Sostenibilita > Appuntamenti > Cia e Vas, stop all'import di mangimi geneticamente modificati dall'estero

Sabato 22 maggio si terrà la quinta giornata ''Mangiasano'' con centinaia di iniziative in tutte le Regioni
Cia e Vas, stop all'import di mangimi geneticamente modificati dall'estero
ultimo aggiornamento: 14 maggio, ore 13:03
Più di quattro milioni di tonnellate di soia e due milioni di tonnellate di mais biotech entrano nell'alimentazione degli animali allevati in Italia
Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - Gli allevamenti di bestiame, oltre 300 mila stalle, sono invasi da mangime Ogm di provenienza estera. Piu' di quattro milioni di tonnellate di soia (un quarto del fabbisogno nazionale) e due milioni di tonnellate di mais biotech (in pratica, oltre il 25 per cento del totale) entrano nell'alimentazione degli animali allevati in Italia. Una cifra destinata a raddoppiare nel giro di 4-5 anni. E cosi', inevitabilmente, prodotti (carne, latte e formaggi) con presenza di organismi geneticamente modificati finiscono sulle tavole degli italiani. La denuncia e' della Cia - Confederazione italiana agricoltori, il cui presidente Giuseppe Politi insieme a Guido Pollice, presidente dei Vas (Verdi ambiente e societa') oggi presenta la quinta giornata ''Mangiasano'' che si svolgera' sabato 22 maggio con centinaia di iniziative in tutte le Regioni.
"Senza interventi mirati, entro un quinquennio c'e', poi, il rischio che la disponibilita' di mais Ogm-free a livello internazionale, - spiega la Cia - compreso quello prodotto nel nostro Paese, si riduca di circa il 70 per cento. E questo significa che ne circoleranno meno di 26 milioni di tonnellate, quando gia' adesso il doppio non e' sufficiente a soddisfare le esigenze degli allevatori".
Occorre, quindi, predisporre e varare al piu' presto un Piano nazionale di proteine vegetali, utilizzando, eventualmente, anche territori del Demanio, per incrementare la coltivazione di soia italiana, di piselli, fave, favini e sviluppando, contemporaneamente, la produzione di mais, in modo da garantire uno sviluppo di una zootecnica realmente sostenibile e di assicurare alimenti di qualita' e privi di biotech.
"Si e' mai pensato -hanno sottolineato Politi e Pollice - che fine farebbero i prodotti tipici e di qualita' delle nostre terre con le coltivazioni Ogm? Prodotti che sono frutto di una biodiversita' eccezionale che contraddistingue e rende unica l'agricoltura italiana. Con il biotech c'e', infatti, il fondato pericolo di far scomparire dalle tavole una varieta' straordinaria di produzioni d'eccellenza".
"Rischiamo di non poter mangiare e assaporare, ad esempio, la mela annurca, le pesche di Romagna, - continuano i du presidenti - il pomodoro Pachino e San Marzano, le nocciole del Piemonte, le arance di Ribera, le clementine di Calabria, la pasta fatta con grano duro italiano, il Brunello di Montalcino, il Dolcetto d'Alba, l'Amarone, il Primitivo di Manduria, i tantissimi oli d'oliva di cui sono ricche le nostre campagne. Sarebbe, insomma, la morte di un mondo agricolo che ha permesso all'agroalimentare 'made in Italy' di conquistare i mercati internazionali".
"Ecco perche' vogliamo -hanno aggiunto i presidenti di Cia e Vas- fare fronte contro gli Ogm e impedire che anche il nostro grande e straordinario patrimonio zootecnico continui ad essere contaminato. D'altra parte, l'agricoltura italiana e' riuscita a tutelare la sua inimitabile varieta' sia grazie all'azione svolta dai produttori che a quella della scienza che, pero', non ha avuto certo bisogno degli Ogm per andare avanti. Il transgenico porta unicamente all'appiattimento produttivo, all'omologazione 'tout court', alla distruzione della biodiversita'. E tutto cio' significa consegnare agricoltura e zootecnia nelle mani delle multinazionali che pensano soltanto al 'business' e non certo alla tutela delle tradizioni secolari, della tipicita' e della qualita' delle produzioni agricole nazionali".
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