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Respinte le richieste della difesa

Meredith, il pm: "Confermate i 30 anni a Guede". L'ivoriano: "Non l'ho uccisa io"

Meredith Kercher  Meredith Kercher
ultimo aggiornamento: 18 novembre, ore 17:40
Perugia, 18 nov. - (Adnkronos/Ign) -Lunga dichiarazione spontanea del giovane ivoriano: "L'unica cosa di cui dovrò rispondere è di non essere riuscito a salvarla". Ma la procura chiede la conferma della condanna: "Ci ha raccontato una storiella"
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Perugia, 18 nov. - (Adnkronos/Ign) - Confermare la condanna a 30 anni di reclusione inflitta a Rudy Guede per l'omicidio di Meredith Kercher: lo ha chiesto la procura generale nel processo con il rito abbreviato in corso davanti alla Corte d'assise d'appello di Perugia. Il procuratore ha chiesto inoltre che a Guede non vengano concesse le attenuanti generiche. "Non è credibile, ci ha raccontato una storiella". Il giovane ivoriano, attualmente detenuto, ha assistito in aula alle parole del magistrato.

La "storiella" a cui si riferisce il procuratore è la lunga dichiarazione spontanea che ha fatto in mattinata il giovane ivoriano, che si è rivolto anche direttamente alla famiglia della studentessa inglese. "Voglio far sapere alla famiglia Kercher che non ho ne' violentato ne' ucciso la loro figlia e non sono stato io a toglierle la vita".

Guede, rivolgendosi agli avvocati di parte civile della famiglia Kercher Francesco Maresca e Serena Perna, ha aggiunto che "l'unica cosa di cui la mia coscienza dovra' rispondere e per la quale nessun tribunale potra' assolvermi e' di non essere riuscito a salvare Meredith".

"Io non posso raccontare cio' che non ho visto e che non ho vissuto - ha detto ancora Guede- e quello che ho visto e vissuto l'ho sempre detto. Non ho niente da nascondere e non sono un bugiardo". Guede ha riferito di aver incontrato Meredith il 31 ottobre in una festa in locale di Perugia e di averla rivista il giorno successivo quando i due si sarebbero recati insieme nel casolare di via della Pergola.

"Ho sentito Meredith lamentarsi e inveire contro Amanda dicendo che le erano spariti dei soldi. Ho cercato - ha proseguito Guede - di calmarla e di farla ragionare". Rudy riferisce poi di essere andato in bagno e di aver sentito suonare il campanello e Amanda e Meredith discutere.

"Ho pensato fosse una normale discussione tra due ragazze che vivevano nella stessa casa, non mi sono preoccupato - ha aggiunto - Ad un certo punto ho sentito un urlo fortissimo e mi sono precipitato nella camera di Meredith e ho visto una sagoma maschile. E' stata una frazione di secondo e poi questa persona si e' voltata verso di me cercando di colpirmi ed e' scappata. Guardando da una finestra ho visto allontanarsi la sagoma di Amanda Knox".

Guede è stato condannato in primo grado con rito abbreviato a 30 anni per l'omicidio della studentessa inglese. Il ragazzo, maglione grigio e jeans, e' rimasto tutto il tempo in aula seduto accanto ai suoi avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. La Corte accogliendo la richiesta della difesa ha stabilito che il procedimento si svolga a porte aperte, impedendo pero' l'acceso a cameraman e fotografi.

La Corte ha respinto le richieste della difesa di Rudy Guede in merito alla riapertura parziale dell'istruttoria dibattitimentale, all'ascolto di testimoni, alla disposizione di una perizia su un asciugami e il deposito di una loro consulenza del comportamento di Rudy dopo il delitto.

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