Thyssenkrupp, Fiom Terni: per ora non c'è motivo di temere per posti di lavoro
ultimo aggiornamento: 01 febbraio, ore 15:47
Terni - (Adnkronos/Labitalia) - Annunciata ieri la fusione tra la tedesca Inoxum e la finlandese Outokumpu. "Siamo già stati convocati dalla Società per domani - dice a LABITALIA Attilio Romanelli - e ci aspettiamo che l'azienda ci informi di questo passaggio, anche se l'operazione dovrebbe entrare effettivamente in vigore entro settembre 2012''
Terni, 1 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Dopo l'accordo annunciato ieri sulla fusione tra la tedesca Inoxum di ThyssenKrupp e la finlandese Outokumpu, che dara' vita a uno dei piu' grandi gruppi di produzione di acciaio mondiale con siti presenti in Europa, Asia e nelle Americhe, cambiera' proprieta' anche il sito italiano di Terni, dove lavorano circa 2.850 persone.
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"Siamo gia' stati convocati dalla Thyssenkrupp per domani -dice a LABITALIA Attilio Romanelli, segretario provinciale della Fiom di Terni- e ci aspettiamo che l'azienda ci informi di questo passaggio, anche se l'operazione dovrebbe entrare effettivamente in vigore entro settembre 2012, per dare modo di espletare tutte le procedure legali comunitarie". I sindacati per ora non temono contraccolpi dal passaggio di mano dello stabilimento umbro, l'unico della Thyssen rimasto attivo dopo la chiusura di quello di Torino.
"Per ora non ci sono motivi per temere sui posti di lavoro -dice Romanelli- anche perche' le scelte fatte dal 2006 in poi hanno consentito all'impianto ternano di essere uno dei piu' efficienti in Europa, sia in quantita' sia in qualita'. A Terni, infatti, oltre all'acciaio inossidabile si producono anche titanio e 'fucinati', ossia componenti per grandi impianti. Si tratta una lavorazione molto articolata che fa del sito di Terni uno dei luoghi piu' importanti dell'industria europea".
Il Piano industriale del neonato gruppo mettera' insieme gli 11.000 addetti circa della Inoxum e gli 8 mila della Outokumpu e dovrebbe ridure a due gli stabilimenti attivi: uno nel Nord Europa (forse Bochum) e uno nel Sud Europa, che dovrebbe appunto essere quello di Terni, anche perche', aggiunge il sindacalista umbro, "al contrario di quello che si sente spesso dire il nostro costo del lavoro e' piu' basso che nel resto d'Europa". Thyssenkrupp manterra' una quota di minoranza nella nuova societa' pari al 29,9%.
Tuttavia, almeno per Terni, non si teme la nascita di una 'newco', come invece e' accaduto a Pomigliano. "Assolutamente no -conferma Romanelli- anche perche' il passaggio e' automatico e del resto non e' proprio nelle intenzioni e nell'uso del sistema di relazioni industraili tedesco-finnico quello di fare newco. Li' il sistema e' solido, e' regolato da leggi e -conclude- funziona benissimo".
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