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Costa: ''Chiediamo a Cappellacci un atto di coraggio contro la chiusura dell'Alcoa''

ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 16:53
Cagliari, 20 nov. - (Adnkronos) - ''Non è tollerabile l'atteggiamento del governo nazionale che assume impegni che non può sostenere. Non si capisce come sia possibile - denuncia il segretario generale della Cgil Sardegna - che la politica sarda, a tutti i livelli, e il presidente della Regione, non alzino la testa e si facciano rispettare a Roma, con autorevolezza''
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Cagliari, 20 nov. - (Adnkronos) - ''Il sindacato non puo' tollerare la chiusura dell'Alcoa, chiediamo al presidente Cappellacci un atto di coraggio perche' non si capisce come possa accettare un simile trattamento''. Lo afferma il segretario generale della Cgil Sardegna, Enzo Costa, che sottolinea come ''la vicenda dell'Alcoa abbia messo a nudo un modo di fare politica basato solo sulle promesse e sugli effetti mediatici piuttosto che sulla costruzione di risposte concrete''.   

Per al Cgil ''non e' tollerabile l'atteggiamento del governo nazionale che assume impegni che non puo' sostenere. Non si capisce come sia possibile - denuncia Costa - che la politica sarda, a tutti i livelli, e il presidente Cappellacci, non alzino la testa e si facciano rispettare a Roma, con autorevolezza''. ''E' indispensabile - aggiunge - che venga chiarito una volta per tutte quale sara' il costo dell'energia nei prossimi anni, sottolineando che problemi come il costo energetico non si possono gestire con provvedimenti che non consentono alle aziende di operare in uno scenario di certezze. Per fare gli  investimenti, le aziende devono poter contare su parametri certi su cui basare l'ammortamento degli stessi e le ricadute positive sul piano economico''.

''Mentre si tarda a dare risposte per la soluzione delle vertenze aperte - spiega il segretario della Cgil - i lavoratori sono ancora una volta costretti a mantenere alta l'attenzione sulle fabbriche con azioni di protesta drammatiche occupando ciminiere e cisterne in condizioni disumane. Per non parlare di quando, manifestando a Roma, vengono addirittura caricati e picchiati dalle forze del cosiddetto "ordine". ''La Sardegna - conclude Costa - deve alzare la voce e dire basta a questo trattamento che sta sempre piu' velocemente cancellando il diritto al lavoro e 60 anni di sviluppo sociale ed economico. I sindacati lo diranno con forza il 30 novembre alla Fiera, presentando proposte concrete e sostenendole con una grande manifestazione di piazza''.  

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