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Forte la presenza femminile
Abu Dhabi, ventinove imprese italiane in prima linea per il business green
ultimo aggiornamento: 16 gennaio, ore 15:25
Al via da oggi la tre giorni del "World Future Energy Summit"
Abu Dhabi, 16 gen. (Adnkronos) - Gli Emirati Arabi Uniti puntano su rinnovabili, smart city e sistemi di integrazione tra fonti energetiche, e lo fanno con investimenti importanti, puntando solo ed esclusivamente sulla qualità. E non è un caso che siano le tecnologie italiane e tedesche le più ambite nel settore. Su queste premesse si è aperto oggi il World Future Energy Summit di Abu Dhabi, una delle più importanti piattaforme internazionali di business green che vede incontrarsi i rappresentanti industriali, politici, economici, finanziari e accademici del mondo delle energie rinnovabili e dell'industria ambientale.
Piattaforma business, quindi decisamente diversa per contenuti ed obiettivi dal vertice di Durban, eppure anche in questo caso si stanno riproponendo quegli stessi equilibri geopolitici che hanno caratterizzato il summit Onu sul clima: "Quello che succede in questo settore è il segnale di una forte presa di coscienza da parte delle economie emergenti, per quanto riguarda il clima, le rinnovabili e la possibilità di costruire una crescita più bilanciata", spiega all'Adnkronos Giorgio Starace, ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, che sta seguendo i lavori del Summit di Abu Dhabi.
"In generale - aggiunge - sta emergendo come la Cina, grande azionista dell'energia pulita, abbia preso fortemente coscienza della necessità di aumentare la produzione di energia pulita a discapito delle fonti più inquinanti, elemento che ne rafforzerà il ruolo anche all'interno dell'Irena, l'agenzia internazionale delle energie rinnovabili con sede proprio ad Abu Dhabi".
Al World Future Energy Summit di Abu Dhabi confluiscono operatori da tutto il Golfo, ma non solo. Va da sè l'importanza della presenza alla tre giorni, anche in considerazione del fatto che "l'export italiano negli Emirati Arabi Uniti è cresciuto del 26% dal 2010, superando i 4miliardi di euro e facendo del Paese il primo mercato di sbocco del made in Italy nel mondo arabo", spiega l'ambasciatore italiano Starace.
"In questo quadro di grandi investimenti - aggiunge - il settore delle rinnovabili gioca la sua parte. L'Italia ha il vantaggio di poter dire la sua in tutti i settori delle energie pulite, dalla rete ai materiali: non dimentichiamoci che anche nell'edilizia il nostro Paese produce brevetti innnovativi e importanti". Quest'anno sono 29 le imprese italiane presenti, "un vero e proprio exploit a conferma che questo settore del Made in Italy, leader in Europa, è più che mai vitale", spiega l'ambasciatore Starace.
Il World Future Energy Summit si è aperto oggi all'insegna di una forte presenza femminile. "Un aspetto molto importante", secondo Giorgio Starace, l'ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti che sta seguendo sul posto i lavori del vertice, una delle principali piattaforme internazionali di business green tra rappresentanti industriali, politici, economici, finanziari e accademici del mondo delle energie rinnovabili e dell'industria ambientale.
"In questo Paese, che è un Paese arabo, la presenza femminile è molto forte a tutti i livelli - racconta all'Adnkronos - Lo stesso World Future Energy Summit ha una forte presenza femminile, questo perché nei Paesi Arabi Uniti si investe molto sulla formazione delle donne". Donne che hanno avuto e continuano ad avere un ruolo di primo piano anche nella realizzazione di un'utopia: Masdar City, la città ad emissioni zero pianificata ad Abu Dhabi (il nome, in arabo, significa letteralmente "città sorgente").
"Il management stesso del progetto di Masdar City è, se non per la metà quasi, nelle mani di donne giovani, preparate, appena uscite dalle università", specifica l'ambasciatore Starace. La cerimonia di apertura del World Future Energy Summit, presentata da una donna, ha puntato sulle emozioni, con l'inno interpretato dai bambini e i video proiettati dedicati all'importanza dello sviluppo di un mondo pulito.
Delle 29 imprese italiane presenti al World Future Energy Summit di Abu Dhabi, una delle più importanti piattaforme internazionali di business green, ben 18 sono ospiti del Gse, il Gestore Servizi Energetici impegnato a garantire agli operatori il sostegno economico che le normative nazionali assicurano per lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.
Secondo il Gse gli Emirati Arabi Uniti rappresentano infatti "un territorio molto fertile, di raccordo con l'Oriente, e in cui ci aspettiamo di riuscire a tessere e rafforzare rapporti commerciali", spiega all'Adnkronos Emilio Cremona, presidente del Gse, presente ad Abu Dhabi. Nel Padiglione Italia organizzato in collaborazione con l'Ice e sotto gli auspici dell'ambasciata d'Italia degli Emirati Arabi Uniti, il Gse ospita 18 aziende tra le oltre 1.600 aderenti a "Corrente", iniziativa creata nel 2011 per sostenere e valorizzare la filiera italiana delle rinnovabili all'estero e per facilitare partnership internazionali.
Il progetto "Corrente" ha lo scopo di promuovere la partecipazione collettiva italiana e valorizzare il know-how italiano nel settore delle rinnovabili promuovendo le aziende di punta del nostro Paese nel Medio Oriente e nell'area dei Paesi del Golfo.
"Gli Emirati puntano esclusivamente alla qualità delle tecnologie emergenti ed ecosostenibili per realizzare progetti di efficienza energetica, integrazione delle fonti e progetti di smart cities. In questi settori - spiega Cremona - l'Italia si propone come un Paese che ha senza dubbio voce in capitolo per quanto riguarda ricerca e sviluppo e per la riconosciuta serietà degli operatori".
Convinto che l'Italia possa "crescere all'estero, interpretando al meglio le politiche di incentivazione per imporsi sui mercati internazionali", Cremona indica come mercati interessanti per il settore rinnovabili Brasile, Arabia Saudita e Africa (in particolare il Mozambico), Sud America, "ma anche il Giappone, particolarmente attento alla tecnologia italiana".
Domani e dopodomani è in programma la visita a Masdar City, la città ad emissioni zero "esempio di eccellenza per quanto riguarda la mobilità sostenibile e l'intergrazione delle energie rinnovabili, in cui il know how italiano ha avuto il suo ruolo. Al progetto di Masdar City partecipa infatti una delle aziende italiane che l'anno scorso erano con noi al Summit", conclude il presidente del Gse.
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