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Coldiretti: senza un piano di abbattimento dei cinghiali occuperemo la sede della Regione
ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 17:42
Ancona, 8 feb. - (Adnkronos) - E' il messaggio emerso dal sit in che oggi ha visto una cinquantina di imprenditori agricoli manifestare davanti all'aula del Consiglio regionale
Ancona, 8 feb. - (Adnkronos) - Se non si avviera', da subito, un piano di abbattimento dei cinghiali, gli agricoltori marchigiani sono pronti a occupare le sedi della Regione Marche e delle cinque Province cui spetta la gestione del territorio. E' il messaggio emerso dal sit in che oggi ha visto una cinquantina di imprenditori agricoli manifestare davanti all'aula del Consiglio regionale, su iniziativa della Coldiretti Marche, per denunciare una situazione che nelle campagne sta diventando sempre piu' esplosiva dopo gli oltre due milioni di euro di danni causati dagli animali selvatici alle coltivazioni nel 2009. Oggi era in discussione il piano faunistico, poi non votato e rimandato alla seduta di domani dell'Assemblea legislativa, si legge in una nota, assieme alla revisione della legge regionale sulla caccia.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricerca''Alla Giunta - afferma Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche - chiediamo, innanzitutto, di dare il via libera al piano straordinario di abbattimento che interessi tutto il territorio regionale, compresi i parchi e le aree protette, poiche', altrimenti, non si riuscia' a risolvere un problema che sta diventando drammatico per chi opera nelle zone interne e collinari oltre a mettere a repentaglio la vita degli automobilisti. Serve, poi, rimandare la discussione della nuova legge sulla caccia che, cosi' come e' stata congegnata, non risolve i problemi dell'agricoltura poiche' non fa chiarezza sugli strumenti per la prevenzione dei danni''.
Coldiretti sollecita, inoltre, una rivisitazione della legge regionale sulla gestione delle aree protette perche' e' soprattutto in queste zone che gli animali selvatici proliferano senza controllo devastando i campi. ''Basta guardare i dati sulle coltivazioni negli ultimi anni - dice Coldiretti Marche - nel 2005 la somma era di 820mila euro ma l'anno dopo era gia' salita a 1,05 milioni di euro. Nel 2007, nuovo balzo in avanti, con 1,9 milioni di euro euro mentre nel 2008 la cifra ha superato i 2 milioni. E, per il 2009, le prime stime indicano una cifra di poco superiore''.
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