Processo rogo Thyssen, la difesa: non c'era rischio incendio su linea 5
ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:36
Torino - (Adnkronos) - L'incendio, nel dicembre del 2007, costò la vita a sette operai dello stabilimento torinese
Torino, 23 feb. (Adnkronos) - "Mentre Espenhahn non poteva e non doveva vigilare personalmente sull'applicazione del piano di intervento, l'obbligo di valutazione del rischio non e' delegabile. La domanda e' se Espenhahn vi abbia adempiuto". Cosi' ha proseguito la sua requisitoria, questa mattina in aula a Torino, l'avvocato Ezio Audisio, difensore dell'amministratore delegato della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, su cui pesa l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per il rogo che, nel dicembre del 2007, costo' la vita a sette operai dello stabilimento torinese.
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"La valutazione del rischio incendio deve essere rielaborata solo se insistono modifiche rilevanti del processo produttivo - ha argomentato il difensore - e nello stabilimento di Torino non e' mai stata modificata l'attivita', semmai si e' progressivamente ridotta in previsione del trasferimento a Terni".
Il difensore e' poi passato a sottolineare la distinzione che la normativa prevede tra pericolo di incendio, relativo alla presenza di materiali infiammabili, carta e olio, e rischio di incendio, basato invece sulle probabilita' che si verifichi un rogo con danni alle persone:
"Il rischio incendio nella zona della linea 5 non sussisteva - ha detto l'avvocato Audisio - perche' non esisteva una probabilita' di innesco del materiale combustibile, che doveva essere immediatamente rimosso". Il difensore si riferisce alle procedure per la pulitura dei rotoli e della linea da residui di carta e olio, previste nello stabilimento torinese. "Per cui - ha concluso - il rischio di incendio sulla linea 5 non esisteva".
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