Agricoltura, da Regione 3,7 milioni di euro per progetti di ricerca
ultimo aggiornamento: 02 novembre, ore 15:59
Ancona, 2 nov. - (Adnkronos/Labitalia) - "Per un'agricoltura che guarda al futuro e al miglioramento continuo della qualità, progetti come questi sono molto utili - dichiara Paolo Petrini, vicepresidente di Giunta e assessore - Una sperimentazione di frontiera, necessaria a indicare nuovi percorsi per lo sviluppo rurale, nel pieno rispetto dell'ambiente''
Ancona, 2 nov. - (Adnkronos/Labitalia) - "Per un'agricoltura che guarda al futuro e al miglioramento continuo della qualita', progetti come questi sono molto utili. Una sperimentazione di frontiera, necessaria a indicare nuovi percorsi per lo sviluppo rurale, nel pieno rispetto dell'ambiente. Da inizio legislatura a oggi abbiamo investito complessivamente oltre 3,7 milioni di euro, che sono andati a finanziare piu' di trenta iniziative gestite da universita' e centri di ricerca, oltre che dall'Assam". Cosi' Paolo Petrini, vicepresidente della giunta regionale delle Marche e assessore all'Agricoltura, ha commentato i dati relativi ai progetti di ricerca, realizzati o in corso di ultimazione, nel settore agricolo nel territorio regionale.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricerca"Si tratta -ha continuato Petrini- di iniziative che hanno fatto uso esclusivamente di materiali per la ricerca liberi da Ogm. Inoltre, la sperimentazione e' stata effettuata -ha aggiunto- su terreni o allevamenti ubicati nel territorio della regione Marche; ogni progetto e' stato attuato con la partecipazione, tramite cofinanziamento diretto o indiretto, di partner con la qualifica di imprenditori agricoli singoli o associati o delle loro associazioni di rappresentanza, con eccezione dei soli progetti aventi valenza prettamente ambientale". Un ulteriore impulso all'attivita' di ricerca in ambito rurale e' venuto dalla recente stipula di un protocollo tra regione, Politecnica delle Marche e Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura del ministero per le Politiche agricole.
Dei progetti realizzati o in corso di ultimazione, sette hanno riguardato i cereali, quattro il settore olivicolo, due il biologico, sette la zootecnia, tre la viticoltura, tre l'orticoltura e la frutticoltura. I restanti hanno invece riguardato tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale. Tra i risultati di alcuni dei progetti finanziati, quello relativo alle diverse utilizzazioni del farro, oltre che le analisi e gli studi volti a individuare genotipi compatibili con intolleranze alimentari oggi sempre piu' diffuse, come la celiachia. Tra gli studi focalizzati sull'olivicolo, anche quello sul riutilizzo degli scarti di lavorazione delle olive, che, attraverso un'analisi costi-benefici delle tecnologie esistenti, studia il metodo maggiormente ecosostenibile di riutilizzo dei reflui e della sansa.
Sul biologico, e' stata indagata la possibilita' di incrementare la fertilita' dei terreni secondo il metodo biodinamico, diretto al recupero di antiche tecniche di coltivazione, poi tramontate per effetto della generalizzata adozione della meccanizzazione spinta. Per la conservazione e la tutela del territorio, sono stati realizzati degli studi inerenti i rapporti tra zootecnia e prevenzione incendi, che indicano come lo sviluppo delle attivita' zootecniche, rispettoso dell'ecosistema presente, attorno a boschi e foreste, contribuisce a ridurre il rischio incendi.
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