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Trasloco Ospedali Riuniti di Bergamo, da Cgil timori su sicurezza pazienti

ultimo aggiornamento: 11 dicembre, ore 14:51
Milano - (Adnkronos Salute) - Forzare i tempi aumenta i rischi dell'operazione - sottolinea il sindacato - ma se l'Asl darà l'ok la collaborazione è assicurata


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Milano, 11 dic. (Adnkronos Salute) - Conto alla rovescia per il trasloco degli ospedali Riuniti di Bergamo al nuovo ospedale 'Papa Giovanni XXIII'. Il trasferimento dovrebbe scattare a giorni, appena sbrigati gli ultimi passaggi tecnici, per concludersi nel giro di una settimana. Un 'tour de force' pianificato nei dettagli, che pure non manca di sollevare anche qualche preoccupazione. "Il problema e' ora quello di coniugare la necessita' di tempi rapidi con le prioritarie esigenze di sicurezza per i pazienti", osserva il segretario generale della Cgil di Bergamo, Luigi Bresciani.

La lista dei timori e' lunga: "La non completa esecuzione di tutti i lavori; il previsto mancato trasferimento di essenziali unita' operative (sterilizzazione, trasfusioni, ambulatori); l'insufficiente tempo per familiarizzare con le nuove strutture tecnologiche, specie con quelle di piu' alta complessita'; la collocazione nelle festivita' natalizie, con la chiusura della maggior parte delle imprese fornitrici di tecnologia e servizi; le difficolta' delle altre strutture di ricovero bergamasche ad assorbire i pazienti non accolti dagli ospedali Riuniti nella fase di passaggio", elenca Bresciani. Tutti fattori che "consigliavano di effettuare a gennaio tutta l'operazione - afferma il segretario della Cgil di Bergamo - cosi' che il trasloco potesse avvenire con gradualita' e sicurezza e secondo il crono programma da tempo definito, approvato e condiviso".

Invece, "la direzione ospedaliera e' ora determinata a forzare i tempi e a procedere comunque - continua Bresciani - nonostante le osservazioni responsabili piu' volte espresse dalle rappresentanze sindacali del personale e da numerosi e qualificati medici e specialisti. Una scelta che aumenta i rischi gia' di per se stessi elevati in un'operazione cosi' delicata e complessa".

Il segretario generale della Cgil di Bergamo ricorda tuttavia che "i lavoratori dell'ospedale, nelle loro varie professionalita' e responsabilita', da tempo sono impegnati, con notevoli sforzi personali, per favorire un rapido passaggio nella nuova struttura, anche perche' le condizioni di lavoro nella sede di largo Barozzi diventano ogni giorno piu' difficili e stressanti".

E "anche i cittadini e le forze politiche e sociali (e tra esse la Cgil), dopo anni di attese e ritardi - precisa Bresciani - chiedono con forza che il Nuovo ospedale diventi davvero operativo, dal momento che si tratta di un'opera indispensabile e per la quale la collettivita' ha sostenuto ingenti spese".

"In ogni caso - conclude il sindacalista - qualora i responsabili dell'Asl dichiarino formalmente che esistono le condizioni per l'avvio, in piena sicurezza, di una parte della nuova struttura ospedaliera, la Cgil, pur confermando le proprie osservazioni critiche, collaborera' lealmente alle operazioni di trasloco, senza creare impedimenti o ostacoli. La Cgil e' sicura che i lavoratori, come hanno sempre fatto, contribuiranno con il loro lavoro e la loro professionalita' ad assicurare nella misura del possibile e in un contesto cosi' difficile, le migliori condizioni di sicurezza per i pazienti".


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