon grado chi viola il codice della strada".
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